Cari amici, il 13 novembre Presidente ucraino Zelensky da Kherson, dopo il ritiro dell'esercito russo, ha detto «è l'inizio della fine della guerra» e «siamo pronti per la pace, la pace per tutto il nostro Paese».

Si tratta di una svolta nella guerra considerando che Zelensky ha firmato un decreto presidenziale in cui vieta i negoziati con la Russia e ha precisato che non potranno esserci negoziati con Putin. 

È evidente che Zelensky, il paravento dietro cui si celano gli Stati Uniti e la Nato nella loro strategia bellica contro la Russia, sta assecondando la nuova linea del Presidente statunitense Biden che, per un verso, ha preso atto che la Russia sarebbe realmente pronta a usare la bomba atomica e a scatenare l'Apocalisse nucleare che distruggerebbe il Mondo e sterminerebbe l'umanità; per l'altro, Biden ha perso la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, è uscita di scena l'agguerrita Portavoce democratica Nancy Pelosi, e deve fare i conti con la strategia dei Repubblicani più interessati a risanare il disastro economico e l'insicurezza sociale interna, che non al massiccio investimento militare all'estero incentrato sulla criminalizzazione della Russia e la mobilitazione degli eserciti della Nato, assecondando gli interessi della grande finanza speculativa globalizzata che controlla l'industria degli armamenti, le multinazionali della farmaceutica e alimentare, i colossi delle infrastrutture a cui fa gola la ricostruzione dell'Ucraina.

L'apertura di Zelensky alla pace ha coinciso con un incontro nello stesso giorno ad Ankara dei massimi responsabili dei Servizi segreti degli Stati Uniti e della Russia, William Burns, Capo della CIA (Agenzia d'Informazioni Centrale), e Sergey Naryshkin, Direttore del “Servizio di intelligence internazionale”.
Contemporaneamente anche il Consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan,si è messo in contatto con i suoi omologhi russi, i più stretti collaboratori del Presidente Putin.
Un portavoce del “Consiglio di Sicurezza nazionale” statunitense ha spiegato alla Cnn che lo scopo di questi incontri è di scongiurare la guerra nucleare: «Siamo stati molto aperti sul fatto che abbiamo canali per comunicare con la Russia sulla gestione del rischio, in particolare il rischio nucleare e i rischi per la stabilità strategica. Come parte di questo sforzo, Bill Burns è oggi ad Ankara per incontrare la sua controparte dell’intelligence russa». 

Il 10 novembre il generale Mark Milley, Capo dello Stato Maggiore congiunto delle Forze armate degli Stati Uniti, aveva detto alla Cnn: «Il ritiro delle forze armate russe dalla sponda ovest del fiume Dnepr e da Kherson, se confermato, aprirebbe una finestra di dialogo per tentare di porre fine alla guerra in Ucraina. Il conflitto in corso dallo scorso febbraio è costato alla Russia la perdita di oltre 100 mila militari tra morti e feriti, e circa altrettanto all’Ucraina: allo stato attuale delle ostilità, sia la Russia che l’Ucraina dovrebbero giungere alla mutua comprensione che una vittoria probabilmente non può essere raggiunta tramite mezzi militari, ed è dunque necessario tentare altre strade». 

Lo scontro tra la Russia e l'Ucraina si è trasferito sul fronte diplomatico. ll Portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko, ha detto: «La formula di pace dell'Ucraina rimane invariata: fine immediata della guerra, ritiro di tutte le truppe russe, ripristino dell'integrità territoriale ucraina, risarcimento dei danni inflitti e garanzie effettive di non ripetizione dell'aggressione».
Il vice-ministro degli Esteri russo Alexander Grushko ha definito «inaccettabile» la condizione dell'Ucraina che le truppe di Mosca si ritirino dal Paese prima dell'avvio dei negoziati.

Cari amici, il generale prussiano Carl von Clausewitz disse che «la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi». Ebbene ora è evidente che nel conflitto tra la Russia e gli Stati Uniti, che controllano la Nato e usano l'Ucraina come paravento per celare la propria strategia di dominio dell'Europa, sarà vero anche il contrario, cioè che «la politica non è che la continuazione della guerra con altri mezzi». Dove per politica s'intende sia la diplomazia sia l'uso politico della finanza, dell'economia e dei mezzi di comunicazione di massa per piegare la controparte alla propria volontà. Senza escludere delle manovre militari di “assestamento” per definire i nuovi confini dell'accordo di pace.
Per tutti noi, la buona notizia è che è stata scongiurata l'Apocalisse nucleare.

Cari amici, andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore della Casa della Civiltà

Mercoledì 16 novembre 2022