Euro senza speranza: se la Bce emettesse moneta per acquistare il debito pubblico europeo, non un solo euro andrebbe all’economia reale

Viviamo in una realtà virtuale, dove i media veicolano in continuazione messaggi fasulli e menzogneri. Pensiamo, ad esempio, ai tanto enfatizzati Stress Test della BCE della scorsa settimana. Televisioni e giornali ci hanno bombardato per giorni con questa storia delle banche promosse e bocciate, di quelle brave e di quelle cattive. MPS è cattiva, Unicredit no, loro sono bravi. CARIGE è nei guai, il Credem è al top. Ma di cosa stiamo parlando!!
Signori miei, la verità è che è tutta una grandiosa, fantastica, presa in giro. Perché?
Ci sono vari motivi per cui arrivare a concludere che questi test fatti dalla BCE non hanno senso:
1 - le banche, TUTTE le banche, lavorano con un 5, 6, 7% di capitale ed un 100% di debito; ergo, basta che un 5% dei debitori non onori i prestiti, che domattina il sistema bancario è fallito perché le banche non hanno più capitale;

2 - tra l'attivo ed il passivo di una banca c'è un piccola ma non trascurabile differenza; mentre al passivo ci sono i depositi, immediatamente esigibili, all’attivo figurano gli impieghi, assai spesso costituiti da finanziamenti pluriennali. Insomma, le banche sono in ogni momento nell'incapacità assoluta di fare fronte a dei ritiri di massa di depositi a vista o a termine prossimi alla scadenza, non essendo i loro attivi disponibili che in termini più lunghi;

3 - ..e qui viene da ridere....tra gli "scenari" utilizzati per le simulazioni dalla BCE, non figurano né quello con inflazione superiore al 2%, né quello con inflazione allo 0%. Cioè, hanno utilizzato delle situazioni " di comodo", ma le vere criticità del sistema non l'hanno testate e nemmeno simulate. ROBA DA MATTI!

Mi piacerebbe poter chiedere a Draghi:

“Ma che senso hanno questi inutili Stress Test?..cosa li fate a fare?”

Visto che non servono a niente perché fatti senza criterio; visto che i problemi del sistema bancario sono oggi esattamente quelli di ieri; visto che all'economia reale non arriva neppure mezzo euro di credito, vuoi vedere che questi furbacchioni della BCE li hanno fatti solo per IMPAURIRE l'opinione pubblica e convincerla a subire, ancor più passivamente, le angherie della Troika per mezzo dei tanti cavalieri serventi che oggi rappresentano gli stati nazionali in Europa?

Ma andiamo avanti. Qualche giorno fa, si è scritto su giornali e sui blog economico-finanziari, di un Appello firmato da ben 340 economisti, rivolto al presidente del Consiglio Renzi ed anche alle autorità europee.

Per comprendere di cosa si sta parlando, prendiamo a prestito le prime righe dell’articolo di Massimo Franchi su Il Manifesto del 23 ottobre: “Parte dall’Italia e con la firma pesante di Romano Prodi l’appello degli economisti per una nuova Bretton Woods. Un richiamo alla storica conferenza che nel 1944 diede vita all’attuale ordine mondiale economico — la nascita dell’Fmi, il sistema di cambi basato sul dollaro — che parte da una triste constatazione: la crisi economica che non finisce mai ha prodotto danni come e forse più della seconda guerra mondiale. E soprattutto non accenna a passare.

Ecco quindi che oltre 340 economisti italiani decidono di lanciare un appello. Lo lanciano a Matteo Renzi in quanto presidente del Consiglio del paese che sta portando avanti il semestre di presidenza europeo. Un semestre che aveva l’ambizione di «mettere al centro la crescita» e che invece sta passando senza fare il famoso «cambiare verso» all’Europa. Per questo «prima che sia troppo tardi», il comitato promotore formato da Leonardo Becchetti (Roma Tor Vergata), Roberto Cellini (Catania), Paolo Pini (Ferrara), Alberto Zazzaro (Politecnico delle Marche) chiede a Renzi di convocare una conferenza internazionale per costruire nuove regole per l’Eurozona adatte all’epoca della globalizzazione. Il fallimento della politica europea di austerità sta sia nella perdita di milioni di posti di lavoro e della mancata crescita — effetti collaterali per i rigoristi che l’hanno propagandata — ma soprattutto nella mancata sostenibilità dei conti pubblici, suo obiettivo primario.

L’appello parte da una premessa precisa: a violare i trattati europei non ci sono solo i paesi con un rapporto deficit-Pil superiore al 3 per cento (Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Croazia, Slovenia e Polonia) ma anche la locomotiva rigorista Germania, che viola il limite di surplus nella bilancia commerciale. Dall’Italia, che invece fa parte delle nazioni che hanno un rapporto debito/Pil in forte crescita, dovrebbe quindi partire la richiesta di «scrivere regole nuove», «senza accontentarsi di negoziare deroghe».

Qualcuno penserà che finalmente si muoverà qualcosa, finalmente una proposta volta a scardinare questa insopportabile depressione che ha generato miseria, povertà e disperazione in Europa.

E invece no. D’altro canto, il fatto stesso che il buon Prodi fosse tra i primi firmatari avrebbe dovuto indurre a qualche riflessione.

Il punto qualificante del Piano è la sottoscrizione del cosiddetto piano PADRE, ovvero una ristrutturazione del debito politicamente accettabile, da realizzarsi attraverso le creazione di moneta della BCE per un importo pari al 40% del totale debito pubblico europeo.

Oggi il debito pubblico europeo è circa il 90% del PIL europeo (il debito è pari a circa 9.000 miliardi di euro); l'intervento della BCE dovrebbe quindi comportare l'acquisto di titoli di Stato pari ad almeno 3.600 miliardi di euro.

La logica alla base del piano PADRE è la seguente: si fa stampare alla BCE moneta per fare in modo che chi oggi detiene i titoli del debito di paesi europei, venga completamente rimborsato e non subisca alcuna perdita.

In pratica, si stampa moneta e la si da alle banche, agli investitori ed ai creditori. Il tutto avverrà senza che un solo euro raggiunga l'economia reale, perché queste operazioni di riacquisto dei titoli, resteranno limitate al mercato finanziario.

Nel piano "PADRE" è scritto esplicitamente che "in questo modo non si crea moneta", perché appunto le passività che la Banca Centrale Europea si assumerà, andranno a coprire l’acquisto di bonds. Quindi il denaro creato “uscirà” dalla BCE e finirà, ancora una volta come è logico che sia, nel mercato finanziario, ma non all'economia reale. Quindi chi ha comprato BTP non dovrà mai più temere niente, la BCE gli fornirà la certezza del pagamento.

L'impostazione di fondo purtroppo è sempre la stessa: le Banche Centrali stampano moneta e la danno a quelli che prestano soldi, per evitare che debbano soffrire delle perdite e per garantire loro sempre un rendimento sopra l'inflazione. Cioè il business di prestare soldi deve essere senza alcun rischio e con un rendimento garantito dallo Stato, il quale stampa moneta (attraverso le Banche Centrali) per pagarli quando i debitori non ce la fanno.

Se ci si pensa un attimo, il PIANO è completamente folle!!

Una qualunque azienda agricola, di servizi, edile, della plastica...se non ha risorse per onorare i debiti, viene lasciata fallire dallo Stato, con conseguenze gravi sull’economia reale.

Un qualsiasi lavoratore che perde il proprio impiego, subisce una forte riduzione del suo reddito e lo Stato non interviene per ripristinare il suo livello iniziale reddituale, se non con misure minime e temporanee.

Ma quando si parla di banche e mercato finanziario, allora si creano miliardi di euro per garantire che nessuno di questi parassiti venga a subire delle perdite.

 

In conclusione, se anche si adottasse ed accettasse in pieno (evento assai improbabile dato che Paesi come Germania, Olanda,Austria, Lussemburgo non lo faranno mai) il contenuto dell'Appello degli economisti, l’esito finale sarebbe sempre e comunque la distruzione dell’euro, seppur posticipata di qualche anno.

Giusto il tempo di permettere nuovamente al debito di strangolare l’economia reale.

 

Infatti, gli eventi potrebbero svolgersi nel seguente modo.

1- La BCE lancia il piano di riacquisto dei titoli del debito dei paesi europei per 3.600 miliardi di euro.

2 - I tassi sul debito "europeo" inizialmente scendono, convergendo verso un livello leggermente superiore a quello tedesco ed inferiore a quello italiano e spagnolo.

3- Gli stati sovrani, trovandosi ora con un rapporto debito/PIL pari al 60% possono cominciare a far ripartire gli investimenti statali (quindi cresce la spesa pubblica) e nuovo debito si contrarrà per finanziarli.

4 -L’aumento della spesa pubblica è maggior reddito per i privati, che dunque avranno più reddito disponibile, riprenderanno i consumi e salirà anche l'inflazione.

5 - Il nuovo debito dunque costerà presto quanto quello emesso prima del piano Padre, perché a causa dell'inflazione si dovranno offrire al mercato rendimenti superiori al 3%, ma forse anche più.

6 - Trattandosi di un debito garantito dalla BCE, sarà appetibile a molti investitori cui non sembrerà vero poter investire senza rischio di cambio, con cedole al 3-4% ed il tutto garantito dalla BCE in persona. L’euro si apprezzerà sempre più.

7- Riprenderanno i consumi, le importazioni ed i deficit commerciali; il meccanismo di Target 2, quello su cui si basa il funzionamento dell'euro, vedrà i flussi dai paesi nordici sempre più consistenti a favore dei paesi del sud Europa.

8 - Presto la Germania si accorgerà di essere nuovamente in trappola, accumulando enormi crediti finanziari, la cui riscossione sarà sempre più complicata, vista la dimensione colossale degli stessi.

9 -Alla fine, dopo qualche anno dall’adozione del piano Padre e dell'Appello degli economisti, il misero risultato sarà : MAGGIOR DEBITO , PIU' SPESA PUBBLICA E LA ROTTURA DELL'EURO.

Il problema dell'economia attuale è che c'è troppo debito privato e troppe tasse. Queste due situazioni combinate insieme sottraggono moneta all'economia reale e senza moneta, il PIL scende ed il peso del debito cresce fino a strangolare famiglie e imprese. Se i debiti crescono più del reddito, non c'è speranza.

E' molto triste verificare che dopo 6 lunghi anni di depressione, ancora non ci siano che pochi economisti che han compreso cosa dover fare realmente per tornare a crescere.

Insomma, l’enfatizzato Appello degli economisti, seppur mosso da lodevoli fini, non serve proprio a nulla; anzi, è utile solo a permettere ancora per qualche anno al sistema finanziario di continuare a prosperare sul debito, sui bond e sugli investimenti senza rischio remunerati a tassi di favore.

Non ha senso prolungare l’agonia di una moneta comune fallimentare (Euro) e di un sistema economico basato sulla truffa, che impedendo la fluttuazione del cambio impone, quale unico mezzo di riallineamento competitivo fra le economie, la svalutazione dei salari e dei redditi.