Non è vero che le banche non hanno soldi per le imprese, preferiscono depositarlo nella Banca Centrale Europea

Il Governo Letta, inconsistente in Italia ed evanescente in Europa, continua inesorabilmente a sprofondare nel ridicolo.

Le ultime bocciature ricevute in sede europea per quanto concerne la “Legge di stabilità” dovrebbero far suonare campanelli d’allarme in ogni luogo; la bozza di Legge di Stabilità analizzata da Bruxelles mette l'Italia a rischio di "non rispetto delle regole su deficit contenute nel Patto di stabilità": questa l'opinione della Commissione che mette l'Italia nel gruppo dei Paesi a più alto rischio di sforamento dei parametri.

Fin qui il danno, ma la beffa viene in merito al cosiddetto”bonus UE per la crescita” tanto enfatizzato in sede di redazione della legge di stabilità e che ora rischia di svanire, lasciando ancora una volta il Paese in mano alla strutturale carenza di risorse come amano ripetere Letta e Saccomanni (… che tanto per ribadire un concetto già spiegato è una frottola, una bugia, una menzogna!!)

 "L'Italia non ha accesso alla clausola per gli investimenti perché il debito non si è evoluto in modo favorevole": lo ha deciso la Commissione Ue dopo aver analizzato la Legge di Stabilità. Davvero un gran bel risultato per i nostri governanti. Bocciati.

Ed allora via col festival delle giustificazioni; il buon Saccomanni si difende dicendo che “Le misure che la Commissione richiede sul debito sono in fase di definizione ed avranno effetto sul corso dell'anno … non c'e' bisogno di fare cambiamenti nella legge di bilancio”.

Il Presidente del Consiglio Letta invece auspica che il semestre  italiano di presidenze della UE, possa essere il semestre della crescita, propone di affiancare all’opera diligente e fin qui irreprensibile della BCE guidata da Mario Draghi anche la BEI, propone di far convergere gli interessi delle tre grandi Casse Depositi e Prestiti (italiana, francese e tedesca) verso la fornitura di garanzie per le piccole e medie imprese al fine di permettere loro  un miglior accesso al credito. Tante parole ma nessuna sostanza.

Le banche infatti non prestano alle imprese non perché non abbiano i mezzi  patrimoniali o per mancanza di denaro da prestare, ma semplicemente perché trovano estrema difficoltà nel rintracciare soggetti in grado di poter poi effettivamente restituire il denaro. Altro che “mancano i soldi! “

Le banche commerciali preferiscono depositare il denaro presso i conti della BCE piuttosto che immetterli nel sistema produttivo; la verità è questa!

 

Volete vedere dove sono i soldi delle banche europee?

Le banche commerciali europee han depositato presso la BCE una somma pari alla metà del PIL italiano!! Altro che mancanza di denaro!! Il denaro c’è, ma non viene prestato al sistema delle imprese e delle famiglie  soffocando così l’economia, ma  bensì parcheggiato presso i conti di riserva della BCE.

Mi domando: ma perché nessun giornalista fa mai notare questa assurdità? Mai nessuno che si alzi e dica:     “ guardi Presidente Letta, non è vero che i soldi non ci sono e che la banche commerciali non possono prestare per via dei titoli in perdita nei loro portafogli …i soldi le banche li mettono al riparo nei conti della BCE e li tolgono a famiglie ed imprese… guardi questi due grafici! Ora visto che la banche sono garantite dallo Stato che tutela i depositi, garantisce il debito e le obbligazioni bancarie e versa quote non proprio irrisorie  ai vari programmi di salvataggio europeo, non crede che il Governo come contropartita potrebbe pretendere che queste ricomincino a prestare al sistema famiglie-imprese immettendo moneta nell’economia reale piuttosto che comprare BTP o parcheggiarli nella BCE?”

Allora, quando sentirete di nuovo dire da questi politicanti dispensatori di menzogne che “non ci sono soldi!”, ricordate che mentono.

Piuttosto,sarebbe il caso di ragionare sul seguente grafico, relativo alla pressione fiscale pubblicato dalla World Bank che spiega quanto oramai la pressione fiscale sia insopportabile nel nostro Paese.

 

E’ impressionante. Siamo al 66%!! La media europea è il 37% del reddito.

Dunque, in buona sostanza ci sono solo due semplici cose da fare e subito per uscire da questa maledetta depressione: creare moneta e tagliare le imposte per un valore pari al almeno il 10% del PIL.

Ma questa classe dirigente purtroppo non ha neppure la “struttura mentale” per affrontare una simile discussione.