Cari amici, ieri un giovane terrorista islamico britannico di 20 anni, Sudesh Mamoor Faraz Amman, originario dello Sri Lanka, ha perpetrato un attentato a Londra con un coltello ferendo tre persone prima di essere ucciso dalla Polizia che fortunatamente è intervenuta subito. 

Non appariva diverso dai suoi coetanei. Capelli lunghi con la riga al centro, i baffetti curati e un volto su cui aleggia quel misto di ingenuità e inquietudine che connota un adolescente. Ma in realtà si è rivelato un terrorista islamico determinato a uccidere i non musulmani, legato al gruppo terroristico dell’Isis, che sognava di morire da “shahid”, il martire suicida-omicida che si aggiudica il Paradiso islamico uccidendo il maggior numero di “infedeli” e venendo a sua volta ucciso o dandosi la morte. 

Era stato condannato nel 2018 a tre anni di carcere per il suo coinvolgimento nella promozione della propaganda terroristica dell’Isis attraverso la Rete. Ma era stato rilasciato pochi giorni fa a metà della pena.

Sempre a Londra lo scorso 29 novembre Usman Khan, 28 anni, cittadino britannico di origine pachistana, accoltellò a morte due persone sul London Bridge, prima di essere ucciso dalla polizia. Era stato scarcerato anticipatamente per essere rieducato nell’ambito della strategia di recupero dei terroristi islamici attraverso un percorso di rieducazione affidato anche agli imam, che dovrebbero trasmettere loro il “vero islam”.  Una delle due persone da lui uccise era un suo rieducatore e suo coetaneo.

Il Premier britannico Boris Johnson ha annunciato “ulteriori piani per modifiche fondamentali al sistema riguardante le persone condannate per reati di terrorismo". Mi auguro che la Gran Bretagna ponga fine all’illusione che i terroristi islamici possano essere rieducati aderendo al “vero islam”, immaginato come una religione di pace e di amore alla stregua del cristianesimo. 

Questa tesi traspare dalla reazione del Sindaco di Londra Sadiq Khan, anch’egli musulmano di origine pachistana, che ha ripetuto quello che aveva già detto dopo l’attentato perpetrato da Usman Khan lo scorso 29 novembre: “I terroristi cercano di dividerci e di cambiare il nostro modo di vivere ma non ci riusciranno mai”. É nel concetto di “dividerci” che emerge che per il Sindaco di Londra la sua identità islamica prevale sull’identità britannica, prima l’islam e poi la Gran Bretagna.

Cari amici, dobbiamo liberarci della menzogna dell’islam religione di pace e d’amore. I musulmani come persone vanno rispettati e valutati individualmente sulla base delle loro azioni. Non ho dubbio che ci sono tanti musulmani perbene e sostanzialmente laici con cui noi possiamo e dobbiamo dialogare e convivere. Ma l’islam come religione è totalmente incompatibile con le nostre leggi, regole e valori. Il terrorista britannico di 20 anni la cui massima aspirazione era uccidere gli infedeli per conquistare il Paradiso di Allah con le 72 vergini, aveva subito un lavaggio di cervello che lo aveva trasformato da persona in “robot della morte”. Il cosiddetto “martirio” islamico è prescritto da Allah nel Corano ed è stato promosso da Maometto. La Gran Bretagna e l’Europa si liberino al più presto dell’islam per salvaguardare la nostra civiltà fondata sui valori inalienabili della vita, dignità e libertà.