Cari amici buongiorno. Da otto anni tra i nuovi nati nel Regno Unito il nome più diffuso è Muhammad, cioè Maometto. L’inchiesta pubblicata dal babycentre.co.uk attesta che nel 2014 e 2015 si è affermato il primato del nome Muhammad. Nel 2016 tornò in vetta il nome Oliver. E dal 2017, 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022 troneggia il nome Muhammad. Scegliere di chiamare il proprio figlio con il nome del «Messaggero di Allah», sottintende un livello alto di adesione all’islam. 
In passato Maometto è stato il nome più diffuso tra i neonati a Londra, ma da quasi un decennio lo è diventato in tutto il Regno Unito. L’islamizzazione demografica è la modalità più pacifica e più accettata di sottomissione all’islam. L’islam è ufficialmente la seconda religione del Regno Unito con 3,376 milioni di cittadini musulmani. Ci sono circa duemila moschee. Lo Stato ha costituito e finanzia 7 scuole islamiche, in aggiunta alla presenza di 100 scuole islamiche private e 17 università islamiche. Il livello di sottomissione è tangibile dalla presenza di 85 «Tribunali islamici» che emettono sentenze basata sulla Sharia, la legge islamica, in tema di diritto familiare e diritto patrimoniale. Sono ufficialmente riconosciuti dallo Stato come tribunali arbitrali islamici, le cui sentenze sono definitive e vincolanti per i contendenti che ne accettano l’autorità.
In Europa anche a Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Oslo tra i nuovi nati il nome più diffuso è Muhammad, Maometto.

Cari amici, noi rispettiamo tutte le persone che a loro volta ci rispettano. Il problema si pone quando l’islam si concepisce come l’unica vera religione e condanna di miscredenza tutte le altre religioni, nella convinzione che debba imporsi o con la conversione volontaria o con la sottomissione violenta dei non musulmani. Fintantoché i musulmani sono una minoranza, tendono a manifestare rispetto nei confronti della popolazione autoctona maggioritaria. Ma quando diventano maggioranza, non esitano a imporre la fede islamica con le buone o con le cattive, esattamente come fece Maometto con le tribù politeiste arabe e con le popoli limitrofi alla Penisola Arabica. 
Sono stato musulmano per 56 anni. So benissimo che ci sono tanti musulmani perbene e che ci rispettano. Il problema non sono i musulmani come persone ma è l’islam come religione. In Italia dobbiamo assumerne la consapevolezza e mobilitarci sul piano culturale, civile e politico per salvaguardare la nostra civiltà laica e liberale, dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Sabato 27 agosto 2022