Cari amici, l'episodio scatenante della follia iconoclasta suicida dell'Occidente è stato l'uccisione per soffocamento da parte di un poliziotto «bianco» di George Floyd, cittadino «nero», indicato nel lessico ufficiale come «afroamericano», lo scorso 25 maggio a Minneapolis nel Minnesota, dopo che un negoziante aveva denunciato alla Polizia che Floyd spacciava banconote false. 

Strumentalizzando un caso specifico e la responsabilità singola di un poliziotto, in poche ore Floyd è stato elevato a «martire» e simbolo dell'anti-razzismo da parte del Movimento «Black Lives Matter», che significa «Le vite dei neri contano». E sull'onda di un'ondata di una violenza terrificante, con il dilagare del teppismo urbano, l'assalto e la devastazione dei negozi e delle proprietà private, il ferimento e l'uccisione di cittadini innocenti, l'America si è inginocchiata di fronte alla violenza, in un atto di sottomissione che ha coinvolto la Polizia, autorità politiche, americani «bianchi» che pubblicamente in ginocchio hanno chiesto coralmente scusa non solo per l'uccisione di Floyd ma per l'insieme dello schiavismo, del razzismo e del colonialismo presenti nella Storia degli Stati Uniti.

La condanna dell'uccisione di Floyd non può che essere assoluta e il poliziotto omicida deve essere sanzionato a norma di legge. Ma non si può non tener presente che Floyd era stato un criminale che aveva trascorso buona parte della sua vita in carcere, condannato per ben 5 volte a pene detentive per possesso e spaccio di droga, furto a mano armata, e che nel 2007 aveva fatto irruzione nella casa di una donna incinta e l’aveva minacciata colpendola alla testa e alla pancia con la pistola carica. Dall'autopsia è risultato che Floyd il giorno della sua morte, oltre ad essere positivo alla Sars-Cov-2, era strafatto di fentanyl e metanfetamine, droghe più letali dell'eroina.

Sconvolge pertanto che un personaggio autorevole come l'ex vice presidente Joe Biden, candidato democratico alla Casa Bianca, si è fatto ritrarre in ginocchio per commemorare Floyd e nel suo videomessaggio al funerale di Floyd, dopo aver affermato che «ora è il momento della giustizia razziale», si è spinto a sostenere che Floyd «ha cambiato il mondo».

La Presidente della Camera Nancy Pelosi, anche lei ritratta in ginocchio per commemorare Floyd, ha chiesto la rimozione delle statue di undici soldati degli Stati Confederati dal Campidoglio, sede del Congresso americano: «Monumenti a uomini che hanno promosso la crudeltà e la barbarie per raggiungere un fine così chiaramente razzista sono un grottesco affronto agli ideali americani di democrazia e libertà. Queste statue sono un omaggio all'odio e non un'eredità. Devono essere rimosse».

A Londra il Sindaco Sadiq Khan, musulmano praticante di origine pachistana, ha annunciato l'istituzione di una commissione per revisionare tutte le statue della città e accertare che rispettino «gli standard di diversità». La «Commissione per la diversità esaminerà le statue, i murales, l’arte di strada, i nomi delle vie e altri monumenti e valuterà quali lasciti debbano essere celebrati», ha detto il Sindaco Khan, aggiungendo: «È una scomoda verità che la nostra nazione debba gran parte della propria ricchezza al suo ruolo nel commercio di schiavi, ma mentre ciò si riflette nel nostro regno pubblico, il contributo di molte delle nostre comunità alla vita nella nostra capitale è stato volontariamente ignorato».

Nadhim Zahawi, Sottosegretario di Stato per il business, cittadino britannico del Partito conservatore di origine curdo-iracheno, ha dichiarato che non dovrebbero esserci effige di schiavisti in Gran Bretagna: «La mia opinione è che qualsiasi commerciante di schiavi non dovrebbe avere una statua ma non infrangerei la legge per abbattere le statue, dovrebbe essere fatto attraverso il nostro processo democratico».

Cari amici, che succederà ora? Verranno distrutte tutte le statue e i monumenti egizi, sumeri, fenici, greci e romani perché legittimavano e praticavano la schiavitù, la discriminazione razziale, il colonialismo e si fondavano su regimi autocratici assimilabili al fascismo? E per le stesse ragioni verranno distrutte tutte le statue e i monumenti di epoca coloniale e fascista? Significherebbe la cancellazione di tutta la nostra Storia antica, medioevale, moderna e contemporanea. Di fatto ci comporteremmo come chi si sveglia al mattino e dice: «La Storia inizia oggi con me. Tutto ciò che mi ha preceduto deve essere annullato». È esattamente quello che fece Maometto che ha annullato tutta la Storia precedente l'imposizione dell'islam, condannandola come «Jahiliya», ovvero «ignoranza» o «oscurantismo». I nuovi barbari che stanno distruggendo, vandalizzando o esigendo la rimozione delle statue si comportano come Maometto e i terroristi islamici dei Talebani e dell'Isis. Noi condanniamo sia la violenza del poliziotto che ha ucciso George Floyd, sia l'ondata di violenza scatenata da teppisti anti-razzisti che hanno ucciso dei civili e devastato le città, sia l'istigazione all'odio e alla cancellazione della nostra Storia per purificarci da qualsiasi traccia di schiavismo, razzismo, colonialismo o fascismo, sia la follia iconoclasta di masse fanatiche che ci fanno toccare con mano la vocazione al suicidio di un Occidente che odia se stesso. Noi ci vogliamo del bene, ci riconosciamo nell'insieme della civiltà che ci ha generato pur prendendo atto delle realtà che non ci appartengono più, aspiriamo ad un futuro in cui anche i nostri figli e nipoti potranno beneficiare dei valori inalienabili della vita, dignità e libertà.