Buongiorno amici. Il nostro caro amico Fabio Marco Fabbri, docente universitario, storico, scrittore e giornalista, in una sua interessante analisi pubblicata sul quotidiano virtuale “L’Opinione delle Libertà” del 16 marzo 2022 dal titolo “Ucraina: il mercato dei mercenari”, che vi invito a leggere, ci dice che i mercenari “ormai sono determinanti in qualsiasi tipo di crisi che si sviluppa nel pianeta”.

Fabbri scrive: “Migliaia di combattenti stranieri si sono aggregati ai battaglioni ucraini per fronteggiare l’invasione russa. La spinta all’arruolamento volontario di soldati a pagamento è stata richiesta dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha chiamato gli stranieri, soprattutto con le proprie delegazioni diplomatiche, a unirsi rapidamente alla nuova Legione Internazionale al fine di difendere non solo l’Ucraina ma anche “l’Europa e il mondo”. 

Già una settimana fa il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Ivanovyč Kuleba, aveva annunciato che 20 mila cittadini, provenienti da 52 Paesi, avevano chiesto di entrare a far parte della Legione”. 

Si precisa che “vista la posta in gioco ‘la paga’ può raggiungere anche i seimila euro mensili”, “pagati ufficialmente dall’Ucraina, che è finanziata dall’Occidente”.

Anche la Russia si affida ai mercenari. Leggiamo: “Mosca ufficialmente è dal 2014 che sta utilizzando i mercenari russi Wagner nella regione del Donbass. In questi giorni, molti combattenti sono stati richiamati da varie regioni africane, dalla Siria e dalla Cecenia. Tali mercenari, ufficialmente, non dipendono da Mosca ed evitano il sacrificio di soldati russi che potrebbe provocare una ulteriore impopolarità a Vladimir Putin”. 

E ancora: “Nella Siria orientale, la rete di attivisti ‘Deir Ez-Zor 24’, afferma che i mercenari russi del gruppo Wagner stanno anche reclutando guardie armate ‘da fronte’ con stipendi da 200 a 300 dollari. Combattenti più esperti ricevono fino a 2 mila dollari al mese”.

I mercenari di professione o gli stranieri che per convenienza combattono in seno agli eserciti nazionali ci sono sempre stati nella Storia. Probabilmente oggi è un fenomeno in crescita, soprattutto considerando il fatto, come è il caso dell’Italia, che abolendo il servizio di leva obbligatorio di fatto lo Stato non ha più delle Forze armate adeguate a difendere i confini nazionali e a prevenire le minacce di aggressioni esterne. Questa scelta diventa ancor più deleteria se assunta in concomitanza con il tracollo demografico che, comunque, vede sempre meno giovani disponibili ad arruolarsi. 

Cari amici la Storia ci insegna che il tracollo demografico, l’assenza di un esercito adeguato, l’affidamento della difesa del territorio nazionale ai mercenari o peggio ancora a stranieri che acquisiscono la cittadinanza senza condividerne i contenuti, la perdita dei valori e l’inottemperanza delle regole, porta alla fine degli Stati e alla decadenza delle civiltà. 

Fu il caso dell’Impero Romano d’Occidente che nel 476 finì per un colpo di Stato attuato dal generale barbaro Odoacre, inquadrato in seno all’Esercito romano, che depose l’ultimo Imperatore Romano d’Occidente Romolo Augusto che aveva appena 15 anni.

La lezione da trarre è che l’Italia deve dotarsi di proprie Forze armate adeguate a difendere i confini nazionali e a reprimere sul nascere eventuali aggressioni esterne. Iniziando a ripristinare il servizio di leva obbligatorio che è anche una scuola di vita per i giovani. Non possiamo più continuare a non adempiere a questo dovere nazionale illudendoci che qualunque cosa accada ci salveranno gli americani. Il prossimo ci rispetta solo se sappiamo farci rispettare, solo se meritiamo il rispetto. Vale sempre il detto antico “Si vis pacem para bellum”, se vuoi la pace preparati alla guerra.

Magdi Cristiano Allam

Venerdì 18 marzo 2022