Il conflitto delle Falkland (e non solo quello) trent'anni dopo

Lo scorso maggio 2012 sul Quotidiano OnLine “L’Occidentale” è stato pubblicato un mio testo.     “La Kirchner ricordi di essere in democrazia anche grazie alla Thatcher”Così ammoniva il titolo de “L’Occidentale”, che io commentai. Si parlava di Gran Bretagna, di Argentina, di islamizzazione, di Sovranità Nazionale. E, “di sbieco”, anche di Italia. Guarda caso. Argomenti apparentemente eterogenei, invece strettamente correlati. Con la mia solita provocatoria spavalderia cercai di dimostrare quanto siano correlati questi argomenti, e quanto direttamente ci riguardino. Oggi, a quanto pare, questi argomenti sono ancora più attuali. Ecco quanto scrissi su “L’Occidentale”:

<<  Per quel che potrà valere, mi permetto commentare: prima coi miei ricordi diretti, indi con il “senno di poi”. La guerra delle “Falkland / (alias) Malvinas” a seconda se gli atlanti geografici erano di stampa anglo-americana o argentina, fu  - all’epoca -  una specie di “cartina di tornasole” della situazione internazionale. Nel senso che i Paesi di convinta “fede” Occidentale sostennero la Gran Bretagna, mentre i Paesi aderenti o simpatizzanti dell’ allora “Blocco Sovietico” sostenevano la Argentina. [E tutti “A Prescindere”, diremmo oggi…] Allora, si trattava di “filo-comunismo”, oppure non di rado di FIFO-comunismo = le principali pulsioni che animavano l’ establishment in voga dalle nostre parti. L’articolo di L. Capone riassume bene le vicende del tempo. Tuttavia col dovuto rispetto mi permetterei di confutare l’affermazione che “questo conflitto marginale abbia rotto i classici schemi della Guerra Fredda”. Oserei invece dire che li confermò.  Nel senso ( della “finalità” beninteso ) che: da una parte stava il Mondo Occidentale propriamente detto (anglofono), dall’altra stava la URSS, la cui politica ( oggettivamente: una sagace politica ) era quella di sostenere QUALSIASI occasione propizia a indebolire il gigante anglo-americano. Anche appoggiando militarmente Paesi non propriamente “rossi”. Mentre questi ultimi, nonché gli altri attori sulla scena, erano soltanto utili gregari o irrilevanti comparse. Il fine giustifica i mezzi.  A “sistemare” gli argentini bene o male, Gorbachev ci avrebbe caso mai pensato dopo… . E confermò pure qualcos’altro. L’Italia, -tanto per cambiare…- tentennava. E pendeva a sinistra. In questo, nessuna sorpresa. Il Primo Ministro era se non erro il “laico” G. Spadolini, ma d’un Governo di centro-sinistra che si espresse per lo più a favore della Argentina “aggredita” ( blaterando di “nostre comuni radici neolatine” ), invocò l’intervento dell’ ONU, deplorò l’imperialismo britannico, sostenne iniziative “per la pace”... (sempre a senso unico). E pochissimo tempo dopo, con B. Craxi leader ( guarda caso ), ci sarebbe stata la vicenda di Ciampino & Sigonella. ( No: nulla a che fare col bunga-bunga o altre metafore boccaccesche: la faccenda fu molto, ma MOLTO più seria, anzi GRAVE… . E le conseguenze non le abbiamo ancora pagate tutte neppure adesso, anzi. Sta di fatto che la sinistra italiana detestava e detesta l’Occidente, d’onde nondimeno trae origine. E amava e ama gli islamici, coi quali peraltro nulla ha a che fare. Tant’è che beninteso NON viene corrisposta. E domani? Mah …. ) I comunisti (di allora…) andavano a rimorchio dell’URSS e pertanto si adeguarono alle prescrizioni della Casa Madre. I socialisti ( di cui sopra… ) e i gruppettari o gruppuscoli di estrema sinistra, andavano a rimorchio dei comunisti ortodossi nostrani, affettando per salvarsi la faccia pignole distinzioni. Le “destre” ( allora esisteva ancora il cosiddetto “Arco Costituzionale” ) e gran parte della pubblica opinione, giustificandone il legittimo intervento militare tifavano timidamente per la Gran Bretagna e dunque per l’Occidente.  Sappiamo come andò complessivamente a finire. Mi domando se OGGI in una situazione analoga le faccende si svilupperebbero allo stesso modo e con gli stessi esiti. Caduta in rovina la mole sovietica, si erge la “mole islamica” (faccio per dire…). E qui provo (necessariamente semplificando) a fantasticare. Si tratta di opinioni, pertanto valgono quel che valgono. Oggi la Gran Bretagna è allo sbando. Avvelenata da duri contrasti sociali, dal tramonto probabilmente irreversibile della istituzione monarchica, dalla crisi economica, dalle fatiche del proprio premeditato e snervante doppio giochismo pseudo filo-europeo, dalla cancrena islamista che -a torto o a ragione- la sta facendo disintegrare e degenerare a sub-società. Dubito assai che avrebbe la ( antica ) grinta necessaria a impegnarsi in una guerra di “oltremare” per tenere in pugno pochi isolotti rocciosi. Gli USA, anche loro barcollanti per una crisi economica derivata dalla troppa fede apodittica nella “libera” economia di carta, non pare abbiano una leadership particolarmente incline a “mostrare la bandiera” su fronti lontani. Nelle vicende medio orientali ci sono stati trascinati dentro per i capelli, loro malgrado. E i risultati, almeno per ora -dati i protagonisti- sono ( scusate l’insolenza… ) tragicomici. Pessimo esempio. Vice versa, la Argentina vive un periodo di ripresa economica e sociale (ipocritamente ignorato dai mezzi di comunicazione nostrani), esito delle drastiche, coraggiose ( e solo apparentemente “disperate” ) scelte effettuate in conseguenza della crisi di circa dodici anni or sono. A dispetto di tutte le pretese ortodossie “globaliste”. Ciò implica anche un rigoglio, anzi una rinascita della dignità nazionale. Ancora un poco di ricostituente irrobustimento e poi essa avrebbe le carte in regola per ritentare l’azzardo di una qualsivoglia “usurpazione territoriale” a pochi passi dai propri confini. E presumibilmente ben pochi Paesi si immischierebbero… . E la Kirchner magari ricorderà Mrs Tatcher, ma avrà visto ieri alla TV il Carlo d’Inghilterra mentre legge le previsioni meteorologiche. Quasi quasi scommetterei il classico caffè che andando di questo passo, al prossimo tentativo la Argentina si riprende le Malvinas (pardon: le Falkland) senza colpo ferire. E se le tiene.  >>

Sono passati otto mesi. I Capi della Gran Bretagna -osservazione conclusiva- non somigliano neppure lontanamente ai magnifici avventurieri che costruirono un Impero, né men che meno ai saggi Statisti che a lungo lo conservarono. Sono ridotti a miseri relitti farfuglianti. La crisi economica (e politica) della maledetta “unione europea” non fa che peggiorare. E noi ( l’Italia, intendo ) saremo ben presto costretti ad affrontare la dura realtà di un collasso economico/sociale per superare il quale l’abbandono della “u. e.” non sarà che l’indispensabile requisito preliminare. L’alternativa sarà un tragico e forse irreversibile declino. Noi ( l’Italia, intendo ) avremmo bisogno di un Governo. Nel frattempo l’Argentina ( della quale pochissimo si parla, guarda caso … ) prosegue nella ripresa economica e il suo Governo accresce le proprie ambizioni, nell’ indifferenza (o sarebbe meglio dire nell’ omertà ?) internazionale. Posto che giammai questo “tema” delle Isole Falkland/Malvinas rappresentasse per Noi un qualche interesse,  questo interesse andrebbe collocato: nell’insegnamento da trarre che le scelte economico/politiche di tipo nazionalista dei governanti argentini dell’ultimo decennio -a torto o a ragione- si sono dimostrate salutari per il loro Paese (e probabilmente di buon esempio per altri); nella persuasione che le alleanze internazionali o si giocano lealmente o è meglio lasciarle perdere; nella conferma che ( tanto in vicende individuali, quanto in vicende nazionali ) la cattiva coscienza -cioè la mala fede- trova più facilmente pretesti per operare che non di poi formole per giustificare il male che ha commesso.

Dunque: se oggi l’Argentina si riprende le “Falkland / Malvinas”, cosa farebbe la Gran Bretagna ? E l’Italia, quale posizione assumerebbe in merito ? E la maledetta “u. e.” cosa farebbe ? [ Spero proprio che il nostro M. C. Allam riferisca queste note all’amico Nigel Farage … non si sa mai … . ] Io alcune idee in proposito le avrei. Acquattato sotto la toga del Machiavelli il Polemista Polemologo sogghigna, in attesa del prossimo pubblico pateracchio sul quale lanciare le proprie invettive. Le mie considerazioni probabilmente soneranno presuntuose, e molti lettori arricceranno il naso di fronte alla mia “saccenza”. Pazienza. Può darsi io mi sbagli. Ma tanti dadi sono oggi in lancio sul tappeto ( per usare una metafora “relativista” ) e nei prossimi tempi potrebbe, per molti, giungere la Nemesi.