A prescindere dal fatto che la Nazionale partecipi o meno ai Mondiali, questo calcio è parte integrante del declino della nostra civiltà.

Buongiorno amici. L’Italia è in lutto. Non perché abbiamo perso del tutto la nostra sovranità nazionale. Non perché siamo stati trasformati in una terra di nessuno dove chiunque può entrare, uscire e scorrazzare a piacimento. Non perché da Stato ricco ci hanno ridotto a popolazione povera. Non perché siamo condannati a estinguerci perché non facciamo più figli. Non perché i cittadini sono del tutto abbandonati all’arbitrio dei partiti, allo strapotere della magistratura, alla corruzione della burocrazia. Non perché le forze dell’ordine sono impossibilitate a operare e dilagano la criminalità e il terrorismo. Ma perché undici miliardari non potranno accrescere i loro affari e quelli delle multinazionali che li sponsorizzano sfruttando indegnamente il nome dell’Italia. Questo calcio non è più uno sport ma un giro d’affari planetario in cui al centro non c’è più il cuore ma il denaro. A prescindere dal fatto che la Nazionale partecipi o meno ai Mondiali, questo calcio è parte integrante della decadenza della nostra civiltà.