Cari amici buona domenica. La maggioranza degli italiani si limita a denunciare, accusando qualcun altro di tutto ciò che non va. È affetta dalla “denuncite”, una epidemia ben più grave del Coronavirus. La sterile denuncia fine a se stessa è lo sfogatoio di massa che ci consente di esternare la nostra rabbia e di trasformare le nostre frustrazioni in urla e imprecazioni, sostanzialmente in parole che evaporano nel nulla. La “denuncite” è la finta catarsi che ci da l’impressione di esserci liberati di tutto ciò che non va ma in realtà nulla concretamente cambia. 

Alla fine, dopo aver lungamente e inutilmente denunciato, ci rassegniamo alla sconfitta senza combattere realmente. La “denuncite” è prodotta nel laboratorio dei Poteri forti per addomesticare la massa, consentendole di liberarsi dell’aggressività primordiale, inalando gradualmente il virus della rassegnazione per il quale non ci sono vaccini, fino a provocare la sottomissione che corrisponde alla morte interiore che è la morte peggiore, perché si sopravvive fisicamente rinunciando alla propria dignità e libertà. Antropologicamente la “denuncite” ci riduce a un semplice tubo digerente, alienando la nostra umanità e annullando la nostra idealità. Concretamente ci sentiamo soddisfatti sopravvivendo fisicamente all’interno di un recinto, perdendo definitivamente la capacità di volare alto per individuare una prospettiva qualitativamente migliore oltre lo steccato della dittatura finanziaria, sanitaria e informatica.

Cari amici l’unico antidoto alla “denuncite” è dentro di noi, è la nostra scelta di far prevalere la ragione e il cuore, rimboccandoci le maniche e mettendoci la faccia per assumerci in prima persona la nostra parte di responsabilità nella comune missione finalizzata a recuperare il nostro inalienabile diritto alla vita, dignità e libertà.

A 68 anni ho deciso di dare il mio contributo promuovendo l’associazione di formazione culturale e di mobilitazione civile “Insieme ce la faremo”. Non è un partito e non intende diventare un partito, ma una scuola di vita per fortificarci dentro e uno strumento di aggregazione per vincere la rassegnazione e essere pienamente noi stessi dentro casa nostra. Questa mia testimonianza è l’eredità che lascio ai miei figli e ai miei nipoti, affinché possano vivere in un’Italia migliore.

Cari amici, se volete dare il vostro contributo da Protagonisti consapevoli e determinati per riscattare la sovranità nazionale dell’Italia, affermare il primato del bene degli italiani, far rinascere la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe, aderite all’Associazione di formazione culturale e di mobilitazione civile “Insieme ce la faremo” inviando una mail a :

adesione@insiemecelafaremo.org

Nella richiesta di adesione indicate le seguenti generalità:

Nome

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Comune

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Professione

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Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.