Buongiorno amici. Nonostante la mobilitazione del Papa, della Chiesa cattolica, delle associazioni politicizzate cattoliche e laiche, dei sindacati, dei partiti della Sinistra e di Centro, sono state un fallimento le manifestazioni per l'Ucraina e contro la Russia, di fatto per la guerra e contro la pace. 
Mentre dal palco in Piazza San Giovanni a Roma, gli organizzatori della manifestazione hanno sostenuto che i manifestanti erano «più di 100 mila», fonti della Questura hanno detto che erano 30-40 mila persone. Alla seconda manifestazione svoltasi all'Arco della Pace a Milano, la Questura ha precisato che erano presenti circa 5 mila persone.

Assenti i partiti di Centrodestra. Ma era proprio il Centrodestra, in particolare Fratelli d’Italia e Lega, che si battevano per i negoziati di pace. Nel Programma elettorale del Centrodestra si era sottolineata la centralità dei negoziati per la pace.

A unire le due piazze è stato il concetto di «non equidistanza» tra la Russia e l'Ucraina, che significa la condanna della Russia e il sostegno all'Ucraina. 
Il Segretario del Partito Democratico Enrico Letta ha detto: «È una piazza per la pace e noi siamo in tutte le piazze che chiedono la pace purché non siano equidistanti. C'è un invasore, la Russia, e un invaso, l'Ucraina. E noi dobbiamo difendere chi è stato invaso, e fare di tutto perché si fermi l'invasione della Russia. La resistenza ucraina va aiutata».
Il Presidente del M-5S, Giuseppe Conte, ha detto: «Il Movimento Cinque Stelle non si è mai dichiarato indifferente o equidistante. Ha sempre ritenuto che lʼUcraina agisse nel perimetro dellʼarticolo 51 della Carta dellʼOnu, però dovete capire che questa strategia non sta portando a nessuna soluzione, se non a unʼescalation». 
Il Presidente di “Azione”, Carlo Calenda, ha detto: «Oggi siamo qui a parlare dell'Ucraina, libera, forte e indipendente. Vanno sostenuti gli ucraini continuando a dargli supporto anche militare, altrimenti questa guerra si sposterà dall'Ucraina ai paesi dell'Europa, come sempre successo nella storia».
Il Segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha detto: «Noi siamo contro chi ha voluto la guerra, cioè Putin. In sostegno del popolo ucraino. Non possiamo però rassegnarci alla guerra, perché il rischio di un conflitto nucleare è concreto». 
Il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, ha detto: «Non può esistere equidistanza davanti a un'aggressione imperialista che determina milioni di profughi e migliaia di vittime innocenti, tra cui donne e bambini. Questo resta per noi un punto dirimente. Si deve fare tutto il possibile per arrivare alla fine delle operazioni militari da parte del Cremlino, ridando protagonismo ai negoziati e al diritto internazionale. Sapendo che non c'è pace senza giustizia, che da una parte c'è una democrazia liberale sotto attacco, la volontà di autodeterminarsi di un popolo, l'Europa minacciata nel suo ruolo e nei suoi valori. E dall'altra un esercito invasore guidato da un autocrate senza scrupoli, che rappresenta una minaccia per l'Europa e il mondo libero».
Don Ciotti, Fondatore di Libera, ha invitato a diffidare «delle coscienze pacificate, sedute sulle loro certezze nell'incoscienza dei propri limiti. Diffidiamo dei neutrali, troppi sono i neutrali nel nostro Paese, diffidiamo dei più pericolosi che sono i mormoranti. Sono quelli che stanno sempre zitti, ma poi dissonanti che in altri luoghi giudicano, insultano e non fanno nulla. Le coscienze pacificate sono le madri dei conflitti».
Il Presidente dell'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia), Gianfranco Pagliarulo, ha detto: «Il nostro grido è più forte del fragore delle bombe, il nostro grido sarà più forte se arriverà anche in altre piazze d'Europa. In questi mesi di delirio mortale è stato infranto il tabù: per la prima volta si parla di guerra atomica come una possibilità reale. La Federazione Russa è responsabile del massacro in corso: basta sangue, basta odio». 
Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha detto: «È importantissimo essere qui per la pace a fianco del popolo ucraino, contro la guerra di Putin, per far prevalere la pace e il diritto».
Le due manifestazioni di Roma e di Milano, animate dalle bandiere arcobaleno, si sono entrambe chiuse intonando l'inno dei partigiani “Bella Ciao”.

Di certo gli Stati Uniti, la Nato e l'Unione Europea possono sentirsi rassicurati dal messaggio che arriva dalle manifestazioni di ieri, perché sono un invito ad andare avanti nella guerra scatenata contro la Russia e che la pace potrà esserci solo con la sconfitta militare russa e la fine di Putin.

L'assenza alle manifestazioni del Centrodestra, vuoi per non mescolarsi alla Sinistra e al Centro, vuoi per non far riesplodere i conflitti interni nella consapevolezza che Berlusconi è personalmente legato a Putin, che Salvini da sempre simpatizza per la Russia, che la Meloni si era evidenziata per la richiesta dei negoziati di pace, resta un vuoto politico accentuato dal fatto che oggi il Centrodestra governa l'Italia.

Il risultato concreto è la presa d'atto che, fintantoché si continuerà a incolpare la Russia e a criminalizzare Putin, si andrà dritti verso l'intensificazione dello scontro militare e si accrescerà il rischio dell'esplosione della prima e ultima Guerra Nucleare Mondiale, che si tradurrà nello sterminio dell'umanità e nella distruzione del Mondo.
Chi vuole veramente la pace, deve riconoscere la legittimità delle rivendicazioni russe in Crimea e nel Donbass, deve ammettere che la guerra fu iniziata dall'esercito e dalle milizie filo-naziste ucraine nel 2014 e che l'invasione dell'esercito russo il 24 febbraio 2022 è stata una reazione alla strage di decine di migliaia di russi del Donbass. In ogni caso, come è sempre stato nella Storia, la pace non può prescindere dall'esito della guerra in atto, dal fatto che oggi la Crimea e il Donbass fanno parte integrante della Russia. 

Cari amici, andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Buongiorno, amici!

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Casa della Civiltà

Domenica 6 novembre 2022