Cari amici buongiorno. I nostri bambini e ragazzini che frequentano le elementari e le medie rischiano di ammalarsi di polmonite, oltre a subire traumi psichici, non perché contagiati dal virus Sars-Cov-2 ma perché vengono costretti a stare seduti per sei ore consecutive sui banchi in classi con le finestre aperte con una temperatura esterna che in Centro Italia alle 8 del mattino può oscillare tra i 5 e gli 8 gradi. Oltre alle finestre aperte, nonostante le basse temperature esterne, in alcune scuole non hanno ancora acceso il riscaldamento in assenza dell’autorizzazione del Sindaco. I Comuni sono più o meno con i bilanci in deficit e risultano morosi con le società fornitrici di energia. I professori, che beneficiano di una libertà discrezionale, si portano da case delle stufette elettriche per scaldarsi. I bambini e i ragazzini infilano nello zaino delle copertine per ripararsi il bacino e i piedi, continuando a indossare il giaccone per non congelare. Il fatto ulteriore che sono state abolite le ricreazioni e che vengono contingentate le uscite per il bagno, blocca la mobilità e favorisce il raffreddamento del fisico. 

Poi la costrizione di indossare permanentemente la mascherina, di non avvicinarsi e toccare il prossimo, di sottoporsi a un ossessivo rituale di igienizzazione delle mani ogni qual volta si tocca un libro o un quaderno o il gesso quando si è chiamati alla lavagna, ha indubbiamente degli effetti sulla psiche e sul comportamento sociale. 

Io non sono un negazionista, sono consapevole che esiste una pandemia mondiale di Covid-19, anche se sono totalmente critico sulla gestione della pandemia, soprattutto in Italia, sia sul piano sanitario ma in particolare sul piano economico, sociale e psicologico. Così come non ho un pregiudizio nei confronti delle misure di prevenzione per impedire il contagio o anche nei confronti dei vaccini, ma sono fortemente perplesso sull’imposizione di provvedimenti che hanno delle indubbie, oggettive e quantificabili negatività sulla salute fisica e psichica.

Sull’uso della mascherina, anche escludendo gli esperti assolutamente qualificati e degni di rispetto e attenzione che sono contrari, rileviamo che ci sono delle perplessità e dei distinguo anche tra gli esperti accreditati dal sistema di potere politico che gestisce la Sanità pubblica da quando all’inizio degli anni Novanta gli ospedali sono stati trasformati in “aziende ospedaliere” con i vertici di nomina politica. 

Lo stesso “Comitato Tecnico-Scientifico” di nomina governativa lo scorso 31 agosto ha diramato una nota sulle “Raccomandazioni tecniche per l’uso della mascherina chirurgica a scuola”, in cui non impone l’uso della mascherina in classe ai bambini delle elementari e ai ragazzini delle medie:

“Nell’ambito della scuola primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto).

Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria”.

Anche l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l’Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) consigliano di utilizzare le mascherine per i bambini di età compresa tra 6 e 11 anni solo in presenza di determinate circostanze e solo se non comporta degli effetti negativi:

“Se c’è una trasmissione diffusa nell’area in cui risiede il bambino.

La capacità del bambino di utilizzare in modo sicuro e appropriato una maschera

Accesso alle maschere, nonché riciclaggio e sostituzione di maschere in determinati contesti (come scuole e servizi di assistenza all’infanzia).

Adeguata supervisione di un adulto e istruzioni al bambino su come indossare, togliere e indossare in sicurezza le maschere.

Potenziale impatto dell’uso di una maschera sull’apprendimento e sullo sviluppo psicosociale, in consultazione con insegnanti, genitori / tutori e / o operatori sanitari.

Impostazioni e interazioni specifiche che il bambino ha con altre persone ad alto rischio di sviluppare malattie gravi, come gli anziani e quelli con altre condizioni di salute sottostanti.”

Per quanto concerne gli esperti che operano negli ospedali pubblici, c’è un evidente contrasto sull’imposizione della mascherina a scuola. 

Il Professor Alberto Villani, Direttore dell'unità operativa di Pediatria e Malattie infettive all'Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, è assolutamente favorevole: “L’uso prolungato della mascherina nei bambini non porta all'alcalosi. La quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è infatti pressoché impercettibile. Nè c'è un rischio legato allo scarso apporto di ossigeno, che in realtà non si registra pur indossando la mascherina per diverse ore al giorno”.

Il Professor Matteo Bassetti, Direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale San  Martino di Genova, è invece contrario: “La mascherina chirurgica può causare ai bambini, sulla base di esperienze di utilizzo: senso di calore, irritazione, difficoltà respiratorie, fastidio, difficoltà di  concentrazione, distrazione e bassa accettazione della maschera  stessa. Inoltre, l’efficacia delle stesse non è stata dimostrata durante il gioco e le attività fisiche”.

Cari amici, chiarito che sono consapevole della realtà della pandemia mondiale di Covid-19 e che non ho un pregiudizio sulle misure sanitarie per prevenire e limitare il contagio compresi i vaccini, trovo criminale il fatto che dei bambini dai 6 ai 10 anni e dei ragazzini dagli 11 ai 13 anni siano costretti a restare immobili per sei ore consecutive sui banchi, senza le pause della ricreazione, con le finestre delle aule aperte da cui entra aria gelida data la bassa temperatura esterna, prive di riscaldamento perché manca l’autorizzazione del Sindaco; in aggiunta all’obbligo di indossare la mascherina, di igienizzare in continuazione le mani ogniqualvolta si tocca un qualsiasi oggetto, di mantenersi distanti e guai a toccarsi. Non esiste solo il rischio di ammalarsi di polmonite per il Covid-19, i nostri bambini e ragazzini rischiano di ammalarsi di polmonite per l’esposizione al gelo per sei ore consecutive nelle aule scolastiche, oltre a subire non meno gravi traumi psichici per la costrizione a stare immobili indossando la mascherina. Mi auguro che gli stessi docenti, che sono anche loro dei genitori, e tutti i genitori insorgano per porre fine ad un crimine che si sta perpetrando nei confronti dei nostri figli.