Renzi è il liquidatore dell’Italia: aumentano debito, povertà, tasse e fallimenti delle imprese

Lentamente ma inesorabilmente la realtà, la dura realtà, quella fatta di numeri e non di chiacchiere, avanza in un crescendo di povertà, miseria e disperazione. Ve lo avevamo detto, documentato e spiegato per benino. Renzi è un buffone, un venditore di fumo e gli italiani, bontà loro, lo han premiato con un risultato elettorale sbalorditivo.

Le notizie di oggi diffuse dall’Istat sulla crescente povertà sono disarmanti:” In Italia ci sono 10.048.000 di persone che vivono in condizioni di povertà relativa, pari al 16,6% della popolazione. Tra questi 6.020.000 sono poveri assoluti, cioè non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa (9,9%).”

I dati diffusi invece dalla Banca d’Italia sul debito pubblico sono in linea con le nostre previsioni; di fatto il debito è fuori controllo e l’amministrazione Renzi sta riuscendo nel far più danni di Monti e Letta messi insieme. “Nuovo record assoluto per il debito pubblico che a maggio aumenta di 20 miliardi sul mese precedente e tocca quota 2.166,3 miliardi. Dall'inizio dell'anno il debito è aumentato di 96 miliardi con una crescita del 4,7%.”. Ad oggi il rapporto debito pubblico/PIL è pari ad oltre il 138%.

Citarsi non è mai molto elegante, ma quando si ha ragione, c’è un certo grado di soddisfazione cui è difficile resistere: “in pratica il debito complessivo a fine 2014 sarà pari ad almeno 2.231,3 miliardi di euro. ( 2120 + 71 +40,3 = 2231,3). Il rapporto Debito/PIL potrebbe arrivare a dicembre 2014 a circa il 143% !!”

I nodi giungono dunque al pettine e tutti quei numeri messi a casaccio nel DEF, solo per guadagnar qualche mese ed ingannare l’opinione pubblica, finiscono col creare a Renzi un bel problema. Mancano all’appello qualche decina di miliardi; lo sostiene l’Ufficio Studi di Mediobanca e lo dicevamo anche noi, che pur senza disporre dei complessi software in uso alla banca, ma dotati di buon senso e di qualche minima cognizione tecnica, eravamo giunti alle stesse conclusioni.

Il documento del Governo, lo ricorderete era questo:

Da questo guazzabuglio emergevano alcune importanti situazioni:

1 – il Governo Renzi non taglia le imposte ma le AUMENTA di ben 100 miliardi entro il 2018;

2 – il Governo Renzi NON STIMOLA LA CRESCITA perché taglia la spesa per investimenti del 10%;

3 – il Governo Renzi punta a realizzare nel tempo Avanzi Primari di 80 miliardi di euro, pari al 4,5% del PIL;

4 – il Governo Renzi prevede una crescita del PIL nominale, già per il 2014 dell’1,7% mentre in realtà, se le cose dovessero restare così come stanno oggi 14 luglio 2014, sarà forse un misero 0,2%.

Sintetizzando brevemente abbiamo che il Governo mente, le tasse salgono e non ci sarà nessun miglioramento nell’economia, anzi.

Tanto per dare l’idea di quanto siano sballate le previsioni del Governo, basta osservare l’ultima riga della tabella in cui è riportato il PIL Nominale (PIL Reale + Inflazione); secondo il Governo dovrebbe salire dell’1,7% nel 2014. In realtà, ad oggi il risultato è il seguente (-0,5% + 0,6 = 0,1%), ovvero la crescita del PIL nominale 2014 sarà inferiore di 25 miliardi rispetto alle previsioni.

La stima effettuata da Mediobanca è per una manovra autunnale dello 0,75% del PIL; riteniamo che potrebbe essere ben più alta, almeno il doppio, ma soprattutto sarà l’impatto sull’economia reale quello realmente devastante.

Quando si ottiene, come nel caso del Governo Renzi, il 41% dei consensi, vuol semplicemente dire che si gode di una gran fiducia, che l’elettorato crede nelle sue promesse da venditore di fumo, negli 80 euro mensili, nel fatto che non alzerà le tasse, che riporterà l’Italia sulla via della crescita.

L’onda lunga di questo iper-ottimismo arriva anche ai mercati finanziari dove oggi gli indici di fiducia delle imprese e dei consumatori sono al top; tutti credono al Buffone, storditi da un’informazione che fa propaganda a quattro mani.

La delusione che però arriverà in autunno (od anche prima ) getterà nello sgomento i creduloni che tanta fiducia avevano riposto nel Governo e le ripercussioni saranno forti, sia sul mercato che nella politica.

La situazione potrebbe dunque finire fuori controllo e scenari inquietanti potrebbero delinearsi all’orizzonte: patrimoniali, prelievi forzosi dai conti correnti, limitazione ai movimenti di capitali nel caso di problemi per il settore bancario esposto agli umori del mercato.

Il tutto mentre l’economia reale, gravata da nuove imposte e minore spesa pubblica, in un contesto di riduzione del credito bancario, andrà sempre più in difficoltà, con nuova disoccupazione e minori livelli di produzione.

La cura cui è sottoposta l’Italia ed il Sud Europa in generale è sbagliata, irresponsabile e criminale. I Governi nazionali e le istituzioni sovranazionali che hanno prodotto queste aberrazioni, sono responsabili dell’attuale condizione dell’economia , in cui ci si rallegra per gli emiri che comprano Alitalia, per i cinesi che acquistano le perle del Made in Italy, per gli americani che acquisiscono la Indesit. Siamo in mano a dei folli, dei pazzi, dei talebani del mercato e della finanza.

Il Governo Renzi, come quelli Letta e Monti sono sulla stessa linea della Merkel, della BCE, della UE, del FMI: tolgono moneta all’economia reale che dunque viene condannata ad un’inevitabile depressione. Il buon Renzi lo ripete quotidianamente : “Non c’è nessuna divergenza con la Merkel, con la UE.”

Mandiamoli a casa prima che sia troppo tardi!!