Cari amici, oggi festeggio i miei 68 anni. Festeggio. Non compio. Festeggio. É una festa straordinaria. É una festa che si rinnova ogni giorno, ogni mese, ogni anno. É il dono immenso, ineguagliabile, inestimabile della vita che si ripropone nella sua integralità offrendomi l’opportunità ulteriore per poter realizzare con successo ciò che mi sento dentro, ciò che da un senso compiuto alla mia vita, ciò che sostanzia l’essenza del mio vissuto, ciò che io sono.

La filosofia popolare del gioire per il mezzo bicchiere pieno, anziché rattristarsi per il mezzo bicchiere vuoto, che comporta in sé una perla di saggezza umana, è però riduttiva rispetto alla bontà, alla bellezza, al fascino del dono della vita che giorno dopo giorno, anno dopo anno, ci viene offerto come un calice che trabocca di vitalità. Il calice non è mai pieno o vuoto a metà ma trabocca sempre del dono della vita, perché il valore della vita non è mai relativo ma è sempre assoluto. 

E anche oggi, a 68 anni, il calice della vita trabocca di vitalità offrendomi l’opportunità di rigenerarmi, di rinascere, di fortificarmi, per andare avanti, immergermi nel mistero eterno dell’esistenza, abbracciare il più possibile l’amore insito in ciascuno di noi, essere pienamente se stessi.