Cari amici Buona Domenica del Signore. I cosiddetti «migranti» che sbarcano sulle nostre coste e noi italiani «accogliamo» concedendo loro automaticamente lo status di «richiedenti asilo», pagano 6 mila euro a persona se partono dalla Grecia o dall’Albania e 10 mila euro se partono dalla Turchia. A gestirli è una «organizzazione criminale transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare verso l’Europa e in particolare verso le coste salentine». Lo ha stabilito un’inchiesta investigativa denominata “Astrolabio”, coordinata da Eurojust (Agenzia dell’Unione Europea per la Cooperazione giudiziaria penale), che ha supportato le attività della squadra investigativa comune costituita nel gennaio del 2021 tra la Direzione distrettuale Antimafia di Lecce, la Procura generale della Corte di appello di Atene e la Procura speciale Anticorruzione e criminalità organizzata di Tirana. Sono 30 i viaggi contati dagli inquirenti e che hanno fatto arrivare in Italia 1.120 «migranti» irregolari e portato all’identificazione di 26 presunti scafisti, 8 dei quali arrestati in flagranza di reato (3 in Italia e 5 in Albania) e alla denuncia di 52 persone.
L’Agenzia giornalistica “Dire” che ieri, 30 luglio 2022, ha pubblicato l’esito dell’inchiesta, precisa che il pagamento è avvenuto attraverso il sistema denominato «hawala», una sorta di sistema bancario abusivo di trasferimento di soldi basato su una vasta rete di mediatori localizzati in varie parti del territorio comunitario ed extracomunitario.
Le indagini, durate più di un anno, sono state condotte dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Lecce e dello Scico (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata, reparto speciale della Guardia di Finanza), della Polizia dell’Attica, divisione anti-immigrazione in Grecia, della Polizia in Albania e l’Europol (Ufficio Europeo di Polizia). Il lungo lavoro ha consentito agli investigatori di «acquisire un grave quadro indiziario» relativo alla «esistenza di un’organizzazione criminosa» attiva su territori e articolata in quattro cellule criminali composte da cittadini stranieri che guadagnavano grazie «alla gestione del trasferimento illecito di migranti, provenienti da varie parti del mondo, attraverso Turchia, Grecia e Albania verso le coste salentine e da qui verso altri Paesi europei, loro destinazione finale». Uno dei due gruppi presenti in Italia e facente capo a un cittadino iracheno domiciliato nell’hinterland di Venezia, provvedeva non solo al trasferimento nel territorio italiano ed europeo di migranti irregolari prevalentemente di origine arabo-siriana ma poggiandosi su una rete di collaboratori in diversi Paesi europei riusciva a trasferire migranti dalla Turchia in Italia e in altri Stati dell’Unione Europea.
L’altro gruppo sempre in Italia era guidato da un cittadino sempre iracheno ma domiciliato a Bari che si occupava di recuperare i presunti scafisti dopo l’approdo in Salento agevolando la loro fuga per poi trasferirli in Grecia da dove poi raggiungevano la Turchia, Paese in cui riprendevano le loro attività illecite «continuando a operare senza soluzione di continuità», dicono gli investigatori. L’uomo forniva anche «ausilio e supporto» ai migranti una volta arrivati in Puglia «avviandoli verso le destinazioni finali». Il terzo gruppo invece aveva base in Albania e il suo riferimento era un cittadino siriano che si occupava del trasferimento in Italia dei migranti giunti dalla Grecia. L’ultimo gruppo invece, si trovava in Turchia e aveva come responsabile un iracheno che provvedeva al trasferimento dei migranti irregolari provenienti da Paesi del Medio Oriente a bordo di imbarcazioni dirette verso le coste salentine e calabresi.
Sempre ieri il quotidiano «Il Fatto», nell’ambito di un articolo relativo allo sbarco sulle nostre coste di oltre mille cosiddetti «migranti» nelle ultime 24 ore, scrive che «il costo del viaggio pagato dai profughi per raggiungere le coste italiane oscilla tra i 15 mila e i 20 mila dinari libici a testa, circa 3 mila – 4 mila euro a testa.

Cari amici, il fatto accertato che per sbarcare sulle nostre coste le decine di migliaia di clandestini, impropriamente definiti «migranti», paghino agli scafisti cifre stratosferiche che oscillano da 3 mila euro se in partenza dalla costa libica a 10 mila euro se in partenza dalla costa turca, evidenzia che non si tratta di fughe improvvise, scelte disperate e «viaggi della speranza», ma una strategia deliberata, pianificata e finanziata.
Il fatto che il costo di questi viaggi sia proibitivo per gli Stati d’origine di questi clandestini, perlopiù poveri, ma sarebbe problematico anche per dei cittadini di Stati con un alto livello di reddito, pone il quesito: chi paga? Se non possono essere i clandestini a pagare, chi ha interesse a pagare per loro?
Il fatto che a gestire questi viaggi sia la criminalità organizzata pone ulteriori quesiti: perché c’è qualcuno che paga la criminalità organizzata per far sbarcare in massa i clandestini sulle nostre coste? Che cosa si richiede ai clandestini per restituire il debito contratto con chi ha pagato il viaggio?
Al riguardo possiamo indicare delle risposte conformi alla realtà attestata dalle cronache: sfruttamento dei clandestini nel lucroso traffico e spaccio della droga, nella prostituzione, nelle attività criminali quali i furti e le rapine, nei lavori usuranti in campagna e nelle fabbriche, infine nell’attività del terrorismo islamico. Ma non possiamo escludere che a pagare siano gli stessi che beneficiano del giro d’affari legato alla cosiddetta «accoglienza».
È del tutto evidente che questa realtà è assolutamente contraria all’interesse dell’Italia e al bene degli italiani, così come lede la vita, la dignità e la libertà dei clandestini che finiscono per subire una effettiva schiavitù e un criminale sfruttamento. La Casa della Civiltà propone la fine immediata di questa strategia criminale affermando una strategia che garantisca a ciascuno di vivere dignitosamente a casa propria.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Fondatore e Presidente della Comunità Casa della Civiltà

Domenica 31 luglio 2022