Buongiorno amici. L’emergenza in assoluto più grave in Italia è l’inarrestabile tracollo demografico. Secondo il più recente rapporto dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) nel 2019 il saldo naturale, cioè la differenza tra nati e morti, è stato di -212 mila unità, frutto della differenza tra 435 mila nascite e 647 mila decessi. L’Istat sottolinea che si tratta del più basso livello di ricambio naturale mai espresso dal Paese dal 1918. Ciò comporta che il ricambio per ogni 100 residenti che lasciano per morte sia oggi assicurato da appena 67 neonati, mentre dieci anni fa risultava pari a 96. 

Al saldo naturale che registra 212 mila italiani in meno dobbiamo aggiungere la perdita di 120 mila residenti di nazionalità italiana che sono partiti definitivamente per l’estero cancellandosi dall’anagrafe. Il totale degli italiani che nel 2019 mancano all’appello sale a 332 mila. È come se nel 2019 fosse scomparsa una città come Bari o Firenze dalla carta geografica.

L’Italia conferma un tasso di fecondità tra i più bassi al mondo, pari a 1,29 figli per donna feconda, mentre si allunga l’età media che è pari a 85,3 anni per le donne e 81 anni per gli uomini. 

Ebbene se gli italiani, da un lato, fanno sempre meno figli e, dall’altro, aumenta sempre più il numero degli anziani, il risultato sarà inevitabilmente l’implosione dello Stato per l’impossibilità di disporre delle risorse per finanziare i servizi pubblici, dalle pensioni alla sanità, dalla scuola alle forze armate e dell’ordine. 

E siamo già a un passo dal baratro. Lo scorso marzo il Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, a seguito della sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali a causa del blocco delle attività produttiva nell’ambito della gestione dell’epidemia di Covid-19, avvertì il Governo che l’Inps disponeva di liquidità per pagare le pensioni fino a maggio, scoprendo che le risorse dell’Inps sono di fatto esigue, esauribili in soli due mesi. 

Ora apprendiamo che entro il 2021 la Pubblica amministrazione avrà più pensionati che dipendenti. Attualmente ci sono 3,2 milioni di impiegati pubblici italiani, mentre i pensionati pubblici sono già 3 milioni e sono in crescita costante perché 540 mila dipendenti hanno già compiuto 62 anni di età (il 16,9% del totale), mentre 198 mila hanno maturato 38 anni di anzianità. L’età media del personale della Pubblica amministrazione è di 50,7 anni, con il 16,9% di dipendenti con oltre 60 anni e appena il 2,9% al di sotto dei 30 anni. Ciò emerge da una ricerca di Fpa, società del Gruppo Digital360. 

Il tracollo demografico si riflette anche sulla scuola. Le iscrizioni per l’anno accademico 2019-2020 avevano registrato un calo di 70 mila alunni, mentre dal 2015 il calo è stato di 188 mila alunni. 

Cari amici i fatti sono fatti, non hanno alcuna connotazione politica o ideologica. Ciascuno di noi può legittimamente avere delle idee diverse, ma senza figli siamo inesorabilmente destinati a morire tutti come popolazione, Stato e civiltà. Il tracollo demografico dovrebbe essere dichiarato dal Governo, a prescindere che sia di destra, centro o sinistra, come la massima emergenza nazionale a cui destinare tutte le risorse necessarie per risalire la china. Un Governo che abbia a cuore l’interesse supremo dell’Italia e il bene primario degli italiani dovrebbe devolvere le risorse per sostenere la famiglia naturale, le madri e i giovani affinché siano messi nella condizione di mettere al mondo dei figli italiani, che salvaguardino la nostra popolazione, sostengano il nostro Stato di diritto e tramandino la civiltà italiana. Ma se non si opera in questa direzione e si continua nella follia suicida di investire per accogliere i giovani africani, mediorientali e asiatici prevalentemente musulmani, del tutto incompatibili con le nostre leggi, regole e valori, il risultato sarà la nostra sostituzione etnica, la fine del nostro Stato di diritto e la morte della civiltà italiana. E sarà la fine di tutti a prescindere che si sia di destra, centro o sinistra. Acquisiamo e diffondiamo la corretta rappresentazione della realtà, mobilitiamoci civilmente per salvaguardare e tramandare la civiltà della vita, dignità e libertà. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.