In Italia se dovessimo “stampare” moneta non ci sarebbe inflazione

E’ vero che stampare moneta crea inflazione? FALSO.

Cominciamo subito col dire che “stampare moneta” è un modo di esprimersi errato dal momento che oggi il 95% della moneta è solo contabilità, sono solamente dei saldi di conto corrente. Il contante infatti, la moneta stampata, non è neppure il 5% del totale della massa monetaria in circolazione.

Stampare moneta nel nostro Paese in pratica significa che la Banca Centrale Europea accredita un conto di riserva che lo Stato o le banche commerciali hanno presso la Banca d’Italia. Sono solo conti correnti che vengono di volta in volta accreditati od addebitatati a seconda del tipo di operazioni che realizzano.

Ora posto che, l’inflazione è l’incremento dei prezzi dei beni sul mercato, è opportuno anche ricordare che detti prezzi si formano sulla base della legge della domanda e dell’offerta. Esaminiamo una prima situazione.

A - Domanda superiore all’offerta (non è il caso attuale dell’economia italiana)

Supponiamo vi siano 100 persone in grado di comprare ciascuna 1 kg di pane e che ne vengano prodotti solo 50 kg e la capacità produttiva dei forni sia utilizzata al 100%. Insomma , non si riesce a produrre una quantità di pane superiore a 50kg.

In questo caso, solo 50 persone potranno sfamarsi e saranno quelle che hanno più denaro da spendere perché il costo del pane salirà, perché la domanda eccede l’offerta.

B –Offerta superiore alla domanda ( è il caso dell’Italia)

Supponiamo che vi siano sempre 100 persone in grado di comprare ciascuna 1 kg di pane, che la produzione iniziale sia di 50kg, ma in questo caso i forni hanno la possibilità di sfornare molto altro pane perché la loro capacità di utilizzo è del 50% ( cioè lavorano al 50 % delle loro possibilità).

Come facciamo a far sì che i forni possano produrre il massimo del pane possibile riuscendo dunque a fornire un livello di offerta pari a 100kg?

Di fatto possiamo analizzare tre casi.

1 – La Banca Centrale decide di creare moneta attraverso il Quantitative Easing mettendola a disposizione del settore bancario comprando da queste titoli che hanno in portafoglio (asset tossici ed incagliati). Le banche a questo punto dovrebbero ed avrebbero la possibilità di fare nuovi prestiti ad imprese e privati, ma non lo fanno e preferiscono investire la liquidità in titoli di stato (comprando BTP al 4% ad esempio) il cui prezzo sale permettendo nuovi lucrosi guadagni ad una esigua minoranza di persone. Insomma, all’economia reale non arriva nulla. La produzione di pane non sale, la disoccupazione resta elevata e gli impianti produttivi restano sottoutilizzati al 50%.

2 – La Banca Centrale crea la moneta accreditando il conto di riserva del Governo che decide di spenderla abbassando le imposte ai cittadini ed alle imprese (quindi alle famiglie ed alle imprese finiscono direttamente dei soldi in tasca senza passare per la politica, gli enti, le commissioni come avverrebbe se invece lo Stato decidesse di incrementare la Spesa Pubblica).

Il settore Famiglie-Imprese ha dunque ora un maggior potere d’acquisto visto che si ritrova più denaro in tasca (le tasse scendono e dunque il reddito disponibile cresce). La domanda di pane dunque ora aumenta ma sale anche l’offerta di pane prodotto, poiché la produzione del pane aveva la capacità di poter essere incrementata del 50% e c’era disoccupazione e sottoutilizzazione degli impianti.

Quindi la domanda sale e con essa sale anche l’offerta; il prezzo del pane non aumenta. Non aumenta perché ci sono risorse nell’economia sottoutilizzate (impianti e manodopera) che una volta riassorbite nel sistema produttivo, concorrono alla produzione del pane, mantenendo così il livello dei prezzi costanti.

C – Domanda ed offerta in equilibrio e piena utilizzazione della capacità produttiva degli impianti.

In questo caso, e solo in questo caso, una iniezione di liquidità aggiuntiva nel sistema porterebbe ad un innalzamento del livello dei prezzi, poiché si avrebbe un aumento della domanda che non potrebbe esser soddisfatto da un pari aumento del livello dell’offerta dal momento che questa è al suo limite produttivo (ovvero sfrutta il 100% della capacità degli impianti). In questo caso, in presenza di una quantità di moneta eccessiva nel sistema, lo Stato attraverso le imposte, ritira la moneta dall’economia, fino al punto in cui il prezzo del pane smette di salire.

Compreso dunque che solo nel caso C si avrebbe un incremento dell’inflazione dopo una iniezione di liquidità nel sistema, cerchiamo di capire quali sono le condizioni attuali in Italia. Corriamo realmente rischi di una inflazione galoppante a doppia cifra se si dovesse procedere alla creazione di moneta?

In Italia mi pare siamo lontani dalla piena occupazione ed anche dalla ripresa dell’economia strombazzata dai giullari di Governo:

Quanto poi all’utilizzo della capacità produttiva degli impianti, la musica non cambia:

In queste condizioni di economia in frantumi, anche una significativa pressione delle domanda generata da una massiccia iniezione di moneta, troverebbe piena capacità d’assorbimento nel sistema economico che presenta numeri da economia post-bellica. Altro che inflazione!!!

Economie come quella degli Stati Uniti, del Giappone, della Gran Bretagna hanno creato enormi quantità di moneta (10.000 miliardi di dollari) ma non hanno incrementato la domanda al punto da superare la capacità produttiva delle imprese delle rispettive economie ed il risultato è stato nessuna inflazione.

Semplice, chiaro, reale.

Perché dunque continuano a raccontare bugie agli italiani dicendo che creare moneta equivale a prepararsi a subire un’inflazione a due cifre, erosione del potere d’acquisto e conseguente caduta in miseria?

Facile, lavorano con degli slogan che la maggioranza subisce passivamente e che ripetuti all’infinito, in tv, all’università sui giornali diventano realtà, dogmi cui credere ciecamente, a tutto vantaggio del sistema bancario e finanziario globale che si nutre e trae sostentamento dall’economia basata sul debito come quella attuale.

Il sistema attuale è basato sul debito, sulla truffa; non c’è salvezza per la Comunità che capire che questa strada produrrà solo povertà e miseria crescente nella maggior parte della popolazione a vantaggio di pochissimi privilegiati. Oramai è qualche anno che stiamo viaggiando a tutta birra verso il fondo e c’è ancora chi difende le misure di Austerity, il rigore,il sistema bancario; roba da matti.

L’inganno si può spiegare in tanti modi, con i disegni, con grafici, con tabelle , con equazioni ma occorre approcciare il problema con spirito libero, aperti a mettere in discussione tutta una serie di nozioni errate che ci vengono propinate fin dalla scuola, dalle università, dai media, da politici incapaci ed esperti collusi col sistema.

La vera libertà consiste nel capire la realtà che ci circonda e per farlo è necessario passare attraverso la comprensione della truffa del debito, della creazione di moneta operata dal sistema bancario.