Cari amici, in tutt’Italia divampano le proteste degli imprenditori, liberi professionisti, dipendenti, disoccupati e un numero crescente di nuovi poveri per la paralisi in cui versano le attività che producono beni e servizi, che sono il pilastro dello sviluppo, la fonte principale che sorregge lo Stato pagando le tasse. Queste proteste spontanee, esplose senza la manipolazione dei sindacati e dei partiti, sono costituzionalmente legittime e democraticamente vitali. Guai a reprimere questa sana e pacifica protesta contro le tragiche conseguenze della pessima gestione dell’emergenza che è ospedaliera e non sanitaria. Il problema insorge quando tra i manifestanti onesti e perbene, cittadini che alla mattina si rimboccano le maniche e si guadagnano il pane con il sudore della propria fronte, si infiltrano dei professionisti del crimine e della violenza, a partire dai cosiddetti “centri sociali”. 

Gli organi di sicurezza sanno tutto di ciascuno di questi guerriglieri urbani e teppisti violenti che danno alle fiamme le auto in sosta lanciando bottiglie molotov, devastano e derubano i negozi, assaltano e aggrediscono le forze dell’ordine contando sul fatto che non possono usare l’arma d’ordinanza. Li conoscono uno ad uno. La ragione è semplice: vivono in strutture messe a disposizione dallo Stato che paga le loro varie utenze e concordano le attività pubbliche loro consentite. La logica su cui si fonda questo comportamento è che in questo modo i militanti dei centri sociali sarebbero controllabili. 

Ma allora perché si consente loro di infiltrarsi nelle manifestazioni di protesta civili e pacifiche, per trasformarle in eventi violenti in cui si contano i feriti, talvolta i morti, oltre i danni che nessuno mai risarcirà? Se lo Stato vuol essere credibile, se vuole operare nel rispetto del diritto costituzionale alla protesta civile e pacifica, deve mettere subito fuori legge questi professionisti del crimine e della violenza, deve chiudere tutte le sedi dei centri sociali pagati con i soldi dei cittadini onesti, deve obbligare questi giovani e meno giovani parassiti, viziati, fannulloni, drogati e colmi d’odio contro l’Italia e gli italiani a lavorare per guadagnarsi il pane, come devono fare tutti i cittadini.