Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. Nella inveterata esterofilia degli italiani, propensi a credere che ciò che dicono o fanno gli stranieri siano migliori e che denuncia una radicata crisi di autostima, i mezzi di comunicazione di massa hanno rilanciato con grande enfasi l’affermazione di Elon Musk «Se queste tendenze continueranno, l'Italia non avrà più una popolazione».
L’uomo più ricco del Mondo, nato in Sudafrica, cittadino canadese naturalizzato americano, da anni focalizza la sua attenzione sul tracollo demografico che affligge in modo particolare gli Stati più ricchi. Contrastando il pensiero dominante sul sovraffollamento del Pianeta, fatto proprio dalle Nazioni Unite e dai circoli dei “potenti” della Terra, in primis il “Forum dell’Economia Mondiale” di Davos, Musk ha invece sostenuto: «In molti, compresi i più intelligenti, pensano che ci siano troppe persone nel mondo e pensano che la popolazione stia crescendo senza controllo. È proprio il contrario. Per favore, guardate i numeri: se le persone non avranno più figli, la civiltà crollerà, ricordate le mie parole. Il pericolo più grande che dovrà affrontare il Mondo nei prossimi 20 anni sarà il collasso della popolazione».
Musk, che è padre di sette figli, ha sottolineato che il tracollo demografico non è imputabile direttamente alla scarsità di risorse: «Contrariamente a quello che pensano in molti, più una persona è ricca e meno figli ha. Io sono una rara eccezione».

L’affermazione di Musk in Italia trova riscontro nei dati dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica). ll Presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo, intervenuto agli “Stati Generali della Natalità” il 12 maggio 2022 a Roma, aveva detto: «Se non verrà invertita la rotta con misure strutturali, nel 2050 l’Italia avrà 5 milioni di abitanti in meno: solo poco più di una persona su due sarebbe in età da lavoro, con un 52% di persone tra i 20-66 anni che dovrebbero provvedere sia alla cura e alla formazione delle persone sotto i venti anni (16%), sia alla produzione di adeguate risorse per il mantenimento e l’assistenza ai pensionati (32%). In questo quadro le nascite annue potrebbero scendere nel 2050 a 298 mila unità».
Si è passati da un milione di nascite all’anno negli anni Settanta contrassegnati dal boom economico, alle attuali meno di 400 mila nascite all’anno. Il tasso di natalità è crollato dal 2,1 per cento fino al 1976, che salvaguarda il ricambio generazionale con due figli che sostituiscono i due genitori, all’1,29 per cento attuale che inesorabilmente prospetta l’estinzione della popolazione italiana autoctona.
Nel 2021 l’Italia ha registrato il suo tasso di natalità più basso di sempre con poco più di un figlio per donna. Per ogni mille abitanti, si registrano 7 neonati e 12 morti. Se questa tendenza non dovesse cambiare, l’Istat ritiene che la popolazione italiana diminuirà del 20% entro il 2070, con 12 milioni di persone in meno.

Chiarisco che le ragioni per cui Musk è preoccupato per il tracollo demografico concernono i suoi affari. «Dobbiamo diventare una specie multi-planetaria», ha detto Musk che sogna di trasferire gli esseri umani su Marte per «salvarli dall'estinzione», utilizzando i vettori spaziali messi a disposizione della sua azienda SpaceX.
Musk pensa di salvare l’umanità anche “migliorando” la razza umana, impiantando nel cervello degli elettrodi e dei microchip per consentire una comunicazione diretta tra il cervello e le macchine: «Si potrebbe pensare all'umanità come a un boot loader biologico per la super-intelligenza digitale». Il boot loader, in informatica, è quella parte minima di codice di un sistema operativo che permette al computer di avviarsi. Per Musk il cammino verso l'intelligenza artificiale necessiterà di una base biologica perché «non ci si evolve con i soli circuiti». Ebbene, è la sua società Neuralink che produce questi microchip.

Cari amici, non era sicuramente necessario che Musk dicesse che le popolazioni dell’Italia, al pari di quelle del Giappone, della Corea del Sud e di Hong Kong, stanno per estinguersi perché non si fanno più figli in percentuale adeguata a salvaguardare l’equilibrio demografico. E sicuramente non condividiamo le sue ragioni imprenditoriali, che prospettano delle colonie umane su Marte e il transumanesimo con la creazione di persone governate dalle macchine.
Ma dobbiamo certamente prendere atto che il nostro tracollo demografico e la prospettiva di estinguerci come popolazione in pochi decenni rappresenta la più grave emergenza di sempre. Serve urgentemente una strategia politica che promuova la crescita della natalità degli italiani, incentrata sulla cultura della vita, della famiglia naturale, della maternità e della procreazione. Questa strategia deve contemplare l’affermazione della cultura della vita e della rigenerazione della vita e, in parallelo, degli adeguati aiuti finanziari a partire da uno stipendio mensile congruo alle madri riconoscendo la valenza economica del lavoro domestico.
Servirà comunque un miracolo per passare dall’attuale tasso di natalità che registra poco più di un figlio per madre fertile a 2,1 figli. Ma se non faremo subito la nostra parte, questo miracolo non potrà mai realizzarsi. Noi dobbiamo credere che questo miracolo si realizzerà. Cominciamo con l’acquisire la consapevolezza della realtà, a far propria la cultura della vita e a condividere l’obiettivo della crescita della natalità degli italiani.

Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l’aiuto del Signore, insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

Lunedì 30 maggio 2022