Lancio un appello al Governo italiano per accogliere in Italia Asia Bibi e la sua famiglia. È stata assolta ma rischia di essere uccisa dai terroristi islamici

Cari amici, oggi celebriamo una vittoria della giustizia in uno Stato islamico tra i più integralisti al mondo, il Pakistan. Una donna cristiana cattolica, Asia Bibi, madre di cinque figli, dopo aver trascorso nove anni e mezzo in carcere in attesa dell’esecuzione della condanna a morte perché avrebbe offeso Maometto, è stata definitivamente assolta dalla Corte Suprema che l’ha dichiarata innocente dall’accusa di blasfemia, per la "mancanza di prove oltre ogni ragionevole dubbio".

Asia Bibi era stata arrestata nel 2009 e condannata a morte nel 2010, in seguito alla denuncia di alcune donne musulmane per blasfemia contro Maometto perché, dopo aver bevuto da un pozzo per lei proibito in quanto "infedele cristiana" e quindi "impura", Asia Bibi avrebbe detto: "Credo nella mia religione e in Gesù Cristo, morto sulla croce per i peccati dell'umanità; cosa ha mai fatto il vostro profeta Maometto per salvare l'umanità?". 

Asia Bibi ha sempre negato di aver detto quelle parole e di aver offeso Maometto. In Pakistan la blasfemia, cioè l’oltraggio all’islam, al Corano, ad Allah e a Maometto, è un gravissimo reato penale sanzionato con la condanna a morte.

Ma ora si teme per la vita dei familiari di Asia e di chiunque ne abbia favorito l’assoluzione. "È la notizia più bella che potessimo ricevere – ha detto il marito di Asia Bibi, Ashiq Masih – è stato difficilissimo in questi anni stare lontano da mia moglie e saperla in quelle terribili condizioni. Ora finalmente la nostra famiglia si riunirà, anche se purtroppo dubito che potremo rimanere in Pakistan".

Sono in tanti a temere la reazione violenta degli estremisti islamici che avrebbero voluto vederla impiccata. A partire dal suo avvocato, il musulmano Saiful Malook, che ha detto: "È una grande notizia per il Pakistan e per il resto del mondo. Asia Bibi ha ottenuto giustizia. Ma abbiamo molta paura di quanto potrà succedere. In questo Paese ci sono molti fondamentalisti. Io e la mia famiglia siamo in grave rischio, specie perché io sono un musulmano che difende una cristiana accusata di aver commesso blasfemia". 

Si teme anche per la vita dei giudici della Corte Suprema che l’hanno assolta. Oltre trecento poliziotti presidiano il palazzo della Corte Suprema e unità dell’esercito sono stanziate a difesa degli altri edifici istituzionali e delle chiese. 

La svolta è stata agevolata dal nuovo corso del Pakistan da quando lo scorso 17 agosto si è insediato come Primo ministro Imran Ahmed Niazi Khan, ex campione mondiale di cricket, un musulmano moderato.

Sul versante opposto Khadim Hussain Rizvi, capo del partito islamista Tehreek-e-Labbaik Pakistan, ha indetto una protesta nazionale contro l'assoluzione di Asia Bibi. Si temono massacri come quelli avvenuti a Gojra nel 2009 e a Joseph Colony nel 2013. 

Per aver difeso Asia Bibi fu assassinato il governatore del Punjab, Il musulmano Salmaan Taseer, che si era recato a trovarla in carcere. Fu ucciso il 4 gennaio 2011 a Islamabad da una delle sue guardie del corpo. Due mesi dopo, fu assassinato da terroristi islamici anche il Ministro per le Minoranze religiose Shahbaz Bhatti, cristiano cattolico, che aveva denunciato la legge sulla blasfemia e si era schierato a favore della liberazione di Asia Bibi. 

Cari amici, questa tragica vicenda ci fa comprendere come il problema non siano i musulmani in quanto persone, bensì l’islam in quanto religione. Con i musulmani veramente moderati, cioè sostanzialmente laici, che antepongono la ragione e il cuore ad Allah e a Maometto, noi possiamo dialogare e convivere. Ma per i musulmani che ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto, tutti coloro che non sono a loro immagine e somiglianza devono essere uccisi. 

Cari amici, lancio un appello al Governo italiano per concedere l’asilo umanitario ad Asia Bibi e alla sua famiglia, prodigandosi per il loro immediato trasferimento in Italia prima che i terroristi islamici compiano delle sanguinose ritorsioni. Nel 2006 l’Italia concesse l’asilo umanitario a un afghano musulmano convertito al cristianesimo, Abdur Rahman, che rischiava la condanna a morte per apostasia. All’epoca c’era Silvio Berlusconi a capo del Governo. Se dovesse metterci una buona parola Papa Francesco, sarebbe un’opera buona da parte del Capo della Chiesa cattolica.