C'è un pericolosissimo clima d'odio nei confronti di Salvini. Intervengano subito Mattarella e la Magistratura prima che esploda la violenza e si destabilizzino le istituzioni democratiche

Cari amici, si sta creando un pericolosissimo clima d'odio e di istigazione a delinquere nei confronti di Matteo Salvini, il leader della Lega diventato vice-Primo ministro e Ministro dell'Interno. Criticare un politico è assolutamente legittimo. Ben venga la critica se è oggettiva, cioè fondata sui fatti, ispirata a costruire e non a distruggere. Lo faccio personalmente avendo a cuore il bene primario degli italiani e l'interesse supremo dell'Italia. Ma aizzare l'odio e istigare alla violenza rischia di far implodere il fronte interno, attentando alla sicurezza nazionale e destabilizzando l'insieme del quadro istituzionale. 

Solo negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una manifestazione di esponenti della «Unione Sindacale di Base» o USB, in cui hanno sfilato prevalentemente degli africani, che hanno ripetuto ossessivamente «Salvini assassino» e poi hanno bruciato la bandiera della Lega. A Milano la Sinistra e gli immigrati hanno manifestato con dei cartelli con la scritta «Lega, Salvini, Assassini». Emma Bonino, leader storica dei Radicali e che alle ultime elezioni politiche ha capeggiato la lista «+ Europa», ha dichiarato che «il linguaggio di Salvini è un misto di volgarità e di squadrismo offensivo», evocando il fascismo. Eugenio Scalfari, il fondatore di «La Repubblica» ha scritto un editoriale dal titolo «Svegliamoci e salviamo il Paese dai razzismi», accusando Salvini e Di Maio di essere «razzisti e populisti». Gino Strada, il fondatore di Emergency, ha detto: «Salvini? Mai avrei pensato di vedere ancora ministri razzisti. A 70 anni voglio andar via dall'Italia». Non poteva mancare l'ex Presidente della Camera Laura Boldrini che ha definito Salvini un «disperato». L'intellettuale di punta della Sinistra, Roberto Saviano, si è spinto a dire che Salvini è un «bandito». Persino Giuliano Ferrara, il fondatore di «Il Foglio», si è scatenato qualificando Salvini «il bullo di stato» e chiamando alla mobilitazione la magistratura che lui ha lungamente denunciato quando si trattò di difendere Berlusconi di cui è stato ministro: «Avvocati e giuristi non dormite. Denunciare Salvini: le questioni politiche vengono dopo, ora bisogna fermare il bullo di stato». La cantante rediviva Rossana Casale si è aggiunta al coro: «Prendete i figli di Salvini e metteteli a bordo dell'Aquarius. Ora». Contro la decisione di Salvini di chiudere i porti italiani si sono mobilitate tutte le associazioni legate alla Sinistra, dall'Arci all'Anpi. Il mondo cattolico legato a Papa Francesco, dalla Conferenza Episcopale Italiana all'Azione Cattolica, ha “scomunicato” Salvini ricordando il detto di Gesù «Ero straniero e non mi avete accolto» (Matteo, 25,43). Infine non sono mancate le condanne dell'Onu, dell'Unione Europea, della Spagna che si è resa disponibile ad accogliere la nave Aquarius, e della Francia che ha definito la decisione di Salvini «vomitevole» e «una forma di cinismo e di irresponsabilità».

Cari amici, piaccia o meno gli italiani hanno scelto alle recenti elezioni dello scorso 4 marzo il Movimento 5 Stelle come primo partito in assoluto e la Lega come primo partito in seno alla coalizione del Centrodestra. Personalmente ho espresso le mie perplessità su questo sodalizio tra forze discordanti sul piano dei contenuti politici e su una scelta di potere che di fatto tradisce gli impegni presi con gli elettori prima del voto. Ma si tratta in ogni caso di un governo legittimo. Piaccia o meno è il governo che gode della maggioranza politica in seno al Parlamento. Piaccia o meno è un governo contemplato dalla nostra Costituzione e che pertanto va rispettato da tutti gli italiani, compresi quelli che legittimamente hanno idee politiche diverse. Si può certamente criticare ma non criminalizzare Salvini e il suo governo. Invito pertanto il Presidente della Repubblica a intervenire subito per porre fine a questa strategia di linciaggio mediatico e di discredito politico sia interno sia internazionale nei confronti di un governo che lui ha nominato. E qualora ci fossero dei reati, ebbene intervenga subito la Magistratura per salvaguardare l'onorabilità delle istituzioni dello Stato, a prescindere dalle idee che un governo può legittimamente avere.