Il debito pubblico italiano è destinato al default e lo Stato a dichiarare fallimento. A meno che non abbandoniamo l’euro

Venghino , Signori venghino, avanti c’è posto! con solo 80 euro potrete assistere alle mirabolanti proposte di riduzione del debito pubblico elaborate da gruppi di studio del Governo, economisti , opinionisti, giornalisti, nani e ballerine per poi alla fine assaporare l’entusiasmante esperienza del default!!!

La prima proposta, la chiameremo" PACCO, DOPPIOPACCO E CONTROPACCOTTO" elaborata dal Ministro Padoan in cui si prevede di svendere a cani e porci le società municipalizzate, privatizzare e poi vendere (magari ai cinesi) le Poste, collocare sul mercato le poche aziende strategiche rimaste con proprietà statale. Il tutto per far cassa, la quale cassa verrebbe poi spesa per ridurre il debito, senza nel contempo in alcun modo favorire programmi di crescita ed investimento. Infatti, se i soldi recuperati, finiranno col ripagare il debito, ovvero finiranno dritti dritti nelle mani della banche, che cosa diamine farà crescere l'economia? Con cosa lo fai salire il PIL?! PROPOSTA DEMENZIALE.

La seconda proposta è un vecchio cavallo di battaglia della sinistra europeista: gli EUROBOND. Potremmo chiamarla "SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE" e come tutti i sogni finisce all'alba. I tedeschi non faranno MAI gli Eurobond perché non hanno la minima intenzione di sovvenzionare perennemente l'economia italiana. L'ideazione di questa proposta porta la firma niente po’ po’ di meno che di Romano Prodi, un uomo una mortadella. PROPOSTA UTOPICA.

La terza proposta di riduzione del debito porta la firma MEDIOBANCA e dunque proviene dritta dritta dall'inferno. La potremmo chiamare"...STATE SERENI, CI PENSIAMO NOI!". Consiste nel coinvolgere la CDP (Cassa Depositi e Prestiti) al fine di permettere a questa, una volta trasferite in essa sia gli immobili statali che le riserve auree, la possibilità di emettere obbligazioni a tassi bassi e garantite dai beni reali sopra elencati. Insomma, per ripagare un debito (pubblico) si continua a fare nuovo debito (obbligazioni emesse dalla CDP). PROPOSTA LETALE.

La quarta proposta è la creazione di un maxi-fondo in cui conferire gli asset statali immobiliari che ad oggi non producono reddito. L’ideatore di questa “innovativa “ soluzione è il renziano Marco Carrai. Una volta creato il fondo, le quote di questo verrebbero poi vendute a fondi sovrani, istituzionali ed anche al pubblico con l’obiettivo di ridurre il debito di 200 miliardi di euro. PROPOSTA DA LIQUIDATORE DI STATO

Infine, per ultima quella che è stata presentata dall'economista Richelin (UNICREDIT) che potremmo chiamare "E' L'ORA DELLA REDENZIONE?!" La proposta consiste nell'imporre per decreto, che una quota parte del debito pubblico (si parla del 40% quindi circa 800 miliardi di euro) venga cartolarizzata e poi venduta a sconto ad una bad bank europea, che poi, la rimette di nuovo sul mercato. Cioè, il debito cambia mano, gira e rigira, ma non scompare mai!! PROPOSTA INDECENTE.

Quale potrebbe essere la soluzione allora viste le stupidaggini di cui sopra?

CREARE MONETA

CREARE MONETA

CREARE MONETA

in quantità sufficiente (150/200 miliardi) ed usarla per TAGLIARE LE TASSE ad imprese e cittadini. Fine.

Adesso contiamo fino a tre ...uno, due, tre,...è già partita l'obiezione dell'imbecille? "Ohhh.... ma come sei semplicista! Ma figurarsi se basta stampare moneta, ahahaha.... ma fammi il piacere....vuole le stampanti!...lo Zimbabwe-Weimar-l'Argentina..."

In breve; l'economia italiana è gravata da un debito totale del 326% del PIL.

Gli interessi passivi che vengono annualmente pagati sul debito totale sono pari a 220 miliardi di euro. Questi interessi salgono sempre, sia che l'economia cresca, sia che come oggi si sia in depressione. Rappresentano il 13% del PIL e sono un costo improduttivo per il sistema economico perché favoriscono la rendita finanziaria e non la crescita dell'economia reale. L'unico modo per rendere sostenibile questa montagna di debito è far sì che la crescita nominale sia maggiore del tasso d'interesse sul debito. Non bisogna vendere niente a nessuno, non si devono cartolarizzare debiti per poi farne di nuovi, non si devono vendere le aziende strategiche statali a nessuno.

Non c’è nulla da fare, abbiamo due sole alternative: dare default sul debito o abbandonare l’euro. E fintanto che il nostro Governo eseguirà sotto dettatura i programmi imposti dalla Troika, l’unica ipotesi plausibile è quella del default.

Già, ma perché? Come mai il debito pubblico giapponese che è pari al 227% del PIL non preoccupa nessuno, mentre il nostro più modesto debito pubblico pari al 135% fa accendere tutte le lucine rosse nelle sale operative del mondo?

Il Giappone come prima cosa ha una propria moneta, mentre l’Italia si indebita in una valuta straniera (l’euro). In secondo ordine, NON E' LA DIMENSIONE DEL DEBITO IL PROBLEMA, MA LA SUA DINAMICA.

Infatti, per il Giappone, ad oggi il PIL sale del 3,5% ed il costo del debito è lo 0,5%.

Il debito giapponese si riduce dunque ogni anno del 3%.

Per l'Italia invece, il PIL scende dello 0,2% ed il costo del debito è pari al 2,7%.

Il debito italiano sale ogni anno del 2,9% (circa 60 miliardi di euro).

Se dunque il debito continua inesorabilmente a salire, gli interessi passivi su questo saliranno ancora (oggi siamo a quasi 90 miliardi di euro), il che significa maggiori tasse, dunque minore reddito disponibile, minore spesa e consumi. Ciò comporta minore produzione di beni e servizi ed aumento della disoccupazione.

"Il mix letale di contrazione economica e inflazione zero sta portando la traiettoria del debito in Italia a crescere in maniera esponenziale, nonostante l’austerità e un avanzo primario del 2% del PIL." ("L'Italia di Renzi deve ritornare alla lira per porre fine alla depressione", Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph )

Non se ne esce, se non attraverso un default parziale sui titoli di stato. I BTP dall'inizio della crisi hanno guadagnato circa il 58% e ci sono OGGI le condizioni per dare un default del 30% sui titoli di stato. Quando lo faranno, e lo faranno sicuramente non avendo altra via se non quella di abbandonare l'euro, non avvertiranno nessuno e quindi credo sia opportuno che ciascuno si regoli di conseguenza (cioè per essere più espliciti tenersi alla larga da tutto ciò che è obbligazionario, specialmente se targato Italia).