Il governo del l'inganno continuo: calano Pil e crediti alle imprese, aumenta la disoccupazione e Letta ci dice che c'è la ripresa!

Come al solito, puntuali come l’influenza stagionale, riecco i nostri fantastici eroi, il Presidente  Letta ed il pacioso Saccomanni,tornare ad arringare folle e platee mediatiche  al grido :”Ci sono segnali di ripresa! Siamo ad un punto di svolta!”

Possibile,si chiederanno gli italiani con ancora qualche barlume di lucidità, che ancora continuino con queste stupidaggini, queste vagonate di bugie che dall’insediamento del grande economista Monti continuano a ripeterci senza tregua; il peggio è passato, si vede la luce in fondo al tunnel, siamo sul punto di svolta,…

Dunque vediamo quali sono i segnali di ripresa che inducono così tanto ottimismo nel Governo Letta.

Iniziamo dal PIL: la nota Istat ci informa che “- Con un calo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, nel terzo trimestre del 2013 sono nove i cali congiunturali consecutivi del prodotto interno lordo. Nel terzo trimestre 2013 il prodotto interno lordo italiano è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell'1,9% nei confronti del terzo trimestre del 2012.”

Non mi sembrano dati confortanti, anzi. Osservare il seguente grafico credo renda bene l’idea della condizione attuale, altro che ripresa o ripresina.

 

Passiamo oltre; se vi fosse la ripresa allora questa dovrebbe comunque trovare riscontro nella massa complessiva dei crediti erogati al settore produttivo e vedere una riduzione od almeno stabilizzazione della disoccupazione.

Ed invece, il credito come riporta la Banca d’Italia nel “Rapporto sulla stabilità finanziaria” del 6 novembre 2013, “Prosegue la contrazione del credito. Vi contribuiscono sia la debolezza della domanda sia l'intonazione restrittiva dell'offerta di finanziamenti da parte delle banche, a sua volta connessa soprattutto con la crescente rischiosità delle imprese. Con il miglioramento della congiuntura la flessione del credito si attenuerebbe nel corso del 2014. È aumentato il ricorso al mercato obbligazionario da parte delle grandi aziende.”

Graficamente abbiamo la seguente situazione:

 

Non solo: in aggiunta ad un contesto di artificiale riduzione del credito operata dal sistema bancario, si determina una preoccupante evoluzione delle sofferenze bancarie in rapporto al patrimonio delle banche stesse.

 

Per concludere, analizziamo l’andamento del livello di disoccupazione in Italia, per vedere se almeno lì ci sono  i segnali di ripresa che Letta e  Saccomanni intravedono così facilmente.

 

A me pare che la curva salga e che sia ben sopra il 12%.

Insomma, i nostri politici si dimostrano ancora una volta una manica di giullari,in malafede o meno questo non possiamo saperlo, ma sono semplicemente ed inequivocabilmente  inaffidabili.

Liberiamoci da questi parassiti in doppiopetto prima che sia troppo tardi !