Buongiorno amici. Dopo essere stato bloccato da Facebook con il divieto di fare delle Dirette video per oltre un mese per una foto contestata pubblicata due anni e mezzo fa concernente una vittima degli eccidi perpetrati dai partigiani comunisti, ma soprattutto dopo l'atteggiamento da parte di Facebook e di Twitter di censura e di blocco dell'ex Presidente americano Donald Trump per la sua documentata e vibrante denuncia di una colossale frode elettorale, ho maturato la decisione di continuare a usare queste piattaforme ma non di farne più attivamente parte.

Concretamente significa che mi limiterò a pubblicare su Facebook, la principale piattaforma gestita da Mark Zuckerberg, fondatore, Presidente e Amministratore delegato del colosso mondiale della comunicazione e socializzazione virtuale, ma anche su Twitter, Instagram e tutte le altre piattaforme virtuali simili, solo la sintesi dei miei articoli, mentre chi vorrà leggerli integralmente lo potrà fare nel mio sito personale www.magdicristianoallam.it

Userò degli spazi di comunicazione indubbiamente rilevanti, considerando che Facebook raccoglie circa un miliardo e mezzo di utenti nel mondo, pari alla popolazione della Cina o dell'India. Ma sarà una presenza limitata con i contenuti essenziali.

Il messaggio principale è che io non mi considero parte della cosiddetta «community» o comunità di Facebook, quasi fosse la popolazione di uno Stato sovranazionale virtuale che impone le «regole della community», l'equivalente delle leggi vigenti all'interno di uno stato di diritto. Io sono esclusivamente e orgogliosamente cittadino italiano e faccio riferimento solo alle leggi dello Stato italiano. Un eventuale errore nella pubblicazione di una fotografia riguardante un fatto accaduto circa 75 anni fa e che ha solo una valenza storica, in Italia potrebbe comportare la richiesta di una rettifica, non il blocco della mia attività decretata da un algoritmo che è il giudice supremo di Facebook, sulla base di segnalazioni fatte da delatori professionisti, che in parte sono una sorta di «Polizia della verità» stipendiati da Facebook e in gran parte sono gruppi di pressione contrari alle idee mie o di chi è non è allineato con il pensiero dominante.

Questo pensiero dominante coincide con l'ideologia globalista, eurocratica, immigrazionista, multiculturalista, omosessualista, relativista e islamofila, che sostanziano la dittatura finanziaria che si avvale della dittatura mediatica e che oggi si ammanta della dittatura sanitaria. Di fatto Facebook, Twitter, Instagram e l'insieme delle piattaforme virtuali simili rappresentano la dittatura mediatica che operano per l'affermazione del Nuovo Ordine Mondiale assoggettato a un'unica valuta speculativa virtuale, a un pensiero unico dominante, a una religione unica mondiale. La prospettiva sarà un mondo senza più Stati nazionali eliminando le frontiere e annullando le identità localistiche, con una umanità meticcia omologata e omogeneizzata, senza radici, identità e valori. Tutti noi saremo ridotti a un semplice codice virtuale nella Rete, semplici strumenti di produzione e soprattutto di consumo della materialità grazie al «reddito di cittadinanza universale», semplici numeri che interagiscono virtualmente a distanza e partecipano a una democrazia virtuale fatta di votazioni all'interno della Rete.

Per un altro verso, ho ritenuto alquanto velleitaria e ingenua la scelta di abbandonare Facebook, Twitter, Instagram e Whatsapp, che è la piattaforma di messaggistica virtuale dello stesso gruppo di Zuckerberg, per «emigrare» in piattaforme simili appartenenti a altri magnati della comunicazione e socializzazione virtuale. Ho deciso che non ha senso immaginare che Zuckerberg, che secondo la più recente classifica redatta da Bloomberg Billionaires Index è il quinto uomo più ricco al mondo, sarebbe migliore o peggiore rispetto alla compatibilità con la nostra concezione della persona e della vita, rispetto a Elon Musk, che detiene la piattaforma di messaggistica virtuale Signal, titolare di Tesla che produce solo auto elettriche, di Neuralink che crea chip cerebrali, di Space X con cui ha annunciato di voler costruire una città su Marte per insediarci una colonia umana, ma che nel frattempo moltiplica la propria fortuna investendo un miliardo e mezzo di dollari nelle criptovalute per favorire il monopolio della moneta virtuale speculativa.

Quanto all'altra piattaforma di messaggistica virtuale, Telegram, fondata dall'imprenditore russo Pavel Durov e con sede a Dubai, creatore insieme al fratello Nikolaj della piattaforma di comunicazione sociale russa VK concepita come l'alternativa a Facebook, è un calderone dove dentro c'è tutto e il contrario di tutto, compresi terroristi e estremisti islamici per i quali sono un nemico dichiarato da eliminare.

Cari amici, il mio auspicio è che l'Italia si doti di una infrastruttura nazionale che consenta la creazione di piattaforme di comunicazione virtuale nazionali, tutelate dallo Stato italiano e che rispondono esclusivamente alle leggi italiane. Queste piattaforme e più in generale la comunicazione virtuale ha da tempo acquisito una estrema rilevanza per la sicurezza nazionale dello Stato. La sovranità informatica e mediatica è ormai parte essenziale della sovranità nazionale.

Nel mio piccolo difenderò e coltiverò il mio orticello, il mio sito personale, concependolo come la mia casa e la mia roccaforte della comunicazione virtuale. Utilizzerò tutte le altre piattaforme virtuali ma solo per valorizzare la mia casa virtuale. Senza più dipendere da chi promuove una concezione della vita contraria alla centralità della persona, della famiglia naturale, della cultura della vita, della comunità locale, dello Stato nazionale, dell'economia reale, della civiltà fondata su valori e regole.

Noi italiani che amiamo l'Italia andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà per riscattare l'Italia come Stato nazionale indipendente e sovrano, affermare il bene primario degli italiani, far rinascere la nostra civiltà. Insieme ce la faremo.

Magdi Cristiano Allam

16 febbraio 2021