Ricorro a un aneddoto per spiegare un punto fondamentale. La terribile morte di una dodicenne indiana ripetutamente violentata da un branco di uomini adulti e poi bruciata viva, ci riporta all’eterna, inoppugnabile, eppure negata realtà che in nessuna civiltà come in quella occidentale, cioè in quella ebraico cristiana, le donne abbiano rispetto e diritti.

La civiltà indiana ha interi templi che campano sulle prestazioni delle prostitute sacre, consegnate al tempio tra i sette e gli otto anni. La pedofilia è ammessa. Mancano in India circa 20 milioni di bambine, sterminate con aborti selettivi e infanticidi. Quando l’India fu conquistata dall’Impero britannico era ancora in uso la discutibile abitudine di bruciare vive le vedove sulla pira funebre del marito. Terminò perché l’impero britannico la vietò. Da qualche parte nel Pakistan, all’epoca faceva parte dell’India, contravvenendo alle disposizioni una vedova stava per essere bruciata. Alla

cerimonia si presentò lord William Bentinck, il generale britannico con annessi dragoni. «La nostra civiltà ci ordina di bruciare le vedove, lei non ha diritto di giudicarla», dissero gli indiani. «Io non esprimo giudizi », li rasserenò il generale. «Semplicemente appartengo a una civiltà che mi ordina di sparare su chi sta bruciando vivo una donna, i fucili ce li ho io ».

Quel luogo fu evitato e la bizzarra abitudine di bruciare vive le vedove fuabbandonata. Il movimento di emancipazione femminile, Oriana Fallaci, Hirsi Alì, Suad Sbai,  sta dalla parte del generale. Il movimento di liberazione femminile invece, "senza sé e senza ma", lo avrebbe condannato come colonialista, oppressione dei popoli. Vorrei spiegare questo punto fondamentale e vorrei prendere spunto dal bell’articolo di Giancarlo Matta, e soprattutto dalla strepitosa foto della signora Bonino, mentre con l’asciugamano d’ordinanza sulla testa parla nell’ Iran degli ayatollah, che si sta preparando a distruggere lo Stato d’Israele con un Olocausto nucleare, ma noi siamo educati e facciamo tutti finta di credere che una nazione che galleggia sul petrolio abbia bisogno di centrali atomiche. Il femminismo ha avuto due parti, il movimento di emancipazione femminile e il movimento di liberazione. Spesso confusi l’uno con l’altro questi due movimenti sono assolutamente antitetici. 

Il movimento di emancipazione femminile era un onesto movimento che voleva diritti civili, pari opportunità, il diritto legale a gestire la propria sessualità. Qualche cosa può essere “un peccato”, ma non deve essere un reato, altrimenti siamo in una teocrazia. Quando io mi sono laureata, 1976, era un reato somministrare anticoncezionali, vigeva ancora il codice Rocco. C’era l’obbligo di denuncia al medico provinciale ogni volta che si causava sterilità permanente o temporanea, vale a dire anche se si prescriveva un anticoncezionale ed era ancora in vigore la legislazione sul delitto d’onore. 

Era un movimento che chiedeva che davanti alla legge  prima di tutto si fosse una persona, e poi un uomo o una donna. Era basato sull’amore, l’amore per se stesse, per gli uomini, per la vita, per il mondo. Il movimento di emancipazione femminile, come ogni movimento di emancipazione voleva l’emancipazione, cioè l’abolizione di leggi discriminatorie. Chiunque stia richiedendo il diritto di voto e la parità di diritti lavorativi è per definizione dalla parte della ragione e sta attuando, che ne sia cosciente o no, il messaggio cristiano: dopo Cristo non ci saranno più ( differenze di dignità tra) ricco e povero, cittadino e straniero, uomo e donna come dice San Paolo.Il movimento di liberazione è stato un movimento basato sull’odio, sull’odio isterico per i maschi, per la vita, per la maternità, la civiltà ebraico-cristiana, il mondo occidentale  e soprattutto per se stesse. Con un’analogia che equipara l’Occidente al maschio prevaricatore e tutto quello che non è occidente alla femmina sfruttata, il movimento di liberazione ha festeggiato i più atroci e misogini dittatori. Le sue appartenenti hanno portato i loro deretani inguainati in mutanda di cotone rigidamente senza pizzetto a scodinzolare davanti a Khomeini, in quanto leader che si opponeva alla fallocrazia borghese occidentale. Chiunque sia andato in piazza a  bruciare il reggiseno era una persona con una gravissima dismorfofobia e alterazione dell’io corporeo, quasi sempre anche con disturbi alimentari, individui che, cito testualmente, hanno ritrovato il senso del loro esistere dialogando con la loro vagina. Dopo mezzo secolo  di dialogo ora difendono a spada tratta il diritto della donna islamica a portare il burqa ed essere lapidata. 

Nessuna contraddizione: la base di tutto questo è l’odio di sé. L’odio assoluto per il movimento di liberazione femminile è per le donne. La continua profanazione della maternità è ossessivamente presente nei media, nella cinematografia, nei romanzi. Gli alberi si giudicano dei frutti. Dopo cinquant’anni di libertà sessuale e liberazione femminile, i risultati sono che ci  stiamo estinguendo. Il sistema patriarcale basato sulla divisione di ruoli maschile femminile, sulla monogamia, sulla indissolubilità del matrimonio, e sul valore, o sul mito, della verginità prematrimoniale era un sistema antropologicamente vincente. Ha permesso di mantenere la natalità talmente alta che siamo riusciti a sopravvivere a una serie di catastrofi quali la peste del 1300, la perdita di popolazione costiera dovuta alla tratta degli schiavi delle navi saracene, carestie, guerre, che adesso ci annienterebbero. Ha permesso uno sviluppo culturale incredibile. Ora abbiamo una natalità di 1. 3 per madre il che vuol dire che ci stiamo estinguendo. 

La nostra crisi demografica è fondamentale per la libanizzazione dell’Europa. Con il termine libanizzazione s’intende una immigrazione islamica sempre più massiccia sino a che la popolazione infiltrata diviene maggioranza. Ci sono anche altri effetti della distruzione sistematica della famiglia: la solitudine, la tristezza, la terrificante fatica dell’essere genitore  monoparentali. Il danno più grave comunque è la perdita di popolazione. Potremmo non avere un futuro. Grazie al calo della popolazione, una catastrofe demografica superiore a quella della peste del 1300, possiamo ora essere occupati dell’islam.  È dal 1973 che la conquista dell’Europa è stata stabilita. Le persone povere arriveranno come immigrati, sempre più numerosi, mentre il potere finanziario dei petrodollari comprerà le strutture portanti.

Il movimento di liberazione femminile attaccando la maternità e la famiglia ha causato la crisi demografica che consegnerà l’Europa all’islam. 

La signora Bonino si sta allenando. È possibile che nel 2050 l’Europa saràislamica. Nessuna controindicazione, nessuna contraddizione nella femminista che porta il velo islamico. La base del movimento di liberazione della donna è l’odio per l’Occidente, della vita, e soprattutto della religione ebraico-cristiana.