Magdi Cristiano Allam

Banca d’Italia e Tesoro: il divorzio più costoso della storia

vivere senza l'euro

Abbiamo più volte espresso il nostro giudizio fortemente negativo sullo sciagurato divorzio del 1981 tra la Banca Centrale ed il Tesoro a seguito del quale lo Stato veniva di fatto a trovarsi in balia delle banche commerciali e dei mercati finanziari per collocare il proprio debito.
Gli artefici di questa nefandezza furono essenzialmente Beniamino Andreatta (ministro del Tesoro ) e Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca Governatore della Banca d’Italia, per la quale rivendicava la massima indipendenza dal sistema politico,ponendosi quindi decisamente  a favore del divorzio tra Stato e Banca Centrale.
La  sciagurata decisione del 1981 è senza ombra di dubbio la principale responsabile della crescita  esponenziale del debito pubblico in Italia poiché dal quel momento in poi, ad una politica di repressione finanziaria ( con tassi sul debito inferiori al tasso d’inflazione in grado quindi di ridurre il debito complessivo) si sostituì una condizione permanente di tassi d’interesse sul debito sempre crescenti e ben superiori al tasso d’inflazione del periodo. E fù l’inizio della fine!!
Graficamente è sufficiente osservare il seguente grafico per capire meglio cosa cambiò dal 1981 in poi:

Per esempio: nell’anno del Signore 1980, lo Stato italiano pagava interessi sul debito pari al 16,5% con un livello d’inflazione pari all’ 21,4% ed una crescita del PIL del 3,5 %.Quindi, tradotto in termini numerici (per capire se il debito dell’epoca fosse sostenibile o meno) avremo:
3,5 +21,4 > 16,5    da cui      24,9 > 16,5  il che significa che il debito si riduce ogni anno dell’ 8,4%.
Trattasi di una situazione di perfetta sostenibilità del debito.
Oggi invece, nell’anno 2013 siamo in una condizione molto differente in cui lo Stato paga interessi sul debito (BTP) del 4%, abbiamo  una inflazione dell’1,5% ed una variazione negativa del PIL prossima al 2%.
Tradotto in cifre:
1,5 – 2 < 4               da cui    - 0,5 < 4      il che significa che ogni anno il debito cresce del 4,5%.
Questa situazione NON è sostenibile ed infatti così facendo il debito raddoppierà in meno di vent’anni!!Significa che se anche il Governo riuscisse a realizzare Avanzi di bilancio del 4% , il debito continuerebbe inesorabilmente a salire!!E’ la matematica! Altro che vendere Enel, Eni,Finmeccanica,l’Isola d’Elba,i Faraglioni di Capri ed il Colosseo: se non si capisce l’errore non c’è rimedio alla distruzione provocata dall’interesse e dal debito. Ma in mano a chi siamo!! Poveri noi!
A chiarire  sicuramente meglio di quanto possano queste poche righe il tema dell’interesse e del debito, ho pensato d’inserire questi due grafici che al solito, nella loro semplicità ed immediatezza, spiegano come e perché il divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro abbia rappresentato una decisione a tutto danno della popolazione ed a vantaggio della sola rendita finanziaria, ingrassata con interessi  sul debito sproporzionati ai tassi d’inflazione del periodo.
In primo luogo, osserviamo l’andamento del debito pubblico in Italia rispetto al PIL:

In seconda istanza, osserviamo invece l’andamento dell’inflazione in Italia:

Purtroppo però,nonostante questi dati, grafici  e tabelle, agli integralisti della lotta alla corruzione, dell’invidia per la “casta” ed i suoi privilegi, ai novelli inquisitori dell’evasione fiscale causa di tutti i mali, nulla servirà a scalfire le loro “grilline” convinzioni !
A parziale scusante di costoro dobbiamo tener conto che basano le loro granitiche convinzioni su quello che leggono sui giornali e seguono in televisione, prigionieri di un’informazione superficiale ed asservita al potentato di turno.
Ricordate che dicevano due settimane fa il Presidente Letta e Saccomanni?  ”…siamo usciti dalla crisi, è iniziata la ripresa! Il peggio è alle spalle!”  Ci prendono in giro trattandoci da decerebrati!!
Siamo condannati ad un lento, inesorabile,drammatico declino industriale e sociale. Altro che ripresa!
Un’ultima nota di colore: vorrei sottoporre alla vostra benevola attenzione uno stralcio del Letta pensiero sull’operato del Ministro Andreatta, espresso in Parlamento in occasione dell’anniversario della sua scomparsa .
In data 21 Aprile 2012, Letta si esprimeva come segue: “Era uomo di atti, rigore e azione  ad esempio sulla necessità di ridurre il debito pubblico soprattutto pensando alle nuove generazioni.”
Ora, guardando il grafico sul debito pubblico sopra allegato e leggendo le parole di Letta, non vi sentite un pochino presi in giro?
Possiamo davvero fidarci di simili figure?

di Stefano Di Francesco 01/09/2013 13:30:44