Mettiamo un cartello alla frontiera: “Tutto esaurito, i clandestini sono indesiderati”

“Prevedi tutto, tranne il futuro” recita un antico adagio cinese.
Tuttavia a volte lo sviluppo di avvenimenti e la loro concatenazione (logica?) lasciano intravedere come una sorta di “segnaletica” che indica i probabili, possibili futuri esiti di determinate situazioni del presente.
Come dire: a causa = l’effetto.
Quale sarà il probabile-possibile esito della demenziale, criminale, assassina politica di accoglienza indiscriminata di tutti i disperati che arrivano nel nostro Paese, voluta dai “progressisti” nostrani?

Benefici? Riferitemene almeno tre. Io non ne vedo (a parte il lucro delle organizzazioni pseudo-assistenziali catto-comuniste che sguazzano nello stagno della “accoglienza” come “operatori sociali”; a proposito: cosa significa, appunto, “operatori sociali”? E chi non è favorevole agli “operatori sociali” cosa sarebbe? Un “asociale” cioè una specie di misantropo malfattore?).
Quanto al “dovere umanitario”, ebbene il senso di umanità dovrebbe anzitutto essere esercitato a favore dei cittadini italiani bisognosi (i quali purtroppo non mancano, anzi aumentano di numero).
Quando non vi saranno più italiani in condizioni di grave bisogno, si potrà caso mai parlare di “accoglienza”… . Attualmente per gli stranieri indesiderati: tutto esaurito!
Se per strada incontrate due mendicanti = uno è vostro concittadino, abita dalle vostre parti, lo conoscete da tempo; l’altro è uno straniero vagabondo mai visto, di altra etnia, probabilmente anche di altra religione etc etc; ebbene, a chi dei due darete per primo il vostro aiuto? Dite la verità … .
Quanto alla “solidarietà”, suvvia, basta con le ipocrisie: la “solidarietà” non è un obbligo, altrimenti si chiama in tutt’altro modo.

Costi? Sono enormi, a carico di un bilancio pubblico in cronico passivo e di contribuenti stremati e sempre meno numerosi.
Ma fosse soltanto questione di costi.
L’arrivo di masse di stranieri “buoni a nulla e capaci di tutto”, inassimilabili per barriera linguistica (non conoscere la lingua del paese dove ci si trova equivale praticamente a essere quasi ciechi -perché non si sa leggere, quasi sordi -perché non si sa comprendere, quasi muti -perché non si sa parlare = sono veri e propri handicap molto, molto gravi e difficilmente superabili),
inutilizzabili per evidenti incapacità pratiche, talvolta anche ammalati, 
incompatibili per mentalità e usanze, e - non di rado, anzi - ostili per dichiarata fede = non può che complessivamente generare guai.
L’arrivo da noi di stranieri “affetti” da tali caratteristiche (e qualcuno li chiama “risorse” = di che mai è fatta la retorica ipocrita e miserabile di certi “progressisti”!) implica la inevitabile conseguenza che essi restino qui alle seguenti condizioni:
-vivere da parassiti sociali: è la condizione ora più comune, e per giunta si consideri che l’ozio è il padre dei vizi;
-vivere da schiavi: qualche autorità ha proposto di farli lavorare gratis (dove e come?) in cambio della “ospitalità” = idea geniale, peccato sia anticostituzionale; ( altrimenti perché non proporlo ai disoccupati italiani? )
-vivere da delinquenti: succede, basta tenere d’occhio le cronache e le statistiche delle carceri. Sfido tutti i sapienti a indicarmi altre realistiche condizioni.

I probabili-possibili esiti della “accoglienza” indiscriminata, a mia prudente valutazione : 
la accentuazione anzi la esasperazione delle tre situazioni critiche sovra esposte, con grave pubblico danno. E la esasperazione di tali drammi pubblici probabilmente produrrà caos sociale, ulteriore illegalità generalizzata, inevitabili diffusi atteggiamenti razzisti, violenze, segregazione territoriale (ci si documenti sulle “no-go zones” britanniche e francesi e si vedrà i bei risultati della “accoglienza” e del “multiculturalismo”…), possibile disgregazione e, in definitiva, complessivo regresso nazionale praticamente irreversibile, con epilogo nella tirannia. Forse sono pessimista. Qualcuno mi confuti, per favore. Poi, chi vivrà vedrà.