https://youtu.be/j8pKrz2kUrU

Cari amici buongiorno. In Italia è esploso uno scontro tra Stato e Regioni, tra i partiti di destra e di sinistra, tra i politici che trasversalmente sono fideisticamente pro-vaccini anti Covid-19 e i politici che sollevano perplessità sulla gestione della pandemia, ovviamente con i giornali e le televisioni che pescano nel torbido per accaparrarsi un po' più di denaro dalle vendite e dalla pubblicità.
Apparentemente l'oggetto del contendere è il reintegro negli ospedali statali dei medici etichettati e criminalizzati come “no vax”. Ma stando ai dati forniti da Filippo Anelli, Presidente degli Ordini dei Medici (Fnomceo), si tratta di soli 1.878 medici su 103.092 medici, vale a dire l'1,8% del totale.
Queste le parole di Anelli: «Al 31 ottobre erano 4004 i medici e odontoiatri sospesi. Di questi, 3543 i medici, 461 gli odontoiatri e 325 i doppi iscritti. Andando però a vedere l'età dei sospesi, il 47% dei 3543 medici, vale a dire 1665, ha più di 68 anni ed è quindi fuori dal Servizio sanitario nazionale. Gli infermieri da reintegrare sono invece circa 2.600 e 1.194 sono i farmacisti». Quindi, sottraendo 1665 medici in pensione da complessivi 3543 medici sospesi, i medici che effettivamente devono essere reintegrati sono appena 1.878 medici.
In Italia tutto è possibile. Anche uno scontro frontale a livello nazionale per la sorte dell'1,8% dei medici ospedalieri.
Ma è evidente che il vero oggetto del contendere è la valutazione scientifica e giuridica della gestione della pandemia di Covid-19, con le sue ricadute sociali ed economiche, che prospettano in caso di indagini e processi giudiziari una serie di reati di estrema gravità per la violazione di diritti basilari della persona sanciti dalla nostra Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite, prospettando delle severe condanne di natura penale e civile di tale portata da provocare un terremoto politico e istituzionale.

Nel suo discorso programmatico alla Camera del 25 ottobre, il neo-Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha preannunciato l'insediamento di una “Commissione d'inchiesta”: «Occorrerà fare chiarezza su quanto avvenuto durante la gestione della crisi pandemica: lo si deve a chi ha perso la vita e a chi non si è risparmiato nelle corsie degli ospedali, mentre altri facevano affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori.»
La Meloni ha criticato la gestione della pandemia: «L’Italia ha adottato le misure più restrittive dell’intero Occidente, arrivando a limitare fortemente le libertà fondamentali di persone e attività economiche, ma, nonostante questo, è tra gli Stati che hanno registrato i peggiori dati in termini di mortalità e contagi. Qualcosa decisamente non ha funzionato e, dunque, voglio dire, fin d’ora, che non replicheremo, in nessun caso, quel modello.»
Ma, molto esplicitamente, la Meloni ha assolto i medici e denunciato i politici e i burocrati: «Il Covid è entrato nelle nostre vite quasi tre anni fa e ha portato alla morte di oltre 177 mila persone, in Italia. Se siamo usciti al momento dall’emergenza è soprattutto merito del personale sanitario, della professionalità e dell’abnegazione con le quali ha salvato migliaia di vite umane. A loro, ancora una volta, va la nostra gratitudine.». In un altro passaggio del suo discorso ha detto: «L’informazione corretta, la prevenzione e la responsabilizzazione sono più efficaci della coercizione, in tutti gli ambiti, e l’ascolto dei medici sul campo è più prezioso delle linee guida scritte da qualche burocrate, quando si ha a che fare con pazienti in carne ed ossa. Soprattutto, se si chiede responsabilità ai cittadini, i primi a doverla dimostrare sono coloro che la chiedono.»

Cari amici, pur apprezzando la decisione del nuovo Presidente del Consiglio di fare chiarezza sulla gestione della pandemia di Covid-19, ritengo che sia limitativo indagare su questioni di natura economica, come gli «affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori». Il vero problema non sono i soldi rubati, ma è la vita distrutta di 177 mila persone, la vita devastata di milioni di italiani che hanno perso il lavoro, subito delle lacerazioni familiari, in preda a malattie fisiche e psichiche anche come conseguenza dell'inoculazione forzata di farmaci di terapia genica sperimentale fraudolentemente spacciati per vaccini.
Ma noi siamo fiduciosi. Una crepa si è aperta nel fronte di chi continua ciecamente a sostenere una strategia criminale e suicida. Andiamo avanti. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.
Buongiorno amici!

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Casa della Civiltà

Giovedì 3 novembre 2022