Buongiorno amici. Dalla mezzanotte di ieri il Regno Unito ha definitivamente abbandonato l’Unione Europea e ha riscattato integralmente la propria sovranità nazionale. 

Si è assistito ad una grande festa popolare sventolando la bandiera del Regno Unito e innalzando cartelli con le scritte “Siamo liberi”, “Liberi dall’Unione Europea”. A conferma che siamo sottomessi ad una dittatura informatica, emanazione della dittatura finanziaria predominante, le grandi testate giornalistiche italiane hanno rappresentato non un popolo nella sua grande maggioranza in festa, ma un popolo in lutto e uno Stato destinato a un destino funereo.

La Gran Bretagna, come giornalisticamente e in modo riduttivo viene indicato il Regno Unito, non aveva aderito all’euro e ha mantenuto la sterlina, la propria valuta nazionale. Ma era sottomessa alle leggi europee che impongono il rispetto di rigidi parametri nella gestione finanziaria che condizionano l’uso delle proprie risorse finanziarie; che determinano le scelte dello sviluppo economico a discapito dell’interesse nazionale e degli imprenditori locali; che di fatto eliminano le frontiere e impongono l’accoglienza degli stranieri a prescindere dalla ricaduta sull’economia, la sicurezza e la salvaguardia della propria civiltà; che impongono il relativismo valoriale legittimando la cultura della morte promuovendo l’aborto e l’eutanasia, scardinando la famiglia naturale preposta alla rigenerazione della vita legittimando e promuovendo l’omosessualismo; che impongono il relativismo religioso che ha portato alla rinuncia delle radici e dell’identità cristiana dell’Europa e alla legittimazione dell’islam come religione nonostante la sua intrinseca incompatibilità con le leggi laiche, le regole della civile convivenza, i valori della sacralità della vita, pari dignità tra uomo e donna, libertà di scelta individuale che sostanziano la nostra civiltà; che accreditano il multiculturalismo che attribuisce a ciascuna “comunità” etnica o confessionale la prerogativa di auto-amministrarsi con le proprie regole e persino con le proprie leggi, senza un comune collante valoriale e identitario, obbligando lo Stato a elargire diritti e libertà senza esigere in cambio l’ottemperanza dei doveri e il rispetto delle regole.

Per chi come l’Italia, a differenza del Regno Unito, ha aderito all’euro, si aggiunge il condizionamento ulteriore e fondamentale della perdita della sovranità monetaria, che ci obbliga a indebitarci per ripianare gli interessi sul debito che lo Stato è costretto a contrarre con le banche commerciali titolate a disporre dell’euro emesso dalla Banca Centrale Europea i cui azionisti sono prevalentemente privati. L’euro è stato il fattore che più di altri ha accelerato l’impoverimento degli italiani. Lo hanno sostenuto cinque Premi Nobel per l’Economia che hanno bocciato l’euro. Una semplice casalinga si ricorda che fino al 2001, l’anno precedente l’adozione dell’euro, una famiglia di quattro persone con un milione e mezzo di lire viveva dignitosamente. Il corrispettivo in euro, 750 euro, l’ha fatta precipitare nella povertà. In questo contesto diventa irrilevante il fatto che in parallelo si siano abbassati i tassi di interesse. Se una famiglia non arriva a fine mese, non serve a nulla offrirle un credito a tasso ridotto. In ogni caso oggi le banche i crediti li fanno non a chi ha necessità, ma solo a chi può garantire il credito con i propri soldi depositati presso la stessa banca.

Cari amici, io sogno il giorno in cui anche noi italiani riscatteremo la nostra libertà recuperando la nostra sovranità nazionale che abbiamo perso, rinunciando alla sovranità monetaria, legislativa e giudiziaria, consentendo la devastazione della nostra economia con la perdita della nostra autonomia alimentare, la svendita delle nostre migliori aziende produttive, la strage delle micro e piccole imprese che storicamente sono il fulcro del nostro sistema di sviluppo che si connota per l’eccellenza della qualità dei prodotti “Made in Italy”. Sogno il giorno in cui in Italia si affermerà la cultura della vita, si sosterrà la famiglia naturale e si promuoverà la nascita di figli italiani che salvaguardino la nostra civiltà laica e liberale dalle radici ebraico-cristiane, greco-romane, umaniste e illuministe. Sogno il giorno in cui l’Italia tornerà ad essere la Patria degli italiani, non più una terra di tutti e di nessuno che ha finito per trasformarsi in una terra di conquista alimentando gli appetiti della grande finanza speculativa globalizzata, dei cinesi e degli islamici. Solo se siamo forti dentro potremo rapportarci in modo costruttivo con gli altri Stati europei e con tutto il mondo. Il riscatto della nostra sovranità nazionale non solo non è in contrasto con l’apertura al mondo circostante, ma è il requisito affinché l’apertura risulti reciprocamente vantaggioso. Senza sovranità nazionale l’Italia è destinata a scomparire e gli italiani a morire, fagocitati da un globalismo che mette al centro la speculazione finanziaria anziché il bene della persona. Andiamo avanti forti di verità e con il coraggio della libertà. Acquisiamo e diffondiamo informazione corretta, recuperiamo i valori che ci fortificano dentro, convergiamo sul traguardo che corrisponde all’interesse supremo dell’Italia e al bene primario degli italiani. Insieme ce la faremo.