Iniziamo questo nuovo anno 2021 prendendo atto che c'è un nesso tra la crescita delle difficoltà economiche, la diffusione della paura di morire a causa del Covid-19, l'obbligo dell'isolamento e del «distanziamento sociale», il deterioramento della salute mentale, l'ulteriore tracollo demografico, la guerra e la dittatura di natura finanziaria che stiamo subendo. Come italiani che amano l'Italia e vogliono salvaguardare il diritto alla vita, alla dignità e alla libertà dei nostri figli e nipoti, abbiamo il dovere in questo nuovo anno di affrancarci dalla guerra e dalla dittatura finanziaria, relativista, mediatica, informatica, immigrazionista, globalista, omosessualista, sanitaria e islamofila, mobilitandoci su un fronte culturale e civile per consolidare la certezza e l'orgoglio di chi siamo, riscattare la sovranità nazionale, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà.

Cari amici Buon primo gennaio 2021. Felice Anno Nuovo. Nel fare gli auguri molti hanno sottolineato che l'aggettivo «felice» non si addice a un anno contrassegnato dalle tragiche conseguenze sociali ed economiche conseguenti alla gestione a mio avviso pessima dell'emergenza più ospedaliera che sanitaria per la pandemia di Covid-19.

Ma pochi hanno evidenziato le conseguenze sull'ulteriore aggravamento del tracollo demografico, che a mio avviso è in assoluto la prima e la più grave emergenza dell'Europa in generale e dell'Italia in particolare. Purtroppo l'Italia ha il triste primato del più basso tasso di natalità in Europa che a sua volta è l'area del mondo che ha il più basso tasso di natalità, e noi italiani siamo la popolazione più anziana al mondo dopo il Giappone.

Alla base del tracollo demografico, in parallelo alle difficoltà economiche, c'è il grave deterioramento della salute mentale degli italiani durante l'isolamento coatto nelle proprie abitazioni e con il persistere dell'obbligo del «distanziamento sociale», che hanno sviluppato in generale una percezione negativa del prossimo in quanto possibile «untore» e per un quarto della popolazione sintomi di ansia e depressione.

Il mio amico Giorgio Bongiorno, ingegnere di formazione, dirigente e consulente aziendale di professione, poeta di vocazione, mi ha ricordato che nel passato si parlava di «Felix» non tanto nel senso di «gioioso» ma di «fertile», «fecondo», «fruttifero» e «ferace». Questi attributi hanno la stessa radice etimologica di «fyo» che in greco significa «produco» ed è presente in parole come fecondo, feto, femmina e figlio, che danno tutto il respiro di creazione futura portatrice di benessere e di gioia.

Ecco perché, in senso strettamente letterale, risulta improprio augurare «Felice Anno Nuovo» quando l'Istat, l'Istituto Nazionale di Statistica, ha previsto che nel 2020 i nuovi nati saranno appena 408.000 e che nel 2021 caleranno ulteriormente a 393.000, rispetto ai 420.000 registrati nel 2019 che rappresentava un record negativo assoluto dal 1918, anno che vide coincidere la fine della Prima Guerra Mondiale e l'esplosione della pandemia La Spagnola, la più mortale della Storia con 50 milioni di morti su una popolazione mondiale di due miliardi. Il Presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo, in un'audizione al Senato lo scorso 24 novembre, ha detto che «è legittimo ipotizzare che il clima di paura e incertezza e le crescenti difficoltà di natura materiale (legate a occupazione e reddito) generate dai recenti avvenimenti orienteranno negativamente le scelte di fecondità delle coppie italiane». Secondo Blangiardo, «i 420 mila nati registrati in Italia nel 2019, che già rappresentano un minimo mai raggiunto in oltre 150 anni di Unità Nazionale, potrebbero scendere, secondo uno scenario Istat aggiornato sulla base delle tendenze più recenti, a circa 408 mila nel bilancio finale del corrente anno – recependo a dicembre un verosimile calo dei concepimenti nel mese di marzo – per poi ridursi ulteriormente a 393 mila nel 2021».

Paura, incertezza, difficoltà economiche sono nell'ordine le ragioni indicate da Blangiardo per spiegare le cause dell'ulteriore tracollo demografico dell'Italia. Già lo storico greco Tucidide disse che Atene fu distrutta più dalla paura della peste che dalla peste che la colpì tra il 430 e il 427 a.C.

Alessandra De Rose, Professore di Demografia alla Sapienza e componente del Gruppo di esperti sul tema «Demografia e Covid-19» istituito lo scorso aprile dal Ministro per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, ha detto: «Abbiamo notato un cambiamento in negativo delle aspettative dei giovani. Molte coppie hanno deciso di rinviare il loro progetto riproduttivo, sia per l'incertezza economica e lavorativa che per il timore che la crisi sanitaria non finirà presto. Questo cambiamento non è ancora stato colto in pieno dalle statistiche, ma segnala un fenomeno allarmante.»

Antonino Guglielmino, Direttore Sanitario e Clinico del Centro Unità di Medicina della Riproduzione di Catania e Direttore della Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione, evidenzia la specificità particolarmente negativa di questa pandemia di Covid-19 sul tracollo demografico: «Nei periodi successivi alle crisi economiche e ai momenti più difficili si nota solitamente un boom delle nascite, è quanto avvenuto dopo la Seconda guerra mondiale e a seguito ad altre grandi epidemie storiche. In questo caso, tuttavia, con il Coronavirus sono emerse delle dinamiche sociali particolari, che sembrano aver instillato un senso di disagio generale, che non incentiva nuove nascite. La crisi economica, inoltre, deriva da una causa sanitaria, per cui, oltre alle preoccupazioni finanziarie, si aggiungono le inquietudini legate alla paura del contagio. La situazione è davvero complessa, ma è possibile intervenire».

Gloria Volpato, psicologa di Bergamo, rileva la presenza di un danno psicologico «più sottotraccia perché relativo al clima e alle atmosfere sociali. Mi riferisco al cambiamento dello stile di vita iniziato col lockdown e non ancora finito che richiede continui adattamenti a individui, famiglie e bambini. Siamo dentro un’esperienza che non sappiano quanto durerà, alimentata dalle continue notizie di morti e contagiati che sarebbe ora di smettere di dare non trovandoci più in una fase acuta. Sono informazioni che vanno a inoculare una tensione continua a livello del corpo che va a rinforzare una visione pessimistica e catastrofica (…) Uno va avanti con la sua vita, ma è una persona che funziona ma non vive. Sembra stare bene ma nel tempo può sviluppare sindromi più complesse come stati depressivi, ansia e attacchi di panico che altro non sono che attacchi acuti di solitudine.»

La Volpato sottolinea le gravi conseguenze della percezione del prossimo come nemico in quanto potenziale untore: «Per esempio la mamma che porta il bambino all’asilo e gli dice ‘non ti avvicinare agli altri bambini’ dà un messaggio pericoloso perché, seppur in buona fede, insegna a identificare il pericolo negli altri. La psicologia sociale, attraverso vari esperimenti, ci ha dimostrato che l'odio si propaga velocemente, come una sorta di infezione psichica. La storia ci ha dato più volte riscontri di questo. Non dimentichiamo che la stessa influenza Spagnola ha preceduto i totalitarismi e le due guerre mondiali. Così, quasi senza accorgercene, stiamo rendendo fragile la generazione dei più giovani e gli effetti di tutto ciò avranno una gittata di lungo corso».

Cari amici, iniziamo questo nuovo anno 2021 prendendo atto che c'è un nesso tra la crescita delle difficoltà economiche e dell'impoverimento degli italiani, la diffusione capillare della paura di ammalarsi e di morire a causa del Covid-19, l'obbligo dell'isolamento nelle proprie abitazioni e del «distanziamento sociale», il deterioramento della salute mentale che registra l'insorgere di sintomi di ansia e depressione in un quarto della popolazione, il consolidamento della percezione del prossimo come nemico in quanto possibile «untore», l'ulteriore tracollo demografico che non ha precedenti, l'insorgere di nuove guerre e dell'avvento di regimi totalitari così come accadde dopo la Spagnola, la più mortale pandemia della Storia che coincise con la fine della Prima Guerra Mondiale, a cui seguirono la «Grande depressione», l'avvento del nazismo e del fascismo, l'esplosione della Seconda Guerra Mondiale.

Ebbene di fatto noi stiamo subendo una guerra e siamo sottomessi a una dittatura di natura finanziaria, che hanno imposto una dittatura relativista sul piano dei valori, mediatica e informatica sul piano della comunicazione, immigrazionista e globalista sul piano demografico, omosessualista sul piano sociale, con la prospettiva di imporre un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata che ha nella Cina capital-comunista la sua locomotiva trainante.

Come italiani che amano l'Italia e vogliono salvaguardare il diritto alla vita, alla dignità e alla libertà dei nostri figli e nipoti, abbiamo il dovere in questo nuovo anno di affrancarci dalla guerra e dalla dittatura finanziaria, relativista, mediatica, informatica, immigrazionista, globalista, omosessualista, sanitaria e islamofila, mobilitandoci su un fronte culturale e civile per consolidare la certezza e l'orgoglio di chi siamo, riscattare la sovranità nazionale, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.