Balotelli che snobba la fascia da capitano e dice che l’Italia è troppo razzista non dovrebbe giocare in Nazionale e chiedere scusa agli italiani

Cari amici, pur non interessandomi affatto di calcio, per il secondo giorno mi occupo di temi legati al calcio. Ieri ho denunciato la resa al terrorismo palestinese da parte della Nazionale di calcio dell’Argentina che ha annullato un’amichevole che era in programma sabato 9 giugno a Gerusalemme. Oggi mi occupo della scarsa considerazione manifestata da Mario Balotelli all’ipotesi di indossare lui la fascia di capitano della Nazionale di calcio dell’Italia e dell’idea che se ciò avvenisse rappresenterebbe un bel segnale per gli immigrati africani.

Mario Balotelli, nato a Palermo da genitori ghanesi, affidato a una famiglia italiana da cui ha preso il cognome, ha sempre vissuto in Italia e non è mai stato in Africa. Dovrebbe essere più che orgoglioso di diventare il capitano della Nazionale. Eppure in un’intervista ha detto: “Devo essere sincero. Fare il capitano, per me, non cambierebbe più di tanto. Io sono in questa Nazionale per fare gol, non per fare il capitano. Per gli altri potrebbe essere un bel segno: soprattutto per gli immigrati africani, sarebbe un segnale forte per chi come me è originario dell'Africa. Ma quello che serve, da me, sono principalmente i gol". 

Secondo Balotelli in Italia ci sarebbe “troppo razzismo”: «Sono nato in Italia ma ho atteso 18 anni la cittadinanza. Io non mi sono mai abbattuto e faccio un appello: c’è troppo razzismo, la legge deve cambiare». Di fatto, conformemente alla legge n. 91 del 5 febbraio 1992, Balotelli ha dovuto attendere il compimento del 18º anno di età per poter ottenere la cittadinanza italiana poiché il suo affido non era stato convertito in adozione. Comunque con l’attuale legge, denominata “ius sanguinis”, che Balotelli vorrebbe cambiare, hanno ottenuto la cittadinanza italiana 220 mila stranieri nel 2016 e altrettanti nel 2017, anche senza conoscere una sola parola d’italiano. Bocciare questa legge immaginandola come “razzista”, mentre in realtà è fin troppo permissiva, significa ignorare la realtà.

Cari amici, io penso che Mario Balotelli la fascia di capitano non la meriti. Chi dice “fare il capitano, per me, non cambierebbe più di tanto”, non è degno di rappresentare l’Italia. Chi immagina che in Italia ci sia “troppo razzismo”, significa che non ha la testa a posto, che non vive tra la gente. Balotelli non sa che all’opposto gli italiani sono fin troppo accoglienti e fin troppo tolleranti con gli stranieri, al punto che oggi in Italia ad essere discriminati sono gli stessi italiani, perché si riservano agli stranieri dei privilegi che non vengono accordati ai milioni di italiani poveri. 

Balotelli avrebbe dovuto sentirsi orgoglioso e onorato di diventare capitano della Nazionale, avrebbe dovuto dire che è un bel segno per tutti gli italiani che l’hanno amorevolmente accolto, accudito, curato, messo nella condizione di diventare uno dei giocatori più pagati e più spendaccioni al mondo, confermando che l’Italia non è affatto un paese razzista. Balotelli dovrebbe vergognarsi di ciò che ha detto e chiedere scusa agli italiani. Gli italiani meritano rispetto e gratitudine perché sono fin troppo buoni, altro che “troppo razzisti”. Se dipendesse da me, Balotelli non lo farei proprio giocare in Nazionale. Altro che dargli la fascia da capitano. L’Italia o la si ama, o non la si merita.