Buongiorno amici e buon inizio di settimana. Il settimanale L’Espresso ha pubblicato un articolo, da evidenti fonti governative, in cui si paventano caos e disordini nel dopo-Coronavirus al punto che polizia ed esercito saranno chiamati a pattugliare le strade e a distribuire cibo e medicinali. 

Questo articolo conferma le mie perplessità sull’isolamento di 60 milioni di italiani nelle loro case. Sinteticamente: per me l’unica vera emergenza è quella ospedaliera, che oggi si evidenzia in particolare in Lombardia, al punto che mancano non solo i ventilatori polmonari ma persino le mascherine per i medici. 

Considero che sia un errore trasferire l’indubbia emergenza ospedaliera in uno stato di emergenza nazionale come se fossimo in una guerra batteriologica. 

Fermo restando la necessità di isolare solo i soggetti a rischio, io sono molto più preoccupato del dopo-Coronavirus. Il Coronavirus lo debelleremo come succede a tutti i virus. Ma dopo avremo milioni di nuovi italiani poveri ridotti alla fame, centinaia di migliaia di micro-imprese chiuse, esploderà la criminalità e verrà sempre meno la sicurezza dei cittadini. 

Chi ci governa e anche chi tra l’opposizione caldeggia questo stato di assedio dell’Italia e di confinamento degli italiani, ci pensano? Ne sono consapevoli? Io credo di sì. Nulla accade per caso. Ma allora perché lo fanno?