Vivere con la paura è una sconfitta. Dobbiamo combattere il terrorismo islamico e prendere atto che l’islam è incompatibile con la nostra civiltà

Cari amici, ieri a New York la sfilata in maschera per la festa di origini celtiche di Halloween si è svolta ugualmente nonostante la strage perpetrata da un terrorista islamico. Si è svolta ma presidiata da agenti armati in assetto di guerra. 

Il Governatore di New York Andrew Cuomo ha così spiegato la decisione: "New York è un obiettivo per tutti coloro che sono contro la libertà e la democrazia. Andremo avanti più forti di prima. Se decidessimo di cambiare qualcosa nella nostra vita vorrebbe dire che avrebbero vinto loro e noi avremmo perso”. 

Ma siamo sicuri che noi avremmo vinto sfilando in maschera nelle strade blindate presidiate da agenti con il mitra spianato? O non è già una vittoria dei terroristi islamici costringerci a vivere in città blindate? 

Cari amici, dobbiamo essere consapevoli che l’obiettivo degli attentati terroristici islamici non è militare ma psicologico. Uccidono il maggior numero possibile di “nemici dell’islam” per inculcare in ciascuno di noi la paura. Non potranno mai eliminarci fisicamente perché noi siamo militarmente più forti. Ma potranno sconfiggerci quando la paura prenderà a tal punto il sopravvento che subiremo le loro atrocità senza reagire, finendo per sottometterci all’islam senza combattere. Più che alla nostra morte fisica il terrorismo islamico punta alla nostra morte interiore. 

Ecco perché è sbagliata l’idea che dovremmo abituarci a convivere con la paura del terrorismo islamico, auto-convincendoci che non avrebbe nulla a che fare con l’islam e con la speranza che un giorno prevalga un “islam moderato”. Dobbiamo invece combattere per sconfiggere il terrorismo islamico, così come dobbiamo avere l’onestà intellettuale e il coraggio umano di prendere atto che l’islam è incompatibile con la nostra civiltà. Solo così potremo riscattare il nostro inalienabile diritto ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.