Come è possibile che il Sud Europa vorrebbe uscire dall’euro, che il 58% della sua popolazione è contraria eppure la Lettonia è diventata il 18° Stato ad adottare la moneta unica?

Il nuovo anno ha portato già una importante novità: l’allegra famiglia delle nazioni che adottano l’euro è cresciuta, dal 1 gennaio 2014 anche la Lettonia adotterà la moneta unica!!

Il copione è sempre lo stesso; fuochi d’artificio a salutare la novità; code ai bancomat per ritirare le “preziose” banconote emesse dalla BCE; proclami di crescita e benessere futuro dispensati dai vertici della UE ed infine la paura, sì la paura dei lettoni che le cose in realtà non siano esattamente come vengono descritte.

Per adesso la principale preoccupazione dell’opinione pubblica lettone sembra indirizzata verso il controllo effettivo dei prezzi dei beni di consumo, ovvero evitare che questi salgano indiscriminatamente per effetto della conversione della valuta locale, il Lat nella nuova moneta, l’Euro.

Il fatto che il Governo non abbia predisposto alcuna sanzione in merito all’incremento di prezzo dei beni di consumo da parte degli esercizi commerciali, pone già grandi dubbi sull’operazione Euro. Secondo gli ultimi sondaggi, solo il 20% della popolazione lettone si dichiara favorevole all’euro, mentre il 58% ( la maggioranza assoluta) è contraria; ma si sa, non tutti i voti “pesano” allo stesso modo e dunque l’adesione all’Euro è proseguita senza fermate.

Tanto per comprendere il fenomeno Lettonia (popolazione circa 2,3 milioni di anime), osserviamo in primo luogo il suo PIL:

Il livello del tasso di disoccupazione, dopo aver segnato un massimo intorno al 20% nel 2010, è oggi stabilmente attorno all’11%

Infine, diamo uno sguardo alla bilancia commerciale della Lettonia :

La Lettonia si presenta come un Paese fondamentalmente importatore di beni e servizi, la cui bilancia commerciale segna un passivo superiore al miliardo di dollari (il 3,6% del PIL).

Un ultimo sguardo va dato al livello di debito pubblico, che ripetiamolo ancora una volta, di per sé non conta nulla, ma è la discriminate chiave su cui la Troika base le proprie pessime e sballate strategie d’intervento.

Cosa accadrà adesso ai lettoni con l’adozione e dell’euro? Vogliamo azzardare qualche scenario?

Partiamo dalla dinamica del debito pubblico, oggi al 40,7%. A questi ritmi, il tasso di crescita del debito è del 3,3% annuo. Per il prossimo anno è previsto un PIL invariato (non male per essere al primo anno di Euro!!) ed un tasso d’inflazione del 3%. (per inciso, i modelli previsionali sono sempre quelli neoclassici….quindi continuano a sbagliare all’infinito ma nessuno pare accorgersene al FMI o alla BCE!!)

Per il 2014, è sufficiente che il PIL scenda del 2% o che non si arrivi ad un inflazione del 3% per disegnare una dinamica del debito che lo porterà a raddoppiare in soli 10 anni! Auguri!

La bilancia commerciale invece è cronicamente in deficit e con l’euro dovrebbe veder peggiorata la propria posizione, poiché la nuova moneta finirà ben presto per penalizzare l’intera industria nazionale e le esportazioni che sono il 26% del PIL lettone, mentre renderà più conveniente acquistare merci e materiali dall’estero. Ciò con grande probabilità, non verrà tollerato e presto, molto presto, inizieranno a volteggiare sui cieli di Riga emissari della BCE, FMI ed UE che, con la scusa di tenere sotto controllo i conti pubblici, obbligheranno il piccolo Paese a misure d’austerità attraverso l’imposizione di tasse e tributi. L’aver concesso crediti consistenti al Governo lettone nel periodo 2008/2010 tali da risollevare il Paese da una profonda recessione, sarà un titolo sufficiente per chiedere altro rigore. L’effetto sarà quello di deprimere l’economia nazionale, ridurre la domanda ed infine ridurre il livello d’importazioni del Paese riequilibrando la bilancia commerciale.

La probabile contrazione del PIL nel prossimo anno, sarà il fattore-chiave che determinerà misure d’austerity sempre più oppressive, giustificandole con un tasso di crescita del debito in aumento.

Dunque, anche per la Lettonia si aprirà il baratro della deflazione, innescato dalla sottrazione di moneta al sistema dell’economia reale, cui seguiranno la riduzione della spesa pubblica e dei deficit di bilancio ed il debito con i suoi interessi inizierà a divorare l’economia reale.

La Troika non demorde mai.

Poveri lettoni. Benvenuti all’Inferno!