Buongiorno amici. Leggo con gioia che l’esposizione ai raggi del Sole uccide il virus Sars-Cov-2 in pochi secondi. Abbiamo in assoluto il miglior vaccino naturale per prevenire e il miglior antidoto naturale per curare totalmente gratis questa pandemia. Non servono respiratori polmonari per intubare, complesse strutture di terapia intensiva, alchimie di medicinali da sperimentare sui pazienti-cavie, ospedali continuamente igienizzati, medici e infermieri prigionieri di asfissianti scafandri, tutti noi costretti a imbavagliarci con le mascherine. È sufficiente rilassarsi di fronte al Sole, il dio Ra nell’antico Egitto, il re di tutti gli dèi e creatore dell’universo, e beneficiare dei suoi salutari e salvifici raggi. 

Leggo con gioia sull’agenzia di stampa Agi che gli scienziati italiani dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), dell'Università Statale di Milano, dell'Istituto nazionale tumori (Int) e dell'Irccs Fondazione Don Gnocchi hanno dimostrato che i raggi della luce ultravioletta possono uccidere in pochi secondi il nuovo coronavirus Sars-CoV-2. 

Stando a quanto pubblicato su due preprint di Medrxiv (un sito Internet che distribuisce manoscritti completi e inediti nei settori della medicina, della ricerca clinica e delle relative scienze della salute senza spese per il lettore), la luce ultravioletta a lunghezza d'onda corta, o radiazione UV-C, quella tipicamente prodotta da lampade a basso costo al Mercurio (usate ad esempio negli acquari per mantenere l'acqua igienizzata), ma anche i raggi ultravioletti del sole, hanno un'ottima efficacia nel neutralizzare il coronavirus SARS-COV-2.

È ben noto il potere germicida della luce UV-C (che ha tipicamente una lunghezza d'onda di 254 nanometri, ovvero 254 miliardesimi di metro) su batteri e virus, una proprietà dovuta alla sua capacità di rompere i legami molecolari di DNA e RNA che costituiscono questi microorganismi. 

Per quanto spesso questa tecnologia venga richiamata pubblicamente a livello internazionale anche per la lotta alla diffusione della pandemia Sars-Cov-2, una misura diretta della dose di raggi UV necessaria per rendere innocuo il virus non era stata ancora effettuata e finora erano state considerate dosi con valori tra loro molto contraddittori, derivati da altri lavori scientifici riguardanti precedenti esperimenti su altri virus.

“Abbiamo illuminato con luce UV soluzioni a diverse concentrazioni di virus, dopo una calibrazione molto attenta effettuata con i colleghi di INAF e INT" dice Mara Biasin, Docente di Biologia Applicata dell'Università Statale di Milano "e abbiamo trovato che è sufficiente una dose molto piccola - 3.7 mJ/cm2 , cioè equivalente a quella erogata per qualche secondo da una lampada UV-C posta a qualche centimetro dal bersaglio- per inattivare e inibire la riproduzione del virus di un fattore 1000, indipendentemente dalla sua concentrazione".

Andrea Bianco, Tecnologo INAF aggiunge: "Con dosi così piccole è possibile attuare un'efficace strategia di disinfezione contro il coronavirus. Questo dato sarà utile a imprenditori e operatori pubblici per sviluppare sistemi e attuare protocolli ad hoc utili a contrastare lo sviluppo della pandemia".

Il risultato ottenuto è stato molto importante anche al fine di validare uno studio parallelo, coordinato da INAF e Università degli Studi di Milano, per comprendere come gli ultravioletti prodotti dal nostro Sole, al variare delle stagioni possano incidere sulla pandemia, inattivando in ambienti aperti il virus presente in aerosol, contenuto ad esempio nelle piccolissime bollicine prodotte dalle persone quando si parla o, peggio, con tosse e starnuti.

In questo caso ad agire non sono i raggi ultravioletti corti UV-C (anch'essi prodotti dal Sole, ma assorbiti dallo strato di ozono della nostra atmosfera) bensì i raggi UV-B e UV-A, con lunghezza d'onda tra circa 290 e 400 nanometri, quindi maggiore degli UV-C. 

In estate, in particolare nelle ore intorno a mezzogiorno, bastano pochi minuti perché la luce ultravioletta del Sole riesca a rendere inefficace il virus, come dimostrato da una recente misura in luce UV-A e UV-B dal Laboratorio di Biodifesa del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Tali risultati sono in buon accordo anche con quelli del primo articolo poc'anzi descritto, se opportunamente rapportati alle lunghezze d'onda più lunghe degli UV-B e UV-A. Fabrizio Nicastro, ricercatore INAF commenta: "Il nostro studio sembra spiegare molto bene come la pandemia COVID19 si sia sviluppata con più potenza nell'emisfero nord della Terra durante i primi mesi dell'anno e ora stia spostando il proprio picco nei Paesi dell'emisfero sud, dove sta già iniziando l'inverno, attenuandosi invece nell'emisfero nord".

Cari amici, visto che è scientificamente confermato che l’esposizione ai raggi del Sole serve a prevenire e a curare il nuovo coronavirus Sars-Cov-2, visto che il Sole è gratis, visto che l’Italia, sopratutto il Meridione, è ricchissima di sole, visto che siamo ancora d’estate e farà caldo per altri due mesi e mezzo, perché non approfittarne e investire le risorse pubbliche per favorire una vacanza anche di pochi giorni al maggior numero possibile di italiani ovunque ci si possa esporre al Sole, al mare, in campagna, in collina o in montagna? Servirebbe a consolidare le difese immunitarie degli italiani e a rimettere in moto il settore del turismo che, se opportunatamente valorizzato, potrebbe diventare la locomotiva trainante del nostro sviluppo e trasformare l’Italia nel primo Paese al mondo per la qualità della vita. Ma lo si deve fare seriamente, con un vero investimento e non la presa in giro del “bonus vacanze” che verrebbe dato a chi in vacanza non ci va perché non ha i soldi per sopravvivere e la regalia governativa è del tutto insufficiente. Temo che alla fine ciascuno di noi si arrangerà da solo. Per fortuna siamo il Bel Paese e il Sole è dappertutto.