Non condivido politicamente il nuovo Governo M5S-Pd ma lo rispetto perché è legittimo costituzionalmente

Cari amici, nella disputa in corso sulla formazione di un nuovo Governo tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico dobbiamo distinguere tra la sfera della politica e la sfera della Costituzione, così come dobbiamo distinguere tra la dimensione delle idee e la dimensione delle persone.

Io non sono un elettore o un simpatizzante né del M5S né del Pd. Ma rispetto i quasi 11 milioni di italiani che alle elezioni del 4 marzo 2018 hanno votato il M5S e gli oltre 6 milioni di italiani che hanno votato il Pd. 

Sono assolutamente contrario all’ideologia globalista, eurocratica, immigrazionista, multiculturalista, relativista, unisessualista e islamofila condivisa dal M5S e dal Pd, che si traduce nella fine dell’Italia come Stato nazionale sovrano e nella perdita della nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe.

Sono assolutamente contrario alla cultura della morte condivisa dal M5S e dal Pd, favorevoli all’aborto, all’eutanasia, all’utero in affitto, allo scardinamento della centralità della famiglia naturale legittimando il diritto al matrimonio omosessuale e all’adozione di figli da parte di coppie dello stesso sesso, in un contesto tragico in cui l’Italia in particolare e l’Europa in generale stanno morendo demograficamente perché hanno cessato di fare figli e perso la cultura della vita.

Sono assolutamente contrario all’ideologia statalista condivisa dal M5S e dal Pd che attribuisce allo Stato centralizzato il ruolo egemone nell’amministrazione e nello sviluppo, nonostante sia il principale ostacolo ad una efficiente amministrazione e a uno sviluppo virtuoso, costando la metà del Pil (800 miliardi su un Pil di 1.600 miliardi di euro), rivelandosi onerosissimo, corrotto, inefficiente, vessatorio e aguzzino nei confronti dei cittadini e degli imprenditori. 

Sono assolutamente contrario alla prospettiva condivisa dal M5S e dal Pd di un Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata che si è appropriata dell’economia reale immettendo sul mercato un ammontare di moneta virtuale che supera di trentatré volte il Pil (Prodotto interno lordo) di tutti gli Stati del mondo messi insieme, che porta all’abbattimento delle frontiere, all’eliminazione degli Stati nazionali, allo sradicamento delle identità localistiche, ad una umanità omogeneizzata e omologata in cui ciascuno di noi sarà ridotto a semplice strumento di produzione e di consumo della materialità al più basso costo possibile. 

Ebbene la mia contrarietà all’insieme di queste idee, anche se espressa in modo radicale, deve tuttavia manifestarsi nel contesto del confronto-scontro politico, non esclusivamente in seno all’attività dei partiti che sono uno strumento per esercitare la democrazia ma non sostanziano la democrazia, così come non devono monopolizzare la democrazia come purtroppo avviene in Italia dove di fatto la partitocrazia ha sostituito la democrazia. Ma la mia contrarietà all’insieme delle idee avverse non deve tradursi nella loro condanna di illegittimità a meno che non si tratti di reati che violano la Costituzione e le leggi.

Ugualmente la mia legittima critica ai politici che manifestano le idee che io non condivido, anche se espressa in modo radicale, non deve mai sfociare nella criminalizzazione degli avversari politici, finendo per essere percepiti come nemici da eliminare anche fisicamente.

Non condivido su un piano politico il nuovo Governo M5S-Pd ma lo rispetto su un piano costituzionale. È del tutto infondata l’insinuazione che sarebbe un governo illegittimo. È invece un Governo assolutamente legittimo costituzionalmente, anche se criticabile politicamente. Esattamente come lo è stato il precedente Governo M5S-Lega. Anche la Lega, al pari del Pd, dopo aver concorso alle elezioni con una propria coalizione politica, si è sfilata dopo il voto per fare un Governo con il M5S che è un soggetto politico diverso e avverso. Sia la Lega sia il Pd si sono comportati in modo difforme rispetto all’impegno preso con i propri elettori prima del voto. Entrambi sono criticabili politicamente, ma i Governi fatti con il M5S sono legittimi conformemente alla nostra Costituzione.

Aggiungo che sarebbe grave se si sciogliesse il Parlamento e si andasse a nuove elezioni, 15 mesi dopo quelle del 2018, perché i sondaggi premiano un partito anziché un altro. Se si creasse un precedente simile, la nostra democrazia sarebbe alla mercé di speculatori che manipolando i sondaggi distruggerebbero la nostra democrazia e il nostro Stato di diritto. 

Cari amici, il nuovo Governo M5S-Pd potrebbe rivelarsi salutare se obbligherà tutti gli italiani ad aprire gli occhi e fare chiarezza sulle idee, i valori e la prospettiva. Proprio il fatto che tra il M5S e il Pd c’è una sostanziale affinità nella loro concezione della persona, della comunità, dello Stato, dello sviluppo e della prospettiva dell’Italia, potrebbe essere l’occasione storica per creare un fronte politico avverso coeso che non solo rigetta le loro idee, ma propone e persegue una visione qualitativamente diversa dello Stato, dello sviluppo e della società.

Affinché ciò si realizzi dobbiamo liberarci della malattia infantile della denuncia fine a stessa che, nutrendosi della criminalizzazione delle idee e della demonizzazione degli avversari politici, rischia di farci precipitare in una pericolosissima guerra civile che dobbiamo prevenire e scongiurare nel modo più assoluto. Dobbiamo pertanto riconcepire la politica non più come spettacolo urlato e rissoso ma bensì percorso di formazione culturale per passare dalla denuncia alla proposta, per recuperare i valori che ci fortificano dentro e ci restituiscono la certezza e l’orgoglio di chi siamo, per  individuare la prospettiva che corrisponda al riscatto della sovranità dell’Italia, al ripristino della centralità del bene degli italiani, alla rinascita della nostra civiltà decadente. Andiamo avanti con la schiena dritta e a testa alta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.