Buongiorno amici. Vi propongo il testo della mia lezione, tenuta ieri in videoconferenza agli iscritti e agli amici della Casa della Civiltà, dal titolo «Siamo sull’orlo di una Guerra Nucleare Mondiale. Per difenderci dobbiamo conoscere, fortificarci, scegliere e schierarci».

La concepisco come una “lezione” e non una “conferenza”, sia perché si ricollega e integra le mie sei lezioni di base del “Corso di Formazione culturale” propedeutico all'iscrizione alla Casa della Civiltà, sia perché sostanzia dei contenuti che si appellano e richiedono non solo la nostra condivisione sul piano delle idee, ma anche la nostra partecipazione concreta ed effettiva sul piano dell'azione, aderendo ad una missione che dà un senso compiuto alla nostra esistenza, non in senso assoluto e non sostituendosi alla dimensione totalizzante e trascendente della fede, ma in riferimento alla specificità della realtà contingente di questa nostra epoca storica.

L'oggetto di questa lezione è la necessità di “schierarci”. Le mie sei lezioni di base hanno riguardato la dimensione del “conoscere”, del “fortificarci” e del “scegliere”. L'ulteriore dimensione è “schierarci”, imposta dall'emergenza inconcepibile e imprevedibile della possibilità reale dell'Apocalisse nucleare che si tradurrebbe nello sterminio dell'umanità e della distruzione del nostro Mondo. Anche a prescindere che l'Apocalisse nucleare non si realizzi, ed ovviamente lo auspichiamo tutti noi, è indubbio che è stato infranto il tabù che finora ci confortava, ovvero la consapevolezza che la pace mondiale poggiasse sulla certezza che nessuna potenza nucleare avrebbe mai scatenato una guerra nucleare. 

A questo punto dobbiamo contestualizzare la nuova emergenza legata alla guerra finora combattuta con armi convenzionali tra la Russia e la Nato, che usa l'Ucraina come paravento, con le precedenti emergenze.
L'emergenza legata alla crisi demografica a partire dal crollo dei regimi comunisti all'inizio degli anni Novanta, prendendo atto che stiamo subendo una strategia di sostituzione etnica delle popolazioni europee, colmando il vuoto creato dal tracollo demografico delle popolazioni autoctone europee con un'immigrazione incondizionata e illimitata di clandestini stranieri, camuffando l'ideologia dell'immigrazionismo con la cosiddetta “accoglienza” di “migranti” che, essendo prevalentemente musulmani, prospettano l'islamizzazione demografica dell'Europa.

L'emergenza legata alla crisi dell'economia mondiale a partire dal tracollo della banca d'affari Lehman Brothers nel 2008, che ci fece scoprire lo strapotere della grande finanza speculativa globalizzata rispetto all'economia reale, affermando il fatto che ormai la ricchezza non si sostanzia più dei beni prodotti e dei servizi svolti, bensì della moneta a prescindere dal fatto che sia del tutto sconnessa dall'economia reale, che non si sostanzi di beni e di servizi, che sia prevalentemente moneta virtuale di natura speculativa.

L'emergenza sanitaria, iniziata formalmente in Italia il 31 gennaio 2020 con la proclamazione dello stato d'emergenza per la procurata pandemia di Covid-19, che ha evidenziato la strategia di modifica genetica della nostra umanità scatenando la prima guerra biologica mondiale, diffondendo un virus creato in laboratorio e inoculando dei farmaci a terapia genica sperimentale fraudolentemente spacciati per vaccini, con l'obiettivo sia di eliminare la fascia più anziana delle popolazioni europee che comportano degli alti costi sul piano dell'assistenza sanitaria e delle pensioni, sia di indebolire l'insieme dell'umanità nel fisico e nella mente per renderci facilmente manipolabili e assoggettabili al Nuovo Ordine Mondiale.

La più recente emergenza energetica, scatenata dall'impennata del prezzo del gas per ragioni puramente speculative, non dipendenti né dalla scarsità di gas sul mercato né dalla guerra in Ucraina, ma che ha voluto accreditare la supremazia della finanza speculativa globalizzata sull'economia reale, più in generale della moneta sulla persona umana.

In definitiva, ciò che emerge è che l'emergenza legata alla guerra in corso tra la Russia e la Nato in Ucraina è parte integrante di una strategia che vuole perpetuare uno stato d'emergenza per costringerci a vivere in uno stato di continuo terrore, disorientamento, paura e insicurezza, per conseguire l'obiettivo della nostra sottomissione al Nuovo Ordine Mondiale gestito dalla grande finanza speculativa globalizzata e che si ispira, sul piano dell'organizzazione sociale e politica, al modello capital-comunista della Cina.

Rivediamo rapidamente i concetti che ho elaborato nella mia prima lezione, non a caso dedicata a «una nuova etica personale».

Ho indicato la necessità di essere «testimone», colui che opera coerentemente con ciò che dice e con ciò in cui crede. Il legame organico tra la verità che si afferma, i valori propri di una fede o di una causa, le opere buone che costruiscono un’alternativa qualitativamente migliore, rendono il testimone un faro che illumina il percorso e indica la rotta per conseguire il traguardo ambito, un punto di riferimento che corrisponde alla certezza di chi siamo nell’integralità della nostra esistenza.

Ho detto che la Comunità «Casa della Civiltà» è una scuola comunemente intesa, ambito educativo dove si acquisiscono la conoscenza e le regole della civile convivenza; è una scuola di vita, ambito dove ci si consolida dentro aderendo ai valori della nostra fede e della nostra civiltà; è una scuola politica nel senso nobile di condivisione e amministrazione del bene primario del popolo italiano e dell’interesse supremo dell’Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano.

Ho specificato che la nostra battaglia più importante è sul fronte culturale e civile, perché la nostra missione è di fortificarci dentro per colmare il vuoto che sostanzia la nostra fragilità. Dobbiamo acquisire e diffondere i fatti e i dati che rappresentano correttamente la realtà, recuperare i valori che sostanziano la nostra fede, le nostre radici, la nostra tradizione e l’essenza della nostra umanità, individuare la prospettiva che si traduca nel riscatto della sovranità nazionale dell’Italia, nel miglioramento della qualità di vita degli italiani, nella rinascita della nostra civiltà. 

Ho insistito sulla necessità di liberarci dalla malattia cronica e suicida della denuncia fine a stessa, la «denuncite», che ci porta a infierire contro il prossimo concepito come il colpevole di tutto ciò che non va.

Ho chiarito che dobbiamo convincerci, far propria e attenerci a una «disciplina mentale» che radichi in noi un pensiero e un comportamento di sano realismo, ricercando e accettando la realtà oggettiva, assoluta e universale; distinguendo la persona dalle sue idee, rispettando la persona pur criticando le sue idee. 
All’etica personale e alla disciplina mentale deve seguire il «rigore comportamentale». 

Ho indicato che l’obiettivo sul piano personale è di elevarci dalla condizione di «gregari», coloro che seguono ciecamente e applaudono incondizionatamente il leader coltivando l’illusione che il leader risolverà da solo tutti i nostri problemi, alla condizione di «protagonisti», coloro che si rimboccano le maniche e condividono in prima persona l’impegno per il successo della comune missione civile e etica.
  
Ho riassunto il percorso della nostra missione nella capacità di passare dalla mistificazione della realtà alla certezza della verità, dalla denuncia alla proposta, dalle parole ai fatti.

Ho concluso che in guerra o si combatte per vincere o la si subisce comunque, finendo per essere sconfitti e sottomessi. La nostra casa comune brucia e la nostra civiltà sta morendo. Abbiamo l’obbligo di fortificarci dentro il più presto possibile e di agire per salvarci il più presto possibile. Lo facciamo illuminati da una proposta costruttiva e con la determinazione di chi rifiuta la sottomissione, non si rassegna alla sconfitta, vuole essere pienamente se stesso dentro la propria casa comune.

Tornando alla lezione di ieri, ho citato la frase attribuita a Napoleone Bonaparte: «Con le baionette si può fare di tutto tranne che sedervisi sopra». Il significato che io colgo è che, se siamo in guerra e si possiede un'arma, o la usiamo adeguatamente per combattere e sconfiggere il nemico, oppure quest'arma sarà come non averla e finiremo per essere sconfitti. 
Il messaggio che recepiamo nella guerra in corso, è che non possiamo restare neutrali, è che non ci è data la scelta di limitarci a osservare la realtà circostante, perché o ci dotiamo di un'arma e combattiamo per conseguire il traguardo che noi auspichiamo, oppure la guerra la subiamo lo stesso e finiremo per essere sconfitto e sottomessi all'obiettivo prefissato dal nostro nemico.

Di qui la necessità di “schierarci”. Schierarci significa fare una precisa scelta di vita, concependoci come mobilitati in una trincea valoriale, culturale, civile e politica per contrastare e proporre un'alternativa alla guerra finanziaria, immigrazionista, sanitaria, energetica, e soprattutto alla guerra nucleare. Schierarci corrisponde a aderire a una missione che sorregge e forgia la nostra esistenza in questa fase della nostra Storia, dando il proprio contributo compatibilmente con gli indispensabili impegni personali, familiari e professionali.
Per oggi mi fermo qui. In un nostro prossimo incontro illustrerò come la necessità di schierarci si tradurrà nell'impegno e nell'organizzazione in seno alla Casa della Civiltà.     

Cari amici, andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Buongiorno, amici!

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Giovedì 10 novembre 2022