Cari amici buongiorno. Quando nacqui 69 anni fa al Cairo, alla mia età ci si considerava dei miracolati. A cinquant’anni si era vecchi. Effettivamente si era fisicamente e visibilmente vecchi. Tutto il tempo ulteriore che il buon Dio concedeva era una grazia di cui essere riconoscenti giorno dopo giorno al Creatore fino a quando non fosse arrivata l’ora dell’addio alla nostra esistenza terrena. Nell’attesa il “vecchio” godeva di un particolare rispetto, a partire dal baciargli la mano. Diventava il vero “capo famiglia” che impartisce le istruzioni sulle scelte contingenti della quotidianità e concernenti il futuro di figli e nipoti. Veniva esentato dai lavori impegnativi, era servito e omaggiato, assurgeva a emblema dell’unità di una famiglia che si estendeva fino a quattro generazioni. Il passaggio generazionale si realizzava attorno ai vent’anni. A quell’età ci si sposava e si mettevano al mondo i figli, tutti raccolti in seno alla medesima famiglia. 

Oggi la soglia della vecchiaia si è spostata molto più avanti. A cinquant’anni si è ancora giovani. Solo a settant’anni ci si considera “non più giovani” ma sempre vitali. Il concetto di anzianità vera e propria, in senso fisico e mentale, subentra dopo gli ottant’anni. Mentre il cinquantenne dell’Egitto in cui sono nato e vissuto per vent’anni, diventava il “saggio” rispettato e riverito dalla famiglia che si estendeva a quattro generazioni che in lui si identificavano, l’ottantenne di oggi in Italia è prevalentemente una persona che vive da solo a casa propria o in una casa per anziani, che può mediamente contare dopo di lui due o una sola generazione, considerando che il primo figlio lo si mette al mondo dopo i trent’anni, che la maggioranza degli italiani si limita a un figlio, che molti figli restano senza prole sia per ragioni economiche sia perché si è persa la cultura della vita, della rigenerazione della vita, della famiglia, della maternità e dei figli come ciò che dà un senso compiuto alla vita.

Oggi a 69 anni mi sento sostanzialmente giovane, nel senso di vitale sul piano fisico e mentale. Sono felice di essere padre di tre figli e nonno di tre nipotini, anche se l’unità della famiglia tradizionale si è incrinata con la fine dei miei due matrimoni. Per me i figli sono stati, sono e saranno ciò che ispira la mia vita e fortifica la mia determinazione a dare il meglio di me stesso. La vera eredità che lascerò loro è una testimonianza di vita in cui giorno dopo giorno si realizza concretamente ciò che riteniamo essere la verità e ciò in cui crediamo come valori. 

In parallelo sento di avere una nuova vita davanti per dare il mio contributo al successo della comune missione per riscattare la nostra amata Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, per affermare la centralità del primato del bene degli italiani, per far rinascere la nostra civiltà precipitata nella decadenza. 

Così come sono convinto che senza i miei figli non avrei mai trovato in me le risorse che mi hanno consentito di diventare ciò che sono, ugualmente nutro un debito di gratitudine nei confronti dell’Italia che ho scelto e che amo come la mia Patria. 

Oggi tutti noi italiani siamo chiamati a dare il proprio contributo per difendere l’Italia dalla prospettiva di essere fagocitata e annullata dal Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata, trainato dalla dittatura della Cina capital-comunista; per salvaguardare gli italiani dalla prospettiva dell’estinzione a causa del tracollo demografico e dell’auto-invasione di clandestini che porterà all’omogeneizzazione e omologazione dell’intera umanità; per prevenire la sostituzione della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe con la dittatura dell’islam intrinsecamente incompatibile con le nostre leggi, regole e valori.

Nel giorno del mio 69esimo compleanno mi sento felice perché ho la vitalità per continuare a testimoniare l’amore per la mia famiglia e per l’Italia. Vi ringrazio di cuore anticipatamente degli auguri da parte di tantissimi amici che mi confortano e incoraggiano ad andare avanti fino al successo della comune missione. Con l’aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

22 aprile 2021

Potete vedere il video della mia riflessione sui miei 69 anni cliccando 

https://youtu.be/KGMgUzlQ-CU