Congratulazioni all’amico Massimiliano Fedriga. Auguro che sia il Presidente di “Prima i friulani” e che il Friuli diventi un volano del riscatto della civiltà italiana decadente

Buongiorno amici. Faccio le mie più sincere congratulazioni all’amico Massimiliano Fedriga per aver stravinto ed essere diventato il nuovo Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia a capo della coalizione del Centrodestra. Faccio i miei più sentiti complimenti ai tantissimi amici della Lega, che ha conquistato il primato assoluto tra i partiti, e agli amici di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, che hanno visto premiato l’impegno profuso tra la gente sul proprio territorio. 

Tuttavia dobbiamo tenere ben presente che in realtà il primo partito uscito dalle urne è quello degli astensionisti, considerando che più della metà degli elettori, il 50,35%, non è andata a votare. In una Regione con una popolazione esigua, 1.216.524 abitanti, e con complessivi 1.107.415 elettori, sono andati a votare solo 549.806 elettori, pari al 49,65%. Il fatto che la maggioranza dei friulani non sia andata a votare è una sconfitta della politica, è una responsabilità che ricade su tutti i partiti. Perché significa che la maggioranza dei friulani, distribuiti prevalentemente in piccoli centri dove ci si conosce bene e ci si frequenta intensamente, non individua nella politica e non concepisce i partiti come la soluzione ai problemi reali. La mia valutazione non cambia sostanzialmente anche considerando la percentuale di chi non ha votato preferendo andare in vacanza lontano dal proprio seggio elettorale, approfittando del lungo ponte del Primo Maggio. 

Da amico dico a Max, come Fedriga viene amichevolmente chiamato, che l’impegno principale dovrà essere quello di recuperare la fiducia e la partecipazione della maggioranza dei friulani che ha disertato le urne. Serve una politica impregnata di valori capace di mostrare un’anima integerrima, i cui rappresentanti predicano bene e operano bene. Serve una classe politica totalmente calata nel vissuto dei cittadini, capace di dare risposte concrete ai problemi quotidiani.

Da amico consiglio di adottare come principio ispiratore della strategia del mandato di cinque anni “Prima i friulani”, anteponendo in modo prioritario, all’occorrenza esclusivo, il bene e l’interesse dei friuliani rispetto a tutti e a tutto a 360 gradi, dal lavoro alla casa, dalla sanità alla sicurezza, dalla famiglia alla scuola, dalla cultura all’educazione civica. 

Bisogna porre fine alla follia della precedente Presidente della Regione, Debora Serracchiani, della Sinistra e dei catto-comunisti che hanno speso un fiume di denaro per promuovere la cosiddetta “accoglienza”, con pesanti ricadute negative sui friulani anche sul piano sociale e della sicurezza. 

“Prima i friuliani” significa che si dovranno assegnare ai friuliani in via prioritaria le risorse della Regione e dei Comuni, con una attenzione estrema ai più bisognosi, garantendo loro la concessione delle case popolari, il pagamento utenze domestiche, gli assegni familiari, i posti gratuiti negli asili nido, l’assistenza sanitaria totalmente gratuita, l’accesso alle cariche pubbliche e ai corsi di formazione professionale. 

“Prima i friulani” significa in parallelo porre un argine all’auto-invasione dei cosiddetti “migranti” imposta dal Governo nazionale e dall’Eurocrazia, cominciando a eliminare tutti i cosiddetti “centri di accoglienza” che creano legittime paure e problemi reali ai cittadini. 

“Prima i friulani” significa anche porre fine al suicidio dell’islamizzazione della Regione attraverso la proliferazione di moschee, scuole coraniche, negozi e macellerie islamiche, divieti islamici nelle scuole, privilegi agli islamici negli ospedali. 

“Prima i friulani” significa infine porre l’attenzione sulla presenza delle testate atomiche, di arsenali di armi e di aeroporti militari degli Stati Uniti e della Nato che connotano il Friuli come terra militarizzata e di “prima linea” bellica, con ricadute negative sulla popolazione a cominciare dall’inquinamento ambientale e dalla conseguente diffusione di tumori. 

Da amico consiglio a Max di considerare da oggi stesso conclusa la campagna elettorale e di non menzionare più gli errori del passato per addebitarne la colpa alla sinistra. Il Presidente della Regione è il Presidente di tutti i friulani. I problemi sono i problemi, non sono né di sinistra né di centro né di destra. Così come le soluzioni che si ispirano al buonsenso e che risolvono concretamente i problemi reali non hanno alcuna connotazione ideologica. 

Da amico consiglio a Max di calarsi totalmente nella sua nuova missione di Presidente della Regione e di dare un taglio netto al suo coinvolgimento nella politica nazionale nella sua veste di Capogruppo della Lega alla Camera. Da oggi in poi dovrà far prevalere gli interessi dei friulani non solo rispetto alle politiche del Governo nazionale, ma anche da eventuali scelte discordanti della Lega stessa. 

Da amico consiglio a Max di valorizzare come altamente positiva la micro-dimensione che connota la realtà demografica, urbanistica e imprenditoriale della Regione. Il Friuli Venezia Giulia proprio perché calato nella micro-dimensione ha potuto salvaguardare più di altre Regioni d’Italia l’attaccamento alle proprie radici, tradizioni, identità e valori, incarnati nella famiglia, nelle comunità territoriali, nelle micro, piccole e medie imprese. Ed è proprio questa micro-dimensione che ha fatto emergere la Regione sul piano dello sviluppo e della qualità della vita. Ecco perché sono convinto che il Friuli possa rivelarsi un volano nel processo di riscatto della civiltà italiana ed europea decadenti. 

I miei sono consigli non richiesti ma che dò spontaneamente mosso esclusivamente da un sentimento di amicizia nei confronti di Massimiliano Fedriga e da un sentimento di gratitudine nei confronti di tanti amici della Lega, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia che mi hanno spesso invitato in una Regione che amo e dove mi sento a casa. Auguri di cuore di sempre nuovi successi al nuovo Presidente e alla nuova Giunta regionale, per adempiere al meglio alla missione che è civile ed etica prima ancora di essere politica.