Buongiorno amici. Salviamo la nostra bellissima Italia e la nostra straordinaria civiltà prima che sia troppo tardi. Siamo in assoluto il Paese più bello al mondo, il nostro patrimonio ambientale nella sua sconfinata diversità è inestimabile. Abbiamo il patrimonio culturale più cospicuo al mondo, testimonianza inconfutabile che l’Italia è stata un faro di civiltà per l’intera umanità. Il nostro patrimonio umano è invidiato ovunque nel mondo perché la creatività degli italiani, in ogni aspetto dello scibile umano, è qualitativamente migliore e si traduce in opere ineguagliabili. 

Parlando qualche giorno fa con un caro amico, anche lui come me cittadino italiano nativo della sponda meridionale del Mediterraneo, abbiamo ricordato con nostalgia e tristezza i nostri Paesi d’origine negli anni Cinquanta e Sessanta, il fatto che fossero delle belle società laiche e moderne, aperte alla civiltà europea, accoglienti e arricchite dalla presenza stabile da generazioni di comunità italiane, inglesi, francesi, greche e armene, rispettose delle fedi diverse cristiana e ebraica, con le donne autoctone emancipate che non indossavano il velo, mettevano il costume da bagno sulla spiaggia, potevano accedere a qualsiasi occupazione lavorativa o incarico di responsabilità. Ebbene tutto ciò è finito. L’Egitto che ho nel cuore, in cui sono nato e ho vissuto i miei primi vent’anni, non esiste più. Tutto è degradato sul piano sociale, umano, dello sviluppo e sul piano urbanistico. Il sopravvento del fanatismo nazionalista prima e del radicalismo islamico poi hanno spazzato via la più florida civiltà del Medio Oriente, il più bel museo a cielo aperto del mondo dopo l’Italia, ma che al pari dell’Italia potrebbe primeggiare valorizzando l’attività del turismo i cui proventi hanno una ricaduta benefica sull’insieme della popolazione.

Noi italiani stiamo assistendo e stiamo subendo il crimine epocale della condanna a morte della nostra amata Italia, con una classe e una cultura politica che hanno portato al discredito totale dello Stato e delle istituzioni pubbliche, a partire dalla classe politica, la Magistratura e la burocrazia statale; stanno devastando la nostra economia incentrata sulle micro, piccole e medie imprese, causando la scomparsa della classe media e la crescita degli italiani costretti alla povertà e alla vera e propria fame; stanno scardinando le fondamenta della nostra umanità, gestendo in modo del tutto arbitrario la pandemia di Covid-19, inculcandoci la paura del prossimo concependolo come potenziale untore che potrebbe procurarci la morte; stanno attuando la dissoluzione della nostra società negando la centralità della famiglia naturale e disincentivando la crescita della natalità, favorendo la cultura della morte tramite la legittimazione dell’aborto, dell’eutanasia, dell’eugenetica, dell’omosessualismo e dell’utero in affitto; stanno promuovendo la sostituzione etnica e confessionale e civile della nostra popolazione spalancando incondizionatamente e illimitatamente le nostre frontiere ai clandestini, prevalentemente di sesso maschile, tra i venti e i trent’anni, di fede musulmana; stanno dando il colpo di grazia a ciò che resta dell’indipendenza e della sovranità nazionale, svendendo l’Italia all’Eurocrazia e alla grande finanza speculativa globalizzata che stanno imponendo un Nuovo Ordine Mondiale che mette al centro la moneta, la cosificazione della persona, la virtualizzazione della vita, la robotizzazione della produzione, la dittatura della Rete. 

Cari amici, non voglio che arrivi il giorno in cui ricorderò con nostalgia e tristezza l’Italia che ho nel cuore e che ho scelto come mia Patria unica ed esclusiva, terra di civiltà, benessere e libertà, così come ricordo con nostalgia e tristezza l’Egitto degli anni Cinquanta e Sessanta che non esiste più. Noi italiani dobbiamo assumere come missione di vita l’impegno a riscattare la sovranità e l’indipendenza della nostra Italia, a riaffermare il primato del bene degli italiani, a far rinascere la nostra civiltà decadente. È un dovere che abbiamo nei confronti dei nostri figli e dei nostri nipoti. Noi possiamo farcela perché si tratta essenzialmente di essere pienamente noi stessi a casa nostra. Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Insieme ce la faremo.