Il Nobel per l’Economia Stiglitz dice che se l’Italia uscisse dall’euro “i benefici sarebbero evidenti e notevoli”. Le nostre massaie sanno che con la lira si stava meglio. Ma Salvini e Di Maio non parlano di sovranità monetaria

Cari amici, l’Italia deve uscire dall’euro per stare meglio. Non lo dicono Salvini o Di Maio ma il Premio Nobel per l’Economia l’americano Joseph Stiglitz. In un saggio pubblicato sul sito “Politico”, dal titolo “Come si esce dall’euro”, pubblicato lo scorso 26 giugno, Stiglitz sostiene che “i benefici di un’uscita dell’Italia dall’euro sarebbero evidenti e notevoli” https://www.politico.eu/article/opinion-italy-germany-how-to-exit-the-eurozone-euro-reform/ La traduzione italiana la potete leggere in http://vocidallestero.it/2018/07/01/stiglitz-come-si-esce-dalleuro/ 

Stiglitz inizia con questa domanda: “Qual è il modo migliore per uscire dall’euro? La domanda torna sul tavolo dopo la nascita del governo euroscettico in Italia. Sì, è vero che i principali ministri si sono impegnati a mantenere il paese nel blocco europeo della moneta unica, ma questi impegni non devono essere visti come immutabili”. 

Stiglitz spiega: “L’euro è stato difettoso fin dalla sua origine. Per paesi come l’Italia, l’euro ha tolto due meccanismi fondamentali di aggiustamento: il controllo sui tassi di interesse e il tasso di cambio. E al posto di sostituire questi meccanismi con qualcos’altro, l’euro ha introdotto rigidi parametri sul debito e sul deficit, cioè ulteriori impedimenti alla ripresa economica. Il risultato per l’intera eurozona è stato quello di una minore crescita, soprattutto per i paesi più deboli”.

La crisi economica ha acuito anche altre crisi: “Le spaccature che ne sono risultate hanno reso più difficile risolvere anche gli altri problemi, e in particolare la crisi dell’immigrazione, sulla quale le regole europee impongono un peso eccessivo ai paesi di frontiera che ricevono i migranti, come la Grecia e l’Italia”.

Stiglitz considera la Germania la principale responsabile della crisi dell’Eurozona: “Cosa si debba fare è ben chiaro. Il problema è la riluttanza tedesca nel farlo. L’eurozona ha riconosciuto già da molto tempo la necessità di un’unione bancaria. Ma Berlino insiste nel posticipare la riforma chiave che servirebbe per questo – quella di una garanzia comune sui depositi – che ridurrebbe le fughe di capitali dai paesi più deboli (...) Le politiche economiche adottate dalla Germania al proprio interno aggravano i problemi dell’eurozona”.

Segue l’invito alla Germania di uscire dall’euro: “Se la Germania non vuole intraprendere i passi fondamentali per migliorare l’unione monetaria, potrebbe adottare la seconda miglior scelta, quella di uscire dall’eurozona. Con la Germania (ed eventualmente altri paesi dell’Europa del nord) fuori dall’unione monetaria, il valore dell’euro scenderebbe, facendo aumentare le esportazioni dell’Italia e degli altri paesi dell’Europa del sud”.

Stiglitz spiega perché l’Italia deve uscire dall’euro: “In assenza di riforme significative, i benefici di un’uscita dell’Italia dall’euro sarebbero evidenti e notevoli. Un tasso di cambio più basso permetterebbe all’Italia di esportare di più. I consumatori cambierebbero i prodotti di importazione con prodotti made-in-Italy. I turisti troverebbero il paese più conveniente come destinazione. Tutto questo stimolerebbe la domanda e aumenterebbe il gettito fiscale di cui il governo può disporre. La crescita aumenterebbe, i livelli di disoccupazione dell’Italia (all’11,2 percento, con il 33,1 percento di disoccupazione giovanile) scenderebbero”.

Stiglitz suggerisce all’Italia la via per uscire dall’euro: “La sfida, naturalmente, è quale sia il modo migliore per uscire dall’eurozona minimizzando i costi economici e politici. Un’ampia ristrutturazione del debito, condotta con speciale attenzione alle conseguenze che avrebbe per le istituzioni finanziarie interne, sarebbe essenziale. Senza una tale ristrutturazione, il peso del debito denominato in euro salirebbe, annullando forse una gran parte dei potenziali vantaggi”.

Questa la conclusione di Stiglitz: “Se il nuovo governo italiano sarà in grado di gestire una tale uscita, l’Italia starà meglio. E starà meglio anche il resto d’Europa”.

Cari amici, sono sei i Premi Nobel per l’Economia che hanno bocciato l’euro https://scenarieconomici.it/6-premi-nobel-p-krugman-m-friedman-j-stigliz-a-sen-j-mirrless-c-pissarides-leuro-e-una-patacca/ Ma una semplicissima massaia sa bene che fino al primo gennaio 2002, data in cui fu adottato l’euro, una famiglia italiana di quattro persone viveva dignitosamente con un milione e mezzo di lire. E che l’equivalente in euro, pari a 750 euro, ha ridotto quella famiglia in uno stato di povertà. La verità è che l’euro ha dimezzato il potere d’acquisto e raddoppiato il costo della vita. L’euro ha perpetrato il crimine epocale di trasformare l’Italia ricca in italiani poveri. Ebbene mi auguro che Salvini e Di Maio operino concretamente per liberare gli italiani dalla tirannia dell’euro e per riscattare il diritto dell’Italia a tornare a emettere una propria moneta nazionale. Uno Stato senza la sovranità monetaria non è semplicemente uno Stato. Per ora mi limito a osservare che il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro non è menzionato nel cosiddetto “Contratto di governo”.