Cari amici, la nostra amata Italia ha perso la propria sovranità sostanziale ed indipendenza reale, noi italiani rischiamo di scomparire per il tracollo demografico e la devastazione economica che sta trasformando l'Italia ricca in italiani poveri, la nostra civiltà da faro dell'umanità è degradata nel discredito e nell'oblio.

Stiamo subendo le conseguenze di una guerra mondiale scatenata con un'arma invisibile e micidiale paragonabile alla bomba al neutrone che non danneggia la materia inanimata ma provoca mutazioni del Dna, il nostro patrimonio genetico, letali alla vita umana e organica. Registriamo la morte fisica delle persone più fragili e meno funzionali a un sistema economico finalizzato alla crescita quantitativa illimitata della produzione di beni materiali al minor costo possibile e, in parallelo, la morte interiore della massa della popolazione che viene resa fisicamente più fragile ma soprattutto terrorizzata e sottomessa alla paura della morte, privandola della certezza e della gioia della vita, rinunciando alla propria dignità, rassegnandosi alla perdita della propria libertà.

Siamo di fronte a un bivio che ci impone una scelta epocale:

se continueremo a subire le vessazioni della «dittatura europea» che ci ha spogliato della sovranità monetaria, economica, legislativa, giudiziaria, sanitaria, sul piano della difesa e della sicurezza, così come ha scardinato la civiltà che mette al centro la sacralità della vita, la famiglia naturale, la rigenerazione della vita, l'economia reale, l'autonomia alimentare e dei beni primari, la qualità della vita;

se continueremo a sottometterci all'arbitrio del vero potere forte che condiziona le sorti dell'umanità, la «dittatura finanziaria» che deve riciclare un ammontare di «titoli derivati», valuta virtuale frutto della speculazione globalizzata, qualificati come «tossici» e «spazzatura», pari a 33 volte il Pil (Prodotto interno lordo) mondiale, oggi spalleggiata da una «dittatura sanitaria» promossa da scienziati veri o presunti ma certamente ideologizzati asserviti allo strapotere dell'industria farmaceutica con la complicità di governi succubi e che hanno tradito l’interesse nazionale;

ebbene finiremo per essere fagocitati dal «Nuovo Ordine Mondiale», che sta abbattendo gli Stati nazionali e soffocando le civiltà localistiche, riducendoci da persone depositarie di una dimensione integrale, che coniuga la materialità, la spiritualità e l'idealità, che dà un senso compiuto alla nostra esistenza, a semplici strumenti di produzione e di consumo della materialità al più basso costo possibile;

oppure dobbiamo perseguire l'alternativa che concretamente significa insorgere per riscattare l’indipendenza e la sovranità della nostra amata Italia; per affermare il primato dell’interesse degli italiani e riconquistare il nostro legittimo diritto-dovere a essere pienamente noi stessi dentro la nostra «casa comune»; per far rinascere la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe.

Cari amici, proprio perché siamo precipitati nel baratro del tracollo demografico, dello scardinamento della famiglia naturale, della diffusione dell'ideologia e della pratica dell'omosessualismo, dell'auto-invasione di stranieri clandestini incompatibili con le nostre leggi, regole e valori;

del disastro economico, della moria delle micro, piccole e medie imprese, del crescente impoverimento della popolazione, della dominazione della grande finanza speculativa globalizzata a cui abbiamo svenduto le nostre imprese migliori;

del discredito dello Stato, della politica e della magistratura, dell'inadeguatezza delle forze dell'ordine e delle forze armate, dell'acuirsi della conflittualità sociale con il rischio dell'esplosione di una guerra civile;

del declino della nostra civiltà, della perdita della cultura della vita e del sano amor proprio, del tradimento delle nostre radici storiche e dell'abbandono della nostra fede cristiana, dell'adesione all'ideologia del relativismo e del venir meno della certezza del concetto di verità, della legittimazione dell'islam con la proliferazione delle moschee nonostante sia il nemico storico che da 1400 anni non ha mai smesso di aggredirci per sottomettere l'Europa e l'umanità;

ebbene, considerando l'insieme di questa catastrofica realtà che sostanzia la nostra sconfitta e la nostra resa, non è più sufficiente una riforma di natura tecnica per rendere più efficiente il sistema attuale mantenendolo invariato. Noi potremo riscattarci solo avendo la consapevolezza della corretta rappresentazione della nostra realtà, solo recuperando i valori che ci fortificano dentro, ma soprattutto individuando una prospettiva qualitativamente diversa che corrisponda a un nuovo modello di civiltà, a un nuovo modello di Stato, a un nuovo modello di sviluppo, a un nuovo modello di società. Concretamente significa sia avere i piedi per terra sia volare alto per individuare un'alternativa al di là della gabbia mentale in cui ci hanno confinato. Si tratta di una missione che coniuga la realtà e l'idealità, il pragmatismo e l'utopia, la scienza e la fede, consapevoli che per il suo successo dovremo realizzare un miracolo, ma con la determinazione a conseguire il miracolo che ci liberi dalla morte interiore, che è la morte peggiore, e ci restituisca alla pienezza della vita.

Cari amici, proprio perché siamo in una fase storica di eccezionale gravità, e ci troviamo di fronte ad un bivio che ci impone una scelta epocale, è arrivato il momento in cui ciascuno di noi ha il dovere individuale e il diritto universale di affrancarci dalla condizione di «gregari», chi si limita a subire la fine dell'Italia, degli italiani e della nostra civiltà sperando che all'improvviso emerga un «salvatore della Patria» che da solo risolva tutti i nostri problemi, per ergerci a «protagonisti», chi si assume in prima persona la responsabilità di condividere il successo di una comune missione per onorare la memoria dei nostri avi, per riscattare il nostro diritto inalienabile alla vita, dignità e libertà, per tramandare ai nostri figli e ai nostri nipoti un'Italia dove possano essere pienamente se stessi.

Se volete condividere questa comune missione vi invito ad aderire al Movimento culturale e politico «Insieme ce la faremo», da me concepito nel 2014, che non è e non intende diventare un partito né a entrare in qualsivoglia istituzione statale, per promuovere l’aggregazione di tutti gli italiani che convergono sulle idee che rappresentano correttamente la realtà, sui valori fondanti della nostra civiltà che ci fortificano dentro, sulla prospettiva che si traduce in un nuovo modello di civiltà, di Stato, di sviluppo e di società qualitativamente migliori. Proprio perché il Movimento «Insieme ce la faremo» non è e non vuole diventare un partito, non solo non è in competizione con i partiti ma può collaborare con i partiti sul piano della formazione culturale e della mobilitazione civile, ovviamente a condizione che ci sia convergenza sulle idee, i valori e la prospettiva.

Condizione imprescindibile per aderire al Movimento «Insieme ce la faremo» è innanzitutto, su un piano personale, l'assunzione di una «etica della responsabilità» che corrisponda a un comportamento pacifico e non violento, propositivo e non di denuncia fine a se stessa, costruttivo e non distruttivo, partecipativo e non individualista, altruista e non egoista, fiducioso e non scettico, determinato e non rassegnato, da vincitore e non da perdente.

Sul piano dei contenuti, condizione imprescindibile per aderire al Movimento «Insieme ce la faremo», è l'adesione convinta alla proposta culturale e politica del Movimento. Questi sono i punti essenziali:

Il riscatto della sovranità nazionale sul piano monetario, economico, legislativo, giudiziario, della difesa e della sicurezza, alimentare, energetico e informatico, per attribuire all’Italia una indipendenza autentica come Stato nazionale Protagonista autonomo sulla scena internazionale. Concretamente lo Stato emetterà direttamente una nuova moneta nazionale a credito, senza che comporti un debito nei confronti di terzi; le banche raccolgono il risparmio delle famiglie e lo reinvestono nello sviluppo del territorio, cessando l'attività speculativa sconnessa dall'economia reale; l'economia reale che produce beni e servizi è affidata agli imprenditori italiani che investono il denaro e reinvestono i profitti per creare nuovi posti di lavoro per gli italiani; le leggi nazionali prevalgono sulle altre leggi; le sentenze dei tribunali nazionali prevalgono sulle altre sentenze; la difesa e la sicurezza tutelano l'interesse supremo dell'Italia; lo Stato promuove l'autosufficienza alimentare ed energetica; lo Stato garantisce che il sistema informatico e della comunicazione operi per il bene primario degli italiani.  

Un nuovo modello di Stato, «L'Italia dei Comuni», basato sulla complementarità tra l’autonomismo dei Comuni sul piano amministrativo, finanziario e dello sviluppo della comunità locale, e tra il centralismo dello Stato che governa le funzioni di rilevanza nazionale quali la politica monetaria, le linee guida della gestione finanziaria e dello Sviluppo economico, le leggi di interesse generale, la Difesa e la Sicurezza dello spazio vitale dell'Italia, la Politica estera, la Solidarietà nazionale, la strategia nazionale della Sanità, dell’Istruzione e della Cultura. «L'Italia dei Comuni» riduce le strutture intermedie tra lo Stato e i Comuni, ossia le Province e le Regioni, a riferimenti formali ma non più entità giuridiche autonome con risorse proprie. «L'Italia dei Comuni» concepisce l'interesse supremo dell'Italia e il bene primario degli italiani come il parametro fondamentale nel rapporto con le sovrastrutture internazionali, l'Unione Europea, il Consiglio d'Europa, l'Alleanza o Patto Atlantico, le Nazioni Unite e tutte le organizzazioni internazionali a cui l'Italia aderisce.

Un nuovo modello di democrazia, «L'Italia Presidenziale e il Parlamento dei Sindaci», basato sulla centralità delle elezioni comunali, che sono l’unico ambito politico dove c’è un rapporto fiduciario reale e continuativo tra gli elettori e gli eletti. I Sindaci, che devono avere almeno la laurea, un'esperienza lavorativa di successo e una comprovata credibilità sociale, scelgono tramite elezione 400 membri del «Parlamento italiano» monocamerale. Il Senato della Repubblica viene eliminato. Il Parlamento sceglie tramite elezione il «Presidente della Repubblica», che acquisisce il potere esecutivo e presiede il Governo nazionale. Viene eliminata la carica di «Presidente del Consiglio». Il Presidente e i Ministri devono avere le competenze specifiche necessarie per adempiere al meglio alla propria funzione. È vitale, da un lato, garantire la democrazia sostanziale e la governabilità dello Stato, dall'altro bisogna porre fine allo strapotere della politica e specificatamente della partitocrazia, ampliando lo spazio della partecipazione alla gestione della sfera pubblica ai cittadini attraverso le molteplici istituzioni che rappresentano la società reale.    

Un nuovo modello di sviluppo basato su tre “T”, «Terra, Tradizione, Tecnologia», che corrispondono ai tre patrimoni ambientale, culturale e umano ineguagliabili e inestimabili dell'Italia: siamo il Paese più bello al mondo, abbiamo il patrimonio culturale più cospicuo dell'umanità, la creatività degli italiani è un valore aggiunto che crea eccellenza in ogni scibile umano. L'Italia ha tutti i requisiti per diventare il Paese numero uno al mondo per la qualità della vita. Ora l'Italia è inesorabilmente perdente perché siamo costretti a competere sul piano della quantità dei beni e dei servizi, producendo il più possibile al minor costo possibile, ciò che si traduce nella crescita del Pil e nella riduzione in stato di schiavitù esistenziale e di povertà economica dei cittadini.

Lo Stato definisce le linee guida dello sviluppo e affida la gestione dello sviluppo agli imprenditori privati che hanno a cuore il successo della propria attività. Lo Stato, restringendo l'ambito delle proprie competenze, dovrà snellire considerevolmente il proprio apparato burocratico e ridurre drasticamente i propri costi, cominciando ad eliminare i compensi stratosferici dei dirigenti pubblici compresi quelli dei magistrati, così come cesserà di sostituirsi agli imprenditori eliminando le strutture clientelari e parassitarie, le Municipalizzate, le Partecipate e tutti i «postifici» che sperperano il denaro pubblico alimentando la corruzione e favorendo la criminalità organizzata, offrendo dei servizi onerosi e inefficienti.

Un nuovo modello fiscale basato sul principio che «le tasse si pagano una sola volta alla fonte» e che «non si tassano beni acquistati con denaro tassato», a partire dalla casa che è il bene rifugio in cui ha investito l'80% delle famiglie italiane. La drastica riduzione dei costi dello Stato, l'autonomia dei Comuni, l'affidamento della gestione dello sviluppo agli imprenditori privati consentono un drastico abbattimento della tassa unica con una sola aliquota del 20%, da corrispondere direttamente ai Comuni. Questo favorisce l'accertamento che le tasse vengano pagate da tutti senza alcuna eccezione, perché in seno alla comunità locale è più difficile evadere le tasse così come è più difficile rubare il denaro pubblico. Un'unica tassa equa è l'antidoto sia all'evasione fiscale sia al lavoro nero che in Italia rappresentano circa un quarto del Pil, assicurando maggiori risorse a beneficio dell'insieme della collettività. I Comuni, sulla base del principio della Solidarietà nazionale, versano una quota delle tasse allo Stato per consentire l'esercizio delle funzioni di sua pertinenza.

Un nuovo modello sociale basato sulla «cultura della vita» e sulla «rigenerazione della vita». La popolazione e la civiltà italiana rischiano di scomparire perché gli italiani hanno cessato di fare figli. L'Italia ha il più basso tasso di natalità in Europa, che è l'area del mondo che ha il più basso tasso di natalità, e ha la popolazione più anziana al mondo, dopo il Giappone. Dobbiamo assumere la promozione della natalità degli italiani come la principale emergenza nazionale, offrendo sia dei sostanziosi aiuti economici sia incentivando la cultura della vita. Lo Stato e i Comuni, con la collaborazione degli imprenditori, devono porsi come obiettivo primario la nascita di più figli italiani sostenendo la maternità, la centralità della famiglia naturale, la sicurezza lavorativa dei giovani. In considerazione dell'effettiva valenza economica del lavoro domestico, lo Stato riconoscerà il diritto a uno stipendio alle madri italiane che scelgono di occuparsi a tempo pieno dei figli, della famiglia, della casa o in alternativa a dei sussidi alle madri che, in parallelo alla cura dei figli,  scelgono di svolgere un'attività professionale fuori di casa. Sul piano culturale la promozione della cultura della vita e della rigenerazione della vita si scontra e comporta l'apposizione alla cultura della morte e a tutto ciò ostacola la rigenerazione della vita, a partire dall'aborto, dall'eugenetica e dall'eutanasia, così come si scontra con dei comportamenti che non favoriscono la rigenerazione della vita e calpestano il diritto del nascituro a una crescita sana con una madre e un padre, quale il matrimonio e l'adozione di figli da parte di coppie omosessuali, la pratica dell'utero in affitto perlopiù connessa all'omosessualismo, pur nel rispetto della vita, dignità e libertà degli omosessuali al pari di tutte le persone.

Un nuovo modello di civiltà che, per un verso, riaffermi orgogliosamente la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe, per l’altro verso, consolidi il nostro legittimo diritto a essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, ponendo fine alle derive ideologiche del relativismo, immigrazionismo, multiculturalismo e dell’islamofilia. L’Italia deve cessare di presentarsi come una terra di tutti e di nessuno e deve cessare di essere percepita come una terra di conquista. Dobbiamo avere la certezza e l’orgoglio di chi siamo sul piano della nostra civiltà che sostanzia le nostre radici, tradizioni, fede, identità, valori, cultura, regole e leggi. Dobbiamo porre fine alla follia suicida dell’auto-invasione di stranieri clandestini, condizionando la presenza regolare degli immigrati all’effettiva necessità lavorativa e al rigoroso rispetto delle nostre leggi. Dobbiamo accrescere l’investimento nella formazione professionale dei giovani stranieri nei loro Paesi d’origine affinché diventino i protagonisti dello sviluppo della propria Patria e possano vivere dignitosamente a casa loro. 

La cittadinanza italiana va accordata solo agli stranieri che amano l’Italia, che scelgono in via esclusiva l’Italia come Patria di adozione, imparando correttamente la lingua italiana, conoscendo adeguatamente la cultura italiana, rispettando le regole della civile convivenza e le leggi laiche dello Stato, condividendo i valori fondanti della nostra civiltà, a cominciare dalla sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta individuale compresa la libertà religiosa. 

Nel più assoluto rispetto dei musulmani come persone, che al pari di tutte le persone sono depositari dei valori inalienabili della vita, dignità e libertà, così come vanno valutati singolarmente per le proprie azioni sulla base della responsabilità soggettiva che è il fondamento del nostro Stato di diritto, dobbiamo prendere atto che l’islam come religione non a caso non è riconosciuto dallo Stato perché contrasta con l’articolo 8 della Costituzione, sia perché non ha stipulato una Intesa con lo Stato sia soprattutto perché il suo ordinamento giuridico, la Sharia, è totalmente incompatibile con le nostre leggi, regole e valori. Ebbene nell’esercizio del diritto-dovere di salvaguardare la nostra civiltà e di essere pienamente noi stessi dentro casa nostra, senza in alcun modo discriminare e meno che mai criminalizzare i musulmani come persone, dobbiamo mettere fuorilegge l’islam come religione limitatamente a casa nostra, senza che ciò significhi la guerra ai musulmani o la guerra all’islam altrove nel mondo.

Cari amici, andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.