Impariamo dall’esperienza dell’Ungheria di Orban: fuori dall’euro, Banca Centrale dello Stato, credito alle imprese in difficoltà

Non è uno scherzo. Se davvero oggi potessimo uscire da questa dannata Unione Europea, realizzata sulla moneta e concepita per il sistema finanziario e bancario, allora forse potremmo ritrovare la ricchezza perduta e la speranza imparando dall’esperienza dell’Ungheria.

E invece no. Siamo qui a consumarci giorno dopo giorno, nell’attesa di un miracolo che non verrà.

Eppure, non occorre andare all’altro capo del mondo per rendersi conto che un altro sistema è possibile, che non è tutto già scritto e che volendo fare qualcosa per il popolo italiano, questo si potrebbe realmente realizzare. Infatti, basterebbe spostarsi di qualche centinaia di chilometri e vedere cosa sta facendo in Ungheria il premier di destra Viktor Mihály Orbán.

Eletto alla guida del Paese sulla base di un risultato plebiscitario, Orban dall’aprile 2010 ha avviato una serie di importanti riforme e cambiamenti che stanno progressivamente giovando allo Stato ungherese.

Per quanto concerne l’aspetto occupazionale, questo che segue è il grafico del tasso di disoccupazione ungherese:

Il paragone con la condizione italiana è impietoso; il nostro PIL veleggia ampiamente sotto lo zero e la nostra disoccupazione si avvicina al 13%.

Ma quali sono state le riforme messe in campo da Orban che hanno permesso al Paese, non certo una potenza né militare né finanziaria di non affondare nella crisi come invece sta succedendo da ormai sei interminabili anni all’Italia?

Il Governo Orban si è insediato il 29 maggio 2010 ed ha immediatamente dato luogo alla realizzazione di un programma di governo che gli ha permesso di vincere le elezioni aggiudicandosi ben 263 seggi su 386. I provvedimenti più significativi sono stati:

1 - È stata scritta ed approvata una nuova Costituzione, entrata in vigore il 1º gennaio 2012, basata sulla centralità della famiglia, della tradizione, sull’etica e sulla religione cattolica.

2 – Sono state varate riforme in ambito scolastico, dell’informazione (ponendo una Commissione governativa di controllo televisivo) e della giustizia (mettendo il Consiglio Superiore della Magistratura Ungherese sotto il controllo del Governo).

3 – Ma soprattutto Orban ha varato la riforma della Banca Centrale Ungherese, fortemente osteggiata dall’Unione Europea. Oggi, la MNB è una persona giuridica che opera come una società per azioni. Il capitale sociale è costituito da una ( 1 ) azione nominativa, con un valore nominale di HUF 10 miliardi, cioè dieci miliardi di fiorini ungheresi. La quota di MNB è di proprietà dello Stato ungherese. Lo Stato ungherese azionista (di seguito l'Azionista) è rappresentato dal ministro del Bilancio, così come spetta allo Stato la nomina del Governatore della Banca Centrale. Contestualmente a ciò, il premier Orban ha ribadito di non voler aderire all’euro e di voler mantenere la valuta nazionale.

E tanto per chiarire la posizione del Governo ungherese riguardo l’Unione Europea, nel 2011 Orban durante il semestre di presidenza della UE riferì in Parlamento che: “Noi non crediamo nell’Unione Europea, crediamo nell’Ungheria, e consideriamo l’Unione Europea da un punto di vista secondo cui, se facciamo bene il nostro lavoro, allora quel qualcosa in cui crediamo, che si chiama Ungheria, avrà il suo tornaconto”.

Queste sono le riforme, questo è parlare chiaro, questo è “pensiero ed azione”, questo è Viktor Mihály Orbán .

L’esatto opposto di quel buffone che ancora oggi, in Italia, va prendendo tempo cercando di abbindolare masse di sprovveduti elettori, cui prima prometteva mari e monti nei primi 100 giorni e che oggi son diventati 1000. Noi non abbiamo scampo fintanto che avremo al Governo dei simili incapaci.

Ma cosa sarà successo al fiorino ungherese? Si sarà svalutato del 50%? E l’inflazione poi? Oggi gli ungheresi vanno a fare la spesa con la carriola piena di fiorini per comperare il pane?

Dal maggio 2010, data dell’insediamento del “reazionario” Orban, il cambio Euro / HUF è passato da 275 a 315 (quindi si è svalutato del 14%), mentre il tasso d’inflazione è passato dal 6% allo 0%. Ma come può accadere un fatto del genere!! Un Paese si svincola dalla Troika, decide di mettere la propria Banca Centrale al servizio del Governo e gli impone di prestare denaro alle aziende in difficoltà creando la moneta necessaria al corretto funzionamento dell’economia, dichiara di non credere nell’Europa, di non voler aderire all’euro, eppure il cambio non subisce alcun tracollo ed addirittura l’inflazione scende di 6 punti ????

Dobbiamo renderci conto della colossale marea di menzogne che i media conniventi, gli economisti pagati dalle istituzioni finanziarie ed i politici a libro paga delle grandi lobby, hanno raccontato ed insegnato in questi ultimi 30 anni.

Non esiste alcun automatismo tra inflazione e svalutazione, non c’è lo spettro della Repubblica di Weimar dietro ogni Paese che decida di creare moneta attraverso la sua banca centrale in autonomia, limitandone significativamente l’indipendenza e sacralità che, secondo tanti troppi economisti ciarlatani, dovrebbe rispondere del suo operato forse solo all’Altissimo!

E dunque, in conclusione, quando ci si chiede perché l’Ungheria oggi ha un’economia in forte crescita mentre noi, in Italia, siamo agonizzanti, la risposta viene dalla comparazione di questo ultimo grafico che attiene alla quantità di moneta M3 presente nel sistema economico.

Orban dimostra che un altro sistema economico è possibile; che è possibile porre il sistema bancario al servizio dell’economia reale e non il contrario; l’ultimo provvedimento, in ordine di tempo, con cui obbliga le banche commerciali presenti in Ungheria, tra cui Unicredit, a restituire alle famiglie ungheresi 3,2 miliardi di euro per aver applicato tassi eccessivi sui mutui, dimostra che se si volesse realmente perseguire il bene del popolo, questo si potrebbe fare .

Ci sarebbero ancora altri aspetti da riformare, primo tra tutti, realizzare una riforma organica del sistema bancario che impedisca alle banche commerciali di creare la moneta sotto forma di prestiti, ma il Governo ungherese è avviato sulla buona strada.

Purtroppo, in Italia siamo in mano a dei traditori della Patria, che antepongono l’interesse personale e del sistema finanziario, a quello degli italiani. Renzi, Letta, Monti, Draghi, Padoan, Prodi sono dei servi e ci stanno conducendo alla rovina. Pensare che non più tardi di qualche mese fa, il PD ha raccolto il 41% dei consensi alle elezioni europee, sulla base delle promesse di un esaltato piazzista, è davvero molto molto triste .

Forza ORBAN!

Forza UNGHERIA!