Il raggiro della Bce: nonostante la riduzione dei tassi d’interesse alle banche, il credito per lo sviluppo non riparte

Non sanno più cosa fare. I politici, tecnici, professori sono inermi davanti all’economia che nella migliore delle ipotesi ristagna quando non cade in depressione. I politicanti da strapazzo continuano a mentire, i media li assecondano e l’opinione pubblica oramai senza più certezze, si aggrappa a qualsiasi cosa prometta loro un seppur lieve miglioramento economico.

Anche la potente BCE, si scopre con le polveri bagnate; riduce il costo del danaro ad un livello prossimo allo zero e nonostante ciò, il credito non riparte. Il cavallo non beve.

Allora si passa alla seconda mossa; si impongono tassi d’interesse negativi sulle riserve che le banche commerciali hanno presso la BCE con lo scopo di indurre gli istituti di credito a decidersi a prestare all’economia reale. E’ il colmo: ci prendono in giro e lo fanno in tutte le lingue possibili immaginabili.

Non succederà un bel nulla; anzi, accadrà che questo tasso d’interesse negativo andrà traslato direttamente sul costo dei servizi bancari, in modo da venir completamente sterilizzato dal sistema nel suo complesso. Non è una novità che a pagare siano sempre gli ultimi della fila.

Ma perché diciamo che imporre tassi negativi sui depositi di riserve presso la BCE non avrà alcun effetto, il credito non aumenterà e l’economia non ripartirà?

Semplice; le banche commerciali quando erogano un credito NON prestano le riserve bancarie, ma creano il denaro dal nulla, come spiegato mille volte. Ora per nostra fortuna, anche il Bollettino della Bank of England, ricco di spunti interessanti e pieno di grafici, dice esattamente la stessa cosa: la banche quando prestano, creano il denaro dal nulla, a costo zero e senza controllo.

La più grande mistificazione dell’economia contemporanea è far credere che le banche prestino il denaro depositato dai clienti e che la quantità di moneta in circolazione dipenda esclusivamente dalla politica delle banche centrali attraverso il moltiplicatore monetario. Questo moltiplicatore nel corso degli ultimi anni è passato dal valore di 12 a 4, ma nel frattempo i depositi hanno continuato inesorabilmente a crescere. La base monetaria invece è stata incrementata solo negli ultimi anni. Appare evidente dall’osservazione del grafico, che i depositi salgono sempre, senza sosta a prescindere dall’andamento del moltiplicatore e della base monetaria, perché la moneta oggi la creano le banche commerciali.

Il 95% di quella che oggi chiamiamo moneta è in realtà CREDITO, erogato dalle banche commerciali ad interesse.

La differenza tra credito e moneta è sostanziale: con la moneta una transazione si conclude immediatamente, dal momento che a fronte dell’acquisto di un bene o di un servizio o di un asset, fa immediatamente seguito il pagamento con contante.

Una transazione regolata invece attraverso un debito presuppone la simultanea creazione di una attività per il venditore ed una passività per il compratore, che quando verrà onorato vedrà la scomparsa del credito e dunque della moneta dal sistema. La differenza tra i due sistemi di regolazione delle transazioni è evidente e fondamentale: mentre il credito scompare, la moneta resta nel sistema.

Con questo non si vuole affermare che il credito sia una componente negativa dell’economia, quanto piuttosto è necessario fare attenzione a cosa si va a finanziare attraverso il credito stesso.

Sempre dal Bollettino della BoE, estrapoliamo questo semplice grafico che mostra come la creazione della moneta oggi sia realizzata dalla banche commerciali quando erogano un credito creandolo dal nulla, senza controllo e senza costi.

Insomma ci raccontano balle dalla mattina alla sera, ci distolgono dai reali problemi del debito, della creazione della moneta, del pagamento di interessi al sistema bancario pari al 14% del PIL che rappresentano un COSTO insopportabile per l’economia reale, con la scusa delle Riforme, della legge elettorale, dei provvedimenti sul lavoro dell’Ologramma Renzi.

Nel frattempo però, nelle stanze più o meno segrete delle Banche centrali di mezzo mondo, si discute sempre più alla luce del sole di come combattere la deflazione e da quanto si apprende, sono sempre più discusse le tesi del prof. Kimball.

Secondo la tesi del Prof. Kimball la soluzione per riuscire a creare inflazione al 2% sarebbe la seguente: imporre tassi d’interesse nominali negativi pari al -2%.

E come si fa? Si impone ai clienti che per tenere in banca i soldi dovranno i pagare un 2% l'anno; allora tutti saranno incentivati a togliere i soldi dai conti e chiederanno contanti. Quindi, ha pensato il prof. Kimball, riprendendo tesi e pensieri dei primi anni del 1900, quando c'è una recessione economica svincoli il contante dalla parità 1 a 1, cioè 100 euro in contanti non valgono più quando li depositi 100 euro, ma solo 98 euro, ergo conviene spendere un pochino di più e tenere i soldi al di fuori del circuito bancario.

Tecnicamente funzionerebbe (parola di banchiere centrale), ma per ora gli stessi banchieri l’han ritenuta un po’ prematura, ma solo per adesso … in futuro chissà.

Ci attende un futuro ricco di sorprese!