Cari amici buongiorno. Finalmente i partiti, in piena campagna elettorale in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento il 25 settembre, sono stati costretti a parlare di un problema reale: l'aumento stratosferico e gravosissimo per le imprese e per le famiglie delle bollette energetiche, che si ripercuote a catena sull'intero sistema della produzione e dei consumi, con l'aumento considerevole delle materie prime, dei beni alimentari, dei manufatti artigianali e industriali.

Chiariamo subito che l'impennata degli aumenti del prezzo del gas e dell'elettricità è iniziata con la criminale gestione della pandemia di Covid-19 che ha costretto a restare segregati a casa decine di milioni di italiani. Nel gennaio 2022, rispetto al gennaio 2021, si registrò un aumento dell'energia elettrica del 55% e del gas del 41,8%. Pertanto la guerra iniziata ufficialmente il 24 febbraio 2022 con l'invasione della Russia in Ucraina non è la causa originaria degli aumenti, ma una causa aggiuntiva che, piaccia o meno, induce la Russia nel contesto della guerra e delle sanzioni economiche imposte dall'Occidente, a sanzionare gli Stati nemici riducendo o tagliando loro le forniture di gas determinando l'ulteriore aumento dei prezzi.
 
Vediamo subito come viene determinato il prezzo del gas in bolletta. L'indice di riferimento si chiama TTF, Title Transfer Facility, ed è l'indice del mercato dove avviene la compra-vendita di gas alla Borsa di Amsterdam, una piazza virtuale, che è diventata la piazza di riferimento per gli scambi sul mercato libero in Europa. Si considerano il TTF Spot, che indica il prezzo della fornitura di gas con consegna immediata, quanto si paga oggi per il gas che consegneremo domani; e il TTF Futures, i prezzi stimati per la consegna di gas nel lungo termine, quanto immagino di pagare tra due o tre mesi per la fornitura di gas sulla base della maggiore o minore disponibilità della materia prima. Il TTF Spot e il Ttf Futures determinano il valore del TTF mensile, la media aritmetica delle quotazioni giornaliere per il mese di fornitura, cioè quello precedente, un valore in euro per megawattora. Questo valore viene convertito in standard per metro cubo secondo i parametri stabiliti dall'Autorità di regolazione dell'energia, l'Arera (Autorità amministrativa indipendente dello Stato); a questo valore si aggiunge il margine di guadagno del fornitore. Il risultato determina il prezzo del gas in bolletta per la parte che attiene al costo dell'energia.
Il prezzo del gas alla Borsa di Amsterdam si è impennato da poche decine di euro nel 2005 fino a sfondare i 300 euro, con un aumento vertiginoso a partire dal 2020 con l'inizio dello «stato di emergenza» per il Covid-19, il confinamento di intere popolazioni nelle proprie case, il blocco delle attività produttive, la diffusione della paura e del panico tra i cittadini. 
È in questo contesto che i fondi finanziari speculativi, a partire dagli hedge fund, titoli che scommettono sul futuro deprezzamento degli stessi e il cui guadagno è la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di riacquisto, hanno scommesso sulla minore disponibilità di gas e provocato l'aumento vertiginoso dei prezzi non corrispondente ai volumi di gas realmente scambiati, speculando sull'incertezza geopolitica e forti del fatto che il TTF non è un mercato regolamentato.

Prendiamo quindi atto che il prezzo del gas che noi paghiamo è di natura speculativa. Non è il prezzo del gas realmente praticato dallo Stato produttore allo Stato acquirente. Nel caso specifico del gas russo da cui dipendiamo per il 46% del nostro fabbisogno complessivo, il prezzo che noi cittadini paghiamo in bolletta non è il prezzo reale d'acquisto praticato dalla Gazprom, la multinazionale controllata dal Governo russo, all'Eni, l'Ente nazionale idrocarburi, la multinazionale controllata dal Governo italiano, ma è il prezzo virtuale speculativo stabilito dalla Borsa non regolamentata di Amsterdam, le cui oscillazioni sono determinate da fondi e titoli speculativi che investono sul tracollo del mercato del gas facendo impennare i prezzi.

Ebbene la soluzione è semplice: se il Governo italiano avesse realmente a cuore l'interesse supremo dello Stato e il bene primario degli italiani, abbandoni immediatamente il riferimento al TTF e stabilisca il prezzo del gas in bolletta sulla base del costo realmente pagato dall'Eni alla Gazprom nel caso del gas russo.
A ciò dobbiamo aggiungere che se il gas fornito oggi nelle case e nelle aziende italiane è gas acquistato e immagazzinato sei o tre mesi fa, il prezzo in bolletta deve fare riferimento al costo pagato all'epoca, non al prezzo attuale che è comunque aumentato in conseguenza della reazione della Russia al sostegno militare dell'Occidente all'Ucraina e alle sanzioni economiche e finanziare imposte.

Senza essere esperti di questioni energetiche e limitandoci a metterci nei panni dei padri o delle madri che si vedono arrivare a casa la bolletta della luce e del gas e sono invitati a pagarla alla data stabilita, ebbene ciò che emerge è che il costo dell'energia si aggira attorno al 50%, mentre il restante circa 50% sono soldi che vanno allo Stato sotto forma di accise, Iva, spese di trasporto e oneri di sistema. Queste percentuali possono modificarsi in considerazione del mercato che sta implodendo a causa dell'impennata dei prezzi.
Ebbene, anche per quanto concerne la quota in bolletta che va allo Stato, sempre se il Governo avesse veramente a cuore l'interesse supremo dello Stato e il bene primario dei cittadini, dovrebbe decidere di porre fine a questo prelievo. 
Innanzitutto perché, nell'immediato, la priorità assoluta deve essere quella di salvare le imprese e di non devastare ulteriormente le famiglie che non sono realisticamente in grado di pagare delle bollette energetiche che arrivano a quintuplicare rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Su un piano di principio, si deve porre fine alla realtà fin troppo presente della miriade di tasse dirette e indirette che si debbono pagare con denaro già tassato alla fonte, affermando il principio che si applica un'unica tassa che corrisponda al doveroso contributo di ciascun cittadino, conformemente alla propria disponibilità, per sostenere l'insieme dei costi dei servizi di pubblica utilità. 
   
Cari amici, se il Governo italiano dovesse farci pagare il prezzo del gas reale, pattuito dall'Eni con le omologhe società operanti negli Stati produttori, e corrispondente al periodo in cui è stato effettivamente acquistato; e se il Governo italiano rinunciasse, anche temporaneamente alla quota di circa il 50% di costo della bolletta che viene incamerata dallo Stato, il risultato finale è che anziché pagare 100 euro pagheremmo circa 30 euro.
Ma sappiamo che ciò non avverrà. Di fatto il dibattito tra i partiti verte sul tetto massimo al prezzo del gas russo, salvo chiarire che è di competenza dell'Unione Europea, che è però contraria perché antepone la salvaguardia della liberalizzazione dei prezzi sulla salvaguardia del bene dei cittadini europei; su un tetto massimo a livello nazionale, che comporterebbe un cospicuo intervento dello Stato stimato tra i 15 e i 30 miliardi di euro, a cui il Presidente in carica Draghi è contrario perché porterebbe a un ulteriore indebitamento di uno Stato fin troppo indebitato; su ulteriori tasse agli extra-profitti o all'extra-gettito delle imprese, che tuttavia ammoniscono che si tratterebbe di iniziative incostituzionali.
Sono comunque tutti interventi che lascerebbero inalterata la struttura della bolletta energetica che paghiamo, che di fatto si traduce nella morte delle imprese e delle famiglie per favorire la grande finanza speculativa globalizzata e uno Stato onerosissimo, corrottissimo, inefficientissimo, vessatorio e aguzzino che antepone l'interesse degli speculatori e dei burocrati all'interesse degli imprenditori e dei cittadini che producono beni e servizi che sostanziano la ricchezza reale.
È fondamentale acquisire una corretta rappresentazione della realtà per procedere a una legittima e doverosa mobilitazione civile contro l'ennesimo crimine perpetrato contro l'Italia e gli italiani.
Andiamo avanti a testa alta e con la schiena dritta, forti di verità e con il coraggio della libertà. Con l'aiuto del Signore insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam
Presidente della Comunità «Casa della Civiltà»

Mercoledì 31 agosto 2022