Buongiorno amici. A Roma e a Milano oggi si svolgono due manifestazioni «per la pace». Di fatto entrambe le manifestazioni sono contro la Russia e a favore dell'Ucraina. 

Così come nel corso della criminale gestione della procurata pandemia di Covid-19, chiunque volesse sollevare una qualsiasi perplessità sui farmaci a terapia genica sperimentale fraudolentemente spacciati per “vaccini”, doveva obbligatoriamente prima assicurare che non era un “no vax”, oggi chiunque voglia manifestare dei dubbi sulla strategia degli Stati Uniti e della Nato deve obbligatoriamente prima assicurare che non è “filo-russo” o “filo-Putin”, ma all'opposto è acriticamente schierato dalla parte dell'Ucraina e di Zelensky.

La pace che entrambe le manifestazioni immaginano è con la Russia sconfitta militarmente, comunque costretta a ritirare il proprio esercito dalla Crimea e dal Donbass, preferibilmente senza Putin che dovrebbe essere eliminato da un suo stretto collaboratore venduto al nemico o da un missile della Nato; mentre l'Ucraina vincitrice, avamposto della Nato, imporrà la smilitarizzazione e la denuclearizzazione della Russia, l'arresto e il processo di Putin per «crimini contro l'umanità», sempre che non venga fatto fuori prima, l'insediamento di un nuovo potere «democratico», ossia filo-occidentale, l'occupazione della Russia, il saccheggio delle sue risorse minerarie, la spartizione del suo territorio in entità etnico-confessionali che scateneranno una infinità di guerre civili che coinvolgeranno il Mondo intero. 

La manifestazione di Roma si svolge con queste parole d'ordine: «Condanniamo l’aggressore, rispettiamo la resistenza ucraina, ci impegniamo ad aiutare, sostenere, soccorrere il popolo ucraino, siamo a fianco delle vittime e con chi rifiuta la logica della guerra e sceglie la non violenza». E poi: «Cessate il fuoco subito, negoziato per la pace, al bando tutte le armi nucleari, solidarietà con il popolo ucraino e con le vittime di tutte le guerre». 

La manifestazione di Milano più sfacciatamente è organizzata dai «non equidistanti», quelli che sono esplicitamente schierati con l'Ucraina, che non vogliono la fine del conflitto ad ogni costo, che di fatto non vogliono la pace perché la concepiscono come la resa dell'Ucraina. 

Sarebbe stato più corretto qualificarle come «manifestazioni per l'Ucraina» e per la pace «solo dopo la sconfitta militare della Russia e l'eliminazione di Putin». 
Il nodo è sempre quello: fintantoché non si riconosceranno le legittime rivendicazioni storiche della Russia in Crimea e nel Donbass, fintantoché si continuerà a manipolare Zelensky e a strumentalizzare l'Ucraina per conseguire la strategia degli Stati Uniti e della Nato di conquistare e saccheggiare la Russia, non solo non potrà esserci nessuna pace, ma si continuerà a soffiare sul fuoco dell'Apocalisse nucleare. 
Perché è chiaro che, se dopo aver consentito agli italiani e agli europei di scendere in piazza e a scandire degli slogan, facendo immaginare loro che starebbero manifestando per la pace, nel momento in cui nulla cambierà sul campo di battaglia, gli Stati Uniti e la Nato si riterranno più legittimati a un'azione di forza che, inevitabilmente, sfocerà nella prima e probabilmente l'ultima guerra nucleare mondiale che sterminerà l'umanità e distruggerà il Mondo. 

Proprio ieri l'Italia, come accade tutti gli anni, ha commemorato il «Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate». Ebbene, se gli organizzatori delle manifestazioni, tra cui primeggiano la Chiesa cattolica e i partiti della Sinistra, conoscessero la Storia e se fossero in buona fede, così come condannano l'annessione della Crimea e del Donbass alla Russia, dovrebbero condannare anche l'annessione di Trento e di Trieste all'Italia nel 1918, che facevano parte dell'Impero Austro-Ungarico. 

Non ci possono essere due pesi e due misure nella valutazione degli eventi della Storia. Ma soprattutto non ci sono possono essere tergiversazioni e fatali equivoci sulla prospettiva dell'Apocalisse nucleare. In ogni caso, piaccia o meno, nella Storia, così come attesta anche la “liberazione” di Trento e di Trieste, la pace è sempre stata conquistata con le armi, la pace è sempre stata imposta dal vincitore sul campo di battaglia. 
Anche coloro che oggi manifestano «per la pace», in cuor loro sanno bene che la pace potrà aversi solo quando vincerà uno dei due belligeranti, la Nato che usa l'Ucraina come paravento, e la Russia. Purtroppo se si dovesse arrivare allo scontro frontale tra le due maggiori potenze nucleari del Mondo, non ci saranno né vincitori né vinti, semplicemente tutti noi non ci saremo più.

Chi vuole veramente la pace, come è il caso degli 11 intellettuali firmatari di un Appello del 18 ottobre 2022 (tra cui Cacciari e Veneziani), deve necessariamente prendere atto della realtà storica dell'appartenenza della Crimea alla Russia e della violenta repressione delle popolazioni russe del Donbass dal 2014, che pertanto è del tutto falso sostenere che la guerra è iniziata il 24 febbraio del 2022 con l'invasione dell'esercito russo. 

Cari amici, andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo a far rinascere la nostra civiltà, salvare gli italiani, riscattare l'Italia.

Buongiorno, amici!

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Casa della Civiltà

Sabato 5 novembre 2022