Il Piano economico dell’Ologramma Renzi: è il nuovo burattino che tutela l’interesse della Ue, della Bce e del Fmi

L’enfasi e l’asservimento totale dei media, indurrebbero qualche riflessione, ma non vogliamo perder tempo a formulare congetture ed ipotesi. Non ne vale la pena…per i creduloni che abitano l’italica penisola, Renzi è il nuovo Messia. Tutti a pendere dalle labbra di questo ologramma che con tanto di slides, ha illustrato la svolta, il cambio di marcia, la via per la salvezza di un Paese oramai agonizzante.

Per noi, Renzi è invece il nuovo burattino, l’utile idiota, messo al posto giusto al momento giusto a tutelare l’interesse della UE, del FMI,della BCE; è la degna prosecuzione del duo Monti-Letta. Esaminiamo quindi le mirabili proposte e cerchiamo di darne una realistica rappresentazione. Per mia personale comodità, parto da ciò che condivido: il piano scuola, l’edilizia scolastica e quanto gravita intorno ad essa.

Poi cominciamo con le prese in giro e le partite di giro: riduzione del cuneo fiscale, riduzione dell’IRAP e pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, aumento delle tassazione sulle rendite finanziarie al 26% .

Cuneo fiscale. (Presa in giro)

Il cosiddetto cuneo fiscale, ovvero gli oneri che si pagano sul lavoro da parte di imprese e lavoratori sono di circa 300 miliardi di euro, ripartiti quasi equamente tra imposte a carico del lavoratore e dell’impresa.

In Parlamento, l’Ologramma aveva parlato di una riduzione mai vista, “in doppia cifra”: tutti si pensò allora ad un taglio del 10 o del 20% del costo totale. Ma purtroppo, presto la delusione subentrò alla speranza; la doppia cifra era riferita al numero di miliardi disponibili per ridurre il cuneo e non alla percentuale della riduzione dello stesso. Morale della storia: un taglio del 3,3%. Wow che svolta!! Sigh! 80 euro al mese. Forse.

Pagamenti dei debiti della PA. (Partita di giro)

Cominciamo col dire che l’ammontare complessivo dei debiti della PA al momento non è ancora accertato; si va a seconda delle stime dai 70 ai 130 miliardi di euro. Già questo la dice lunga sul tipo di organizzazione e reale praticabilità del saldo dei debiti in tempi certi; non sanno non solo a chi pagare, ma neppure quanto pagare.

 

 

Attualmente lo Stato può pensare di pagare i debiti in due soli modi: nel primo caso, se il Governo decidesse di pagare direttamente tutti i debiti arretrati della PA senza coinvolgere il sistema bancario, non si avrebbero effetti sul deficit ma un’esplosione del debito pubblico; se invece, il Governo volesse minimizzare l’emissione di nuovo debito pubblico e far sostenere tutto il peso finanziario dei pagamenti al sistema creditizio, le garanzie da fornire avrebbero dei costi pari al 5% sul credito ancora da estinguere.

Si tratta però del gioco delle tre carte, che senza interventi strutturali a monte (leggasi aumento di risorse agli enti, maggiori trasferimenti o riduzione delle imposte) porterà inevitabilmente a nuovi debiti nell’immediato futuro.

In pratica lo schema è il seguente: le imprese creditrici cedono il credito alle banche ottenendone il pagamento; poi le banche rinegozieranno detto debito nei confronti della PA, garantendolo se necessario, attraverso la Cdp. In pratica il debito non si estingue, cambia solo il creditore.

Ad oggi, in mancanza di cifre certe, possiamo semplicemente notare che è senza dubbio positiva la prosecuzione delle procedure di rimborso dei crediti nei confronti della imprese, ma i limiti imposti al Paese in fatto di rapporto deficit/PIL, renderanno impossibile il pagamento dei suddetti crediti entro l’anno 2014, pena lo sforamento di tutti i simpatici numeretti dettati da Bruxelles.

 

Tassazione delle rendite finanziarie e riduzione dell’Irap (Presa in giro e partita di giro)

 

L’aliquota salirà dal 20% dal 26%, il che dovrebbe generare un gettito di 2,6 miliardi di euro.

Tale gettito andrebbe a compensare la riduzione dell’IRAP (“l’imposta rapina” concepita nel lontano 1997 dal Ministro Visco durante il Governo Prodi). Stime più prudenziali evidenziano come il gettito potrebbe invece attestarsi intorno agli 800 milioni di euro (il 70% in meno della previsione del Governo Renzi). Staremo a vedere, ma per esperienza sappiamo che le stime dei governi filo UE, BCE, FMI tendono a barare “leggermente” su numeri e percentuali.

Tuttavia la cosa più interessante, la nota di colore, sta nel fatto che sono stati esentati dall’incremento dell’aliquota, i titoli di Stato perché non si voleva colpire il risparmio dei cittadini. Falsità totale!

Sapete qual è la percentuale di debito pubblico in mano alle famiglie italiane? Meno del 10% del totale; il debito è in mano alle banche italiane ed estere, che dunque sono loro ad essere state esentate dal pagare una aliquota superiore. Altro che “tutela dei risparmiatori”: è l’ennesimo favore al sistema bancario!!

 

Sulla riforma del lavoro, in realtà si è ancora capito poco, ma il fatto che non piaccia ai sindacati, forse vuol dire che sia un buon piano.

 

In conclusione, non resta che evidenziare come il pacchetto di novità renziane sia basato al solito su bugie e menzogne, stime sballate ed eccesso d’ottimismo, alimentato ad arte dai media.

Renzi ipotizza una crescita del PIL dell’1,1% (non è una battuta!! lo hanno scritto davvero!);

Renzi parla di tagli della spesa superiori a quelli attualmente realizzabili (a fronte dei 7 miliardi di tagli ipotizzati dall’ologramma, nel 2014 se ne realizzeranno solo 3.. se tutto va bene!);

Renzi stima una discesa degli interessi sul debito pubblico per 2,5 miliardi di euro; (qui siamo alle comiche!!)

Renzi sovrastima il gettito dell’imposta sulle rendite finanziarie.

 

Il buon Matteo ha anche detto solennemente “mai la Patrimoniale!!”..ergo occhio al portafoglio!!

 

Sono tutte stime NON prudenziali, soliti numeretti messi lì a capocchia, tanto per far quadrare i conti che poi la realtà, inevitabilmente correggerà. Ad esempio, se anche il PIL 2014 crescesse dell’1,1% secondo la stima Governo Renzi, il debito salirebbe di altri 48 miliardi di euro!!! Altro che riduzione!!

 

Ci si svena per recuperare 3 miliardi di qua, 2 miliardi di là, quando il solo debito pubblico ci costa 85 miliardi l’anno, le banche hanno 155 miliardi di sofferenze e riducono il credito di 50 miliardi a famiglie ed imprese …ma dove vogliamo andare con questa gente, con questi venditori di fumo!!

 

Ma davvero si può pensare che con 80 euro al mese si possa stimolare la crescita, uscire dalla depressione, dopo che in 5 anni la domanda interna è scesa del 12%, il PIL del 9%??

 

 

Se ogni anno si pagano interessi complessivi di 200 miliardi sul debito totale, soldi che spariscono dal sistema dell’economia reale; se ogni anno il credito bancario si riduce di 70 miliardi di euro, ma come diavolo si può scrivere che il PIL salirà anche solo dell’1%??

Chi rimetterà nel circuito economico la moneta che scompare?..siamo spacciati..condannati ad un lento inesorabile impoverimento.

 

Sono una manica di incapaci al soldo del sistema bancario ed utilizzano il popolo italiano come una vacca da mungere. BASTA!!

 

Le soluzioni per rimettere in moto l‘economia ci sono, ma l’economia va capita. Questa mediocre classe politica non ha la struttura mentale per neppure ipotizzare strategie di sviluppo e di crescita.

 

Occorre un cambiamento radicale, che potrà partire con le prossime elezioni europee , votando per il NO all’Euro, NO a questa Europa di banchieri, No a questa globalizzazione che ha disintegrato le imprese nazionali.

 

Avanti così. Insieme ce la faremo!