Conviene uscire dall’euro?

La conoscenza vi renderà liberi. Forse… Le argomentazioni che vengono solitamente addotte a sostegno del restare nell’euro che ho avuto modo di leggere sono sempre frutto di “umori personali”, personalissime opinioni, tendenzialmente prive di alcun supporto analitico. Insomma, rappresentano il sentimento della “paura” del cambiamento, infarcito da moralismi e timori assolutamente personali, che mettono assieme mezze verità al fine di rappresentare una realtà che non esiste (o meglio esiste solo nelle loro teste).

Proviamo dunque ad affrontare in modo analitico, la convenienza a restare o meno nell’euro per il nostro Paese.

Partiamo dalla tematica del debito pubblico.

Erroneamente additato come l’origine di tutti i mali, il demone da sconfiggere ad ogni costo, ha portato il Governo a realizzare politiche economiche illogiche e criminali, concorrendo alla progressiva distruzione del nostro sistema industriale.

Se si osasse tornare alla Lira Nazionale, i “Monti Boys” ci ricordano ogni giorno, che il debito pubblico esploderebbe giacché lo si dovrebbe poi onorare in euro, con tassi altissimi e crisi di fiducia sui mercati. Falso. Il debito andrebbe ripagato nella nuova valuta nazionale tranne  che per quella parte in mano  a soggetti non residenti e che comunque questa possibilità è già compresa nel prezzo del nostro debito dal momento che paghiamo interessi intorno al 4,5%. Il rischio è già nel prezzo.

In realtà, avremmo una considerevole riduzione del debito pubblico italiano come rappresentato dalla tabella di seguito riportata:

 

Analizziamo un altro tema scottante; l’inflazione.

Senza la moneta comune, un litro di benzina ci costerebbe 200.000 lire, un kg di pane 50.000 lire, i pannolini da 10 euro finirebbero a 150.000 lire al pacco!!!

Voi ci credete? Ne siete convinti? La realtà è al solito altra cosa delle opinioni strettamente personali, umorali, che troppo spesso riflettono paura ed ignoranza.

Al  solito alleghiamo un grafico interessante su come, nella realtà, il livello d’inflazione è cresciuto a seguito della rottura di un sistema monetario a cambi fissi.

 

L’inflazione (rappresentata dalla colonnine rosse) è salita di una minima percentuale anche a fronte di svalutazioni consistenti (le linee blu). Questa è la realtà.

Il  terzo punto su cui concentreremo la  nostra attenzione è quello che comporta la reale competitività del nostro Paese una volta fuoriusciti dall’euro ed il conseguente livello di produzione industriale. Il grafico che segue andrebbe incorniciato ed osservato in religioso silenzio tutte le mattine, esposto nelle aule delle scuole, nei bar dove tutti oramai parlano di economia, negli uffici e persino negli asili.

I grandi profeti  dell’UE ci dicono che senza l’euro (questa moneta maledetta e demoniaca) la nostra produzione industriale e la nostra economia reale sarebbero molto più deboli. Che senza l’euro la nostra piccola Italia verrebbe fatta a pezzi dalla Cina e dagli altri competitori internazionali.

Bugiardi. Bugiardi. Bugiardi.

Al contrario è stato proprio l’euro a determinare questa differenza di produzione industriale che possiamo osservare nel grafico sottostante.

 

Chi ha  invece tratto vantaggio dall’euro?  la risposta è nel grafico seguente:

 

In conclusione, ribadito per la milionesima volta che l’euro è stato concepito fin dall’inizio come una truffa,compreso che faranno di tutto per non farci abbandonare la moneta unica ( non hanno permesso né a Cipro, né alla Grecia di uscire dalla truffa..ops, moneta unica) è bene sin d’ora avere una visione chiara su cosa fare una volta abbandonato l’euro al suo destino.

La permanenza nella moneta unica finirà, come sta già facendo, d’impoverirci sempre più come cittadini ed indebolirci progressivamente come sistema industriale. Non c’è salvezza restando nell’euro.

Viva l’Italia.

Viva Io Amo l’Italia.