Può un cristiano pregare con il rito islamico insieme ai musulmani? L’esempio di Leoluca Orlando è il preludio a un’unica religione universale?

Cari amici, può un cristiano partecipare attivamente alla preghiera islamica all’interno della moschea o comunque insieme ai musulmani? Può ripetere gli stessi gesti, stare in piedi allineato a ranghi serrati con i fedeli islamici, inchinarsi, inginocchiarsi, prostrarsi, accovacciarsi, tendere la mano in forma di supplica ad Allah? Il cristiano può sostanzialmente condividere la fede islamica restando cristiano e senza che di fatto sia un convertito all’islam? 

Mi sono posto queste domande osservando con stupore le fotografie che immortalano il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando mentre prega con i musulmani, sia in raduni all’aperto sia in moschea. Lo vediamo totalmente assorto e partecipe alla preghiera come se fosse uno dei fedeli islamici presenti. Due giorni fa vi avevo proposto un video con delle sue recentissime dichiarazioni in cui elogia il Corano, definendolo «la luce nel buio», «il sole durante il giorno», «ciò che illumina il cammino dell'uomo».

Non conosco Leoluca Orlando e non c’è nulla di personale nelle mie osservazioni. Sono piuttosto preoccupato per il diffondersi di un relativismo valoriale, che coinvolge anche la sfera religiosa, al punto di mettere tutto e il contrario di tutto sullo stesso piano, sostenendo che tutte le religioni sono buone. Ed è così che si finisce per legittimare l’islam alla stregua del cristianesimo, a prescindere dal fatto che ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto sono totalmente incompatibili con le nostre leggi, con le regole su cui si fonda la civile convivenza, con i valori che sostanziano la nostra civiltà. Mi domando: siamo di fronte a delle prove per forgiare un’unica religione universale che accomunerà indistintamente tutti coloro che credono in un dio unico, a prescindere dalla radicale diversità tra il nostro Gesù Cristo e l’Allah islamico? 

Cari amici, acquisiamo e diffondiamo informazione corretta, riscattiamo il nostro diritto di dire la verità in libertà anche nei confronti dell’islam come religione, senza mai mancare di rispetto ai musulmani e agli islamofili nostrani che vanno valutati dalla legge per i loro atti al pari di tutti i cittadini. Abbiamo il dovere di salvaguardare la certezza e l’orgoglio di chi siamo sul piano delle nostre radici, fede, identità e tradizione, per tramandare ai nostri figli i loro diritti inalienabili alla vita, dignità e libertà.