Cari amici, si può credere o non credere nella fede del Dio che si fa uomo e che si incarna in Gesù. Ma tutti possiamo cogliere nella nascita di Gesù Bambino il valore assoluto della sacralità della vita, il fascino ineguagliabile del miracolo della vita, il dono supremo della rigenerazione della vita. 

Oggi più che mai, nella nostra civiltà decadente che idolatra la cultura della morte, concependo l’aborto, l’eutanasia, l’eugenetica e l’utero in affitto come il traguardo a cui ambire, che è sprofondata nel tracollo demografico ritenendo che i figli siano un peso anziché una risorsa, dobbiamo recuperare la cultura della vita.

A prescindere dalla propria fede, l’immagine di Gesù Bambino testimonia la centralità della vita nel mistero dell’Universo e nella complessità della Storia. La vita è la quintessenza dell’Universo e della Storia. Solo rimettendo al centro della nostra esistenza la cultura della vita potremo individuare la soluzione ai tanti problemi che connotano la decadenza della nostra civiltà. Solo riscoprendo la bellezza della Natività e dell’amore irresistibile che ispira la nuova vita, ritroviamo la certezza della verità che si sostanzia nella famiglia naturale, la madre, il padre e i figli. Solo se siamo protagonisti della cultura della vita e artefici del miracolo della rigenerazione della vita, diventiamo forti dentro appagati dall’unica realtà che dà un senso compiuto alla vita e acquisiamo il diritto di partecipare alla missione universale e storica segnata dalla vittoria della vita. 

A prescindere dalla propria fede dobbiamo prendere atto che la nascita di Gesù Bambino rappresenta lo spartiacque nella nostra Storia, cadenzata da ciò che c’era prima e da ciò che c’è dopo Cristo. Così come la fede in Gesù è il fulcro che ha ispirato l’unica civiltà al mondo fondata sui valori della sacralità della vita di tutti, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di scelta individuale. Cari amici auguro a tutti voi un Buon Santo Natale.